Milano secondo Cerri
di Carlos Vìntem
A volte accade. Non sempre, ma a volte accade.

Milano rende omaggio alla cultura lombarda e milanese mettendo a confronto la pittura di un padre e quella del figlio, Giancarlo e Giovanni Cerri, entrambi capaci di vivere appieno la città e la cultura che li ha cresciuti, formati, plasmati.
Due modalità di affrontare l’arte sulla tela, e la ricerca sottesa, completamente differenti, eppure capaci di fondersi l’una con l’altra.
Artisticamente parlando nella famiglia Cerri non c’è quel ricambio generazionale che spesso significa “passaggio del testimone” e negazione del passato. La scelta di Giovanni di vivere con e di pittura è stata, così come per il padre, naturale. Una solco già tracciato da Giancarlo che Giovanni ha percorso con libero arbitrio, senza cadervisi dentro per sbaglio. Giovanni esprime esattamente le stesse perplessità del padre, solo che le racconta con altri occhi, altri segni, altri colori. Senza strappi per intenderci. Questo accade perché di fondo c’è una sottile linea di continuità fra Giancarlo e Giovanni, che è innanzitutto culturale.
“L’eredità nell’immagine dipinta”, al CMC Centro Culturale di Milano in largo Corsia dei Servi 4 dal 10 al 27 maggio, è dunque un racconto di due versioni della stessa anima.

Da una parte la sintesi astratta delle immagini di Giancarlo, affascinanti nella purezza di pochi colori, ma ugualmente efficaci. Dall’altra la pittura del racconto di Giovanni, figurativa sì ma astratta nel retroracconto.
Giancarlo Cerri, nato a Milano nel 1938, presenta alcuni dipinti del ciclo “Sequenze”, realizzati tra il 1995 e il 2005, prima che gli occhi tradissero la sua vulcanica voglia di andare avanti a dipingere. Inoltre l’artista esporrà tre dipinti di arte sacra: “Deposizione” (1993), “è sempre l’ora della croce” (2005), “Nel segno della croce” (2005).
Giovanni Cerri, classe 1969, racconta la città concentrandosi sulla cattedrale milanese e la sua regina, la Madonnina: da Il Duomo bianco, opera di grandi dimensioni (cm. 180x260), realizzata nel 2016, a tele che ridisegnano le guglie o le policrome vetrate, sino al volto di San Bartolomeo, che del Duomo di Milano è la scultura più affascinante, realizzata nel 1562 circa da Marco D’Agrate.
Il progetto espositivo “Giancarlo e Giovanni Cerri. L’eredità nell’immagine dipinta”, realizzato in collaborazione con LTA Studio – Tax & Law Firm di Milano e nato da un’idea di Giovanni Cerri e Stefano de Angelis, prende spunto dal tema del Meeting di Rimini 2017 “Quello che tu erediti dai tuoi padri, riguadagnatelo, per possederlo”. La mostra è il quarto capitolo di un confronto fra i due artisti milanesi iniziato nel 2008 al Museo della Permanente di Milano con l’esposizione “I Cerri, Giancarlo e Giovanni. La pittura di generazione in generazione”, e proseguito in Germania con la mostra “Zwei Künstlergenerationen aus Mailand”, alla storica Frankfurter Westend Galerie nel 2013 e all’Istituto Italiano di Cultura di Stoccarda l’anno successivo.
Durante la mostra verranno proiettati due brevi video sull’attività dei due artisti: per Giancarlo Cerri una video-intervista dal titolo “La sintesi e l'astrazione” (produzione TVN Media Group, intervista a cura di Stefano Sbarbaro), per Giovanni Cerri il video “North Milan” sulla realizzazione della grande opera “Milano Porta Nuova” (cm. 180 x 360), ideale anteprima sull’esposizione che l’artista avrà al Museo Italo Americano di San Francisco nella stagione 2018-19, dove presenterà un nuovo ciclo di quadri dedicati alla città di Milano.
A volte accade. Non sempre, ma a volte accade.

Milano rende omaggio alla cultura lombarda e milanese mettendo a confronto la pittura di un padre e quella del figlio, Giancarlo e Giovanni Cerri, entrambi capaci di vivere appieno la città e la cultura che li ha cresciuti, formati, plasmati.
Due modalità di affrontare l’arte sulla tela, e la ricerca sottesa, completamente differenti, eppure capaci di fondersi l’una con l’altra.
Artisticamente parlando nella famiglia Cerri non c’è quel ricambio generazionale che spesso significa “passaggio del testimone” e negazione del passato. La scelta di Giovanni di vivere con e di pittura è stata, così come per il padre, naturale. Una solco già tracciato da Giancarlo che Giovanni ha percorso con libero arbitrio, senza cadervisi dentro per sbaglio. Giovanni esprime esattamente le stesse perplessità del padre, solo che le racconta con altri occhi, altri segni, altri colori. Senza strappi per intenderci. Questo accade perché di fondo c’è una sottile linea di continuità fra Giancarlo e Giovanni, che è innanzitutto culturale.
“L’eredità nell’immagine dipinta”, al CMC Centro Culturale di Milano in largo Corsia dei Servi 4 dal 10 al 27 maggio, è dunque un racconto di due versioni della stessa anima.
Da una parte la sintesi astratta delle immagini di Giancarlo, affascinanti nella purezza di pochi colori, ma ugualmente efficaci. Dall’altra la pittura del racconto di Giovanni, figurativa sì ma astratta nel retroracconto.
Giancarlo Cerri, nato a Milano nel 1938, presenta alcuni dipinti del ciclo “Sequenze”, realizzati tra il 1995 e il 2005, prima che gli occhi tradissero la sua vulcanica voglia di andare avanti a dipingere. Inoltre l’artista esporrà tre dipinti di arte sacra: “Deposizione” (1993), “è sempre l’ora della croce” (2005), “Nel segno della croce” (2005).
Giovanni Cerri, classe 1969, racconta la città concentrandosi sulla cattedrale milanese e la sua regina, la Madonnina: da Il Duomo bianco, opera di grandi dimensioni (cm. 180x260), realizzata nel 2016, a tele che ridisegnano le guglie o le policrome vetrate, sino al volto di San Bartolomeo, che del Duomo di Milano è la scultura più affascinante, realizzata nel 1562 circa da Marco D’Agrate.
Il progetto espositivo “Giancarlo e Giovanni Cerri. L’eredità nell’immagine dipinta”, realizzato in collaborazione con LTA Studio – Tax & Law Firm di Milano e nato da un’idea di Giovanni Cerri e Stefano de Angelis, prende spunto dal tema del Meeting di Rimini 2017 “Quello che tu erediti dai tuoi padri, riguadagnatelo, per possederlo”. La mostra è il quarto capitolo di un confronto fra i due artisti milanesi iniziato nel 2008 al Museo della Permanente di Milano con l’esposizione “I Cerri, Giancarlo e Giovanni. La pittura di generazione in generazione”, e proseguito in Germania con la mostra “Zwei Künstlergenerationen aus Mailand”, alla storica Frankfurter Westend Galerie nel 2013 e all’Istituto Italiano di Cultura di Stoccarda l’anno successivo.
Durante la mostra verranno proiettati due brevi video sull’attività dei due artisti: per Giancarlo Cerri una video-intervista dal titolo “La sintesi e l'astrazione” (produzione TVN Media Group, intervista a cura di Stefano Sbarbaro), per Giovanni Cerri il video “North Milan” sulla realizzazione della grande opera “Milano Porta Nuova” (cm. 180 x 360), ideale anteprima sull’esposizione che l’artista avrà al Museo Italo Americano di San Francisco nella stagione 2018-19, dove presenterà un nuovo ciclo di quadri dedicati alla città di Milano.
Arte e solidarietà
CBM Italia e Giovanni Cerri
ancora insieme
La mostra “L’eredità nell’immagine dipinta” è anche l’occasione per riproporre la felice collaborazione fra Giovanni Cerri e CBM,
l’organizzazione umanitaria internazionale impegnata nella cura e prevenzione della cecità nei Paesi del Sud del mondo.
Infatti, dopo la mostra “Spes contra spem” allo Spazio Bigli dello scorso anno, durante la mostra al Centro Culturale di Milano
sarà possibile acquistare alcune opere realizzate ad hoc dall’artista il cui ricavato andrà a favore di CBM Italia Onlus,
e in particolare a sostenere il progetto del Sabatya Eye Hospital di CBM in Kenya, per aiutare migliaia di bambini e adulti a tornare a vedere.
Giovanni Cerri ha infatti dipinto una grande tela dal titolo “Per i tuoi occhi” (cm. 100x140)
e dieci carte (cm. 50x60) che riprendono il tema del volto della madonnina.
l’organizzazione umanitaria internazionale impegnata nella cura e prevenzione della cecità nei Paesi del Sud del mondo.
Infatti, dopo la mostra “Spes contra spem” allo Spazio Bigli dello scorso anno, durante la mostra al Centro Culturale di Milano
sarà possibile acquistare alcune opere realizzate ad hoc dall’artista il cui ricavato andrà a favore di CBM Italia Onlus,
e in particolare a sostenere il progetto del Sabatya Eye Hospital di CBM in Kenya, per aiutare migliaia di bambini e adulti a tornare a vedere.
Giovanni Cerri ha infatti dipinto una grande tela dal titolo “Per i tuoi occhi” (cm. 100x140)
e dieci carte (cm. 50x60) che riprendono il tema del volto della madonnina.

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