IMPRESSIONISTI frammenti di luce e colore
Henry Gervex - Ève cueillant la pomme Olio su tela 55 x 33 cm 76 x 56 c.c. Collezione privata, Parigi
Da Monet a Renoir
Fino all’11 novembre al Castello Maniace di Ortigia – Siracusa
di Silvana Gatti
Nel cuore storico di Siracusa, in appena un chilometro quadrato di estensione, si trova la parte più antica della città siciliana, chiamata U’ Scogghiu (lo scoglio) dai suoi abitanti, nota come l’isola di Ortigia, lambita dalle acque del mar Ionio e collegata alla città da due ponti percorribili anche in auto. Ortigia rappresenta il pri- mo insediamento scelto dai Greci per la fondazione della colonia siracusana. Grazie alla posizione geografica questo luogo è stato teatro di diverse dominazioni (greci, romani, svevi, aragonesi, arabi) il cui passaggio è visibile ancora oggi. I palazzi, templi, chiese, castelli e fontane di eccezionale bellezza che arricchiscono le sue vie testimoniano il suo antico splendore.
E in questo luogo magico, il Castello di Maniace rappresenta uno dei più importanti monumenti del periodo svevo, costruito nel XIII secolo per volere di Federico II di Svevia, capolavoro dell’architettura militare medievale mediterranea e oggi importante centro culturale e turistico.
In queste sale, immerse nella storia, fino a martedì 11 novembre 2025 si tiene la mostra IMPRESSIONISTI - Frammenti di luce e colore, da Monet a Renoir. In soli tre mesi, dal 24 maggio a oggi, la mostra ha già accolto oltre 10.000 visitatori, confermandosi come uno degli appuntamenti culturali più apprezzati dell’estate siciliana. Un’altra importante informazione riguarda inoltre il biglietto di ingresso, integrato con quello per accedere al Castello Maniace. I visitatori possono così esplorare un luogo simbolo della città e, nel contempo, immergersi nell’universo affascinante dell’Impressionismo. Il biglietto unico consente di accedere sia alla mostra che al Castello con una tariffa intera di 10 euro e una ridotta di 5 euro, offrendo un’esperienza culturale completa.
Questa mostra, prodotta da Mediterranea Arte, documenta uno dei movimenti artistici più influenti e innovativi della storia dell’arte occidentale.
Il termine “Impressionismo” nacque quasi per caso. Nel 1874, un gruppo di artisti riuniti sotto il nome Société Anonyme des Artistes Peintres, Sculpteurs, Graveurs organizzò una mostra indipendente nello studio del fotografo Nadar a Parigi. Tra le opere esposte c’era Impression, Soleil Levant di Monet, un dipinto che raffigura il sorgere del sole sul porto di Le Havre. Il critico Louis Leroy, deridendo il quadro, lo definì una semplice “impressione”, dando indirettamente il nome al movimento.
La mostra intende sottolineare lo spirito di gruppo, gli obiettivi e l’amicizia degli artisti impressionisti. Il movimento nacque in un periodo di grandi cambiamenti storici, sociali, economici. Il mondo era proiettato in un futuro di grandi sconvolgimenti, grazie alla comparsa della luce elettrica, del telefono, degli aerei, dei treni, delle prime metropolitane, dell’industrializzazione e, per gli artisti, l’irrompere della fotografia e del cinema fu uno stravolgimento di non poco conto.
Nella Francia della seconda metà del XIX secolo, il sistema artistico era dominato dal Salon di Parigi, un’istituzione accademica che imponeva rigidi canoni estetici e selezionava le opere da esporre privilegiando soggetti storici, mitologici e una pittura dettagliata e realistica. Ma l’avvento della fotografia allontanò un gruppo di pittori dall’obbligo di riprodurre fedelmente la realtà, dando loro il coraggio di sperimentare linguaggi pittorici di più veloce immediatezza esecutiva. Erano artisti come Claude Monet, Pierre-Auguste Renoir, Camille Pissarro, Mary Cassatt, Ed- gar Degas e altri, spesso esclusi dal Salon ufficiale. Fu proprio questa marginalizzazione a spingerli a unirsi, accomunati dal desiderio di libertà espressiva e dal comune intento di rompere con le regole tradizionali. è in questo periodo che Parigi si trasforma in una metropoli moderna. Ampi boulevard, caffè, teatri e parchi diventano il palcoscenico della nuova borghesia, che celebra il progresso dopo le ferite della guerra franco-prussiana (1870-71) e della Comune di Parigi (1871). Gli Impressionisti catturano questa atmosfera, immortalando scene di vita quotidiana. L’introduzione dei colori chimici confezionati in tubetti permette agli artisti di lavorare all’aperto con facilità, allontanandosi dall’accademismo. Le opere impressioniste colpiscono con immediatezza lo sguardo, la tecnica passa in secondo piano rispetto alla capacità di suscitare emozioni attraverso la potenza della luce e del colore.
La prima parte della mostra, a cura di Stefano Oliviero, documenta la rivoluzione realista avvenuta in Francia negli anni quaranta dell’Ottocento, che capovolse l’egemonia accademica che regnava negli ambienti artistici. Il principale esponente fu Courbet insieme a Millet, Daumier, Fantin Latour e altri artisti.
Il dipinto esposto di Jean Francois Millet, Vieille femme au coin du feu / La lavandière (Vecchia accanto al fuoco/La lavandaia) documenta come Millet scegliesse per le sue opere personaggi umili, come la figura del seminatore emulata spesso da Van Gogh.
In questa sezione sono esposte le opere che raccontano il rapporto di questi artisti con la natura, come la bellissima Onda di Coubet, fiancheggiati dai pittori paesisti di Barbizon, antesignani degli impressionisti, un gruppo di uomini che rifiutavano la città trovando rifugio in campagna per vivere emotivamente la natura in tutti i suoi aspetti.
La seconda parte della mostra vede protagonisti assoluti i grandi maestri dell’Impressionismo francese: Claude Monet, presente solo con un dipinto a lui attribuito, Les Pêcheurs de Poissy (I pescatori di Poissy), Pierre-Auguste Renoir con la bellissima Baigneuse endormie (Bagnante addormentata), Alfred Sisley con Le pont de Sèvre (Il ponte di Sèvre). E ancora Mary Cassatt con un Paesaggio e la bellissima Giovane ragazza con cappello di paglia, pittrice che insieme a Berthe Morisot lavorò a fianco dei suoi colleghi. Non potevano mancare Edgar Degas, con alcuni disegni tra cui una delicata Ballerina a Matita su carta, Édouard Manet con un bel Ritratto di Alice Desgranges e altri artisti che, tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX, rivoluzionarono il concetto stesso di pittura.
Presenti anche due artisti italiani: Giovanni Boldini, con il pastello Donna seduta, e Giuseppe De Nittis con Passeggiata al parco.
La mostra prosegue con l’arte del post-Impressionismo, nelle sue varie sfaccettature, come per esempio il movimento del Puntinismo, del Simbolismo, del Fauvismo e dei Nabis, volte a sviluppare un approccio pittorico del tutto personale con la natura e con il quotidiano. Le opere presenti in questa sezione documentano che l’arte della fedele riproduzione lascia il passo, dopo gli impressionisti, alle future avanguardie.
Le opere - olii tela, olii su tavolo, olii su cartoncino, pastelli su tela, acquerelli su carta, disegni su tela, litografie accompagnano il visitatore in un viaggio coinvolgente. Esposti anche materiali d’archivio, fotografie d’epoca, documenti originali, lettere tra gli artisti e apparati didattici al fine di offrire un contesto storico e culturale approfondito provenienti tutti da collezioni private.
Una mostra da visitare, per poi proseguire in una passeggiata tra le strade di Ortigia e di Siracusa, immersi nella storia e accarezzati dal clima mite della città siciliana.

Date:
Fino all’11 novembre 2025
Visitabile Lunedì 8.30 – 13.30
Da Martedì a Sabato 8.30 – 19.30
(orario continuato.
Ultimo ticket alle18.30)
Domenica 8.30 – 13.30
ultimo ingresso trenta minuti prima
dell’orario di chiusura
Biglietti: € 10,00 - Intero (
Catello Maniace + mostra valido per feriali, weekend e festivi)
€ 5,00 - Biglietto Ridotto
(Catello Maniace + mostra).
Vendita ticket online:
Ticketone.it
Ingresso gratuito per bambini sotto i 6 anni, guide turistiche, persone con disabilità (art.3, comma 3, Legge 104/1992)
Visite guidate:
su prenotazione.
Informazioni Responsabile Mostre
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(+ 39) 331 20 40 295 (solo wapp)
Fino all’11 novembre al Castello Maniace di Ortigia – Siracusa
di Silvana Gatti
Nel cuore storico di Siracusa, in appena un chilometro quadrato di estensione, si trova la parte più antica della città siciliana, chiamata U’ Scogghiu (lo scoglio) dai suoi abitanti, nota come l’isola di Ortigia, lambita dalle acque del mar Ionio e collegata alla città da due ponti percorribili anche in auto. Ortigia rappresenta il pri- mo insediamento scelto dai Greci per la fondazione della colonia siracusana. Grazie alla posizione geografica questo luogo è stato teatro di diverse dominazioni (greci, romani, svevi, aragonesi, arabi) il cui passaggio è visibile ancora oggi. I palazzi, templi, chiese, castelli e fontane di eccezionale bellezza che arricchiscono le sue vie testimoniano il suo antico splendore.
In queste sale, immerse nella storia, fino a martedì 11 novembre 2025 si tiene la mostra IMPRESSIONISTI - Frammenti di luce e colore, da Monet a Renoir. In soli tre mesi, dal 24 maggio a oggi, la mostra ha già accolto oltre 10.000 visitatori, confermandosi come uno degli appuntamenti culturali più apprezzati dell’estate siciliana. Un’altra importante informazione riguarda inoltre il biglietto di ingresso, integrato con quello per accedere al Castello Maniace. I visitatori possono così esplorare un luogo simbolo della città e, nel contempo, immergersi nell’universo affascinante dell’Impressionismo. Il biglietto unico consente di accedere sia alla mostra che al Castello con una tariffa intera di 10 euro e una ridotta di 5 euro, offrendo un’esperienza culturale completa.
Questa mostra, prodotta da Mediterranea Arte, documenta uno dei movimenti artistici più influenti e innovativi della storia dell’arte occidentale.
Il termine “Impressionismo” nacque quasi per caso. Nel 1874, un gruppo di artisti riuniti sotto il nome Société Anonyme des Artistes Peintres, Sculpteurs, Graveurs organizzò una mostra indipendente nello studio del fotografo Nadar a Parigi. Tra le opere esposte c’era Impression, Soleil Levant di Monet, un dipinto che raffigura il sorgere del sole sul porto di Le Havre. Il critico Louis Leroy, deridendo il quadro, lo definì una semplice “impressione”, dando indirettamente il nome al movimento.
La mostra intende sottolineare lo spirito di gruppo, gli obiettivi e l’amicizia degli artisti impressionisti. Il movimento nacque in un periodo di grandi cambiamenti storici, sociali, economici. Il mondo era proiettato in un futuro di grandi sconvolgimenti, grazie alla comparsa della luce elettrica, del telefono, degli aerei, dei treni, delle prime metropolitane, dell’industrializzazione e, per gli artisti, l’irrompere della fotografia e del cinema fu uno stravolgimento di non poco conto.
Nella Francia della seconda metà del XIX secolo, il sistema artistico era dominato dal Salon di Parigi, un’istituzione accademica che imponeva rigidi canoni estetici e selezionava le opere da esporre privilegiando soggetti storici, mitologici e una pittura dettagliata e realistica. Ma l’avvento della fotografia allontanò un gruppo di pittori dall’obbligo di riprodurre fedelmente la realtà, dando loro il coraggio di sperimentare linguaggi pittorici di più veloce immediatezza esecutiva. Erano artisti come Claude Monet, Pierre-Auguste Renoir, Camille Pissarro, Mary Cassatt, Ed- gar Degas e altri, spesso esclusi dal Salon ufficiale. Fu proprio questa marginalizzazione a spingerli a unirsi, accomunati dal desiderio di libertà espressiva e dal comune intento di rompere con le regole tradizionali. è in questo periodo che Parigi si trasforma in una metropoli moderna. Ampi boulevard, caffè, teatri e parchi diventano il palcoscenico della nuova borghesia, che celebra il progresso dopo le ferite della guerra franco-prussiana (1870-71) e della Comune di Parigi (1871). Gli Impressionisti catturano questa atmosfera, immortalando scene di vita quotidiana. L’introduzione dei colori chimici confezionati in tubetti permette agli artisti di lavorare all’aperto con facilità, allontanandosi dall’accademismo. Le opere impressioniste colpiscono con immediatezza lo sguardo, la tecnica passa in secondo piano rispetto alla capacità di suscitare emozioni attraverso la potenza della luce e del colore.
Il dipinto esposto di Jean Francois Millet, Vieille femme au coin du feu / La lavandière (Vecchia accanto al fuoco/La lavandaia) documenta come Millet scegliesse per le sue opere personaggi umili, come la figura del seminatore emulata spesso da Van Gogh.
In questa sezione sono esposte le opere che raccontano il rapporto di questi artisti con la natura, come la bellissima Onda di Coubet, fiancheggiati dai pittori paesisti di Barbizon, antesignani degli impressionisti, un gruppo di uomini che rifiutavano la città trovando rifugio in campagna per vivere emotivamente la natura in tutti i suoi aspetti.
La seconda parte della mostra vede protagonisti assoluti i grandi maestri dell’Impressionismo francese: Claude Monet, presente solo con un dipinto a lui attribuito, Les Pêcheurs de Poissy (I pescatori di Poissy), Pierre-Auguste Renoir con la bellissima Baigneuse endormie (Bagnante addormentata), Alfred Sisley con Le pont de Sèvre (Il ponte di Sèvre). E ancora Mary Cassatt con un Paesaggio e la bellissima Giovane ragazza con cappello di paglia, pittrice che insieme a Berthe Morisot lavorò a fianco dei suoi colleghi. Non potevano mancare Edgar Degas, con alcuni disegni tra cui una delicata Ballerina a Matita su carta, Édouard Manet con un bel Ritratto di Alice Desgranges e altri artisti che, tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX, rivoluzionarono il concetto stesso di pittura.
Presenti anche due artisti italiani: Giovanni Boldini, con il pastello Donna seduta, e Giuseppe De Nittis con Passeggiata al parco.
La mostra prosegue con l’arte del post-Impressionismo, nelle sue varie sfaccettature, come per esempio il movimento del Puntinismo, del Simbolismo, del Fauvismo e dei Nabis, volte a sviluppare un approccio pittorico del tutto personale con la natura e con il quotidiano. Le opere presenti in questa sezione documentano che l’arte della fedele riproduzione lascia il passo, dopo gli impressionisti, alle future avanguardie.
Le opere - olii tela, olii su tavolo, olii su cartoncino, pastelli su tela, acquerelli su carta, disegni su tela, litografie accompagnano il visitatore in un viaggio coinvolgente. Esposti anche materiali d’archivio, fotografie d’epoca, documenti originali, lettere tra gli artisti e apparati didattici al fine di offrire un contesto storico e culturale approfondito provenienti tutti da collezioni private.
Una mostra da visitare, per poi proseguire in una passeggiata tra le strade di Ortigia e di Siracusa, immersi nella storia e accarezzati dal clima mite della città siciliana.
Date:
Fino all’11 novembre 2025
Visitabile Lunedì 8.30 – 13.30
Da Martedì a Sabato 8.30 – 19.30
(orario continuato.
Ultimo ticket alle18.30)
Domenica 8.30 – 13.30
ultimo ingresso trenta minuti prima
dell’orario di chiusura
Biglietti: € 10,00 - Intero (
Catello Maniace + mostra valido per feriali, weekend e festivi)
€ 5,00 - Biglietto Ridotto
(Catello Maniace + mostra).
Vendita ticket online:
Ticketone.it
Ingresso gratuito per bambini sotto i 6 anni, guide turistiche, persone con disabilità (art.3, comma 3, Legge 104/1992)
Visite guidate:
su prenotazione.
Informazioni Responsabile Mostre
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(+ 39) 331 20 40 295 (solo wapp)

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