Roberto Sparaci

Roberto Sparaci

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Il flusso dei colori

Nella suggestiva e affascinante location del Porto turistico di Roma della Galleria Ess&rre alle ore 18:00 di sabato 22 giugno inauguriamo la mostra personale di Maria Daniela Pia Walser Semadeni dal titolo “Il flusso dei colori”.

Il tema tanto caro all’autrice sta ai colori come il “flusso”, scaturito dalla capace maestria di Maria Daniela Pia, sceglie come aggrapparsi alla tela nel miglior modo possibile e plasmare un’opera che riesce a trasmettere con la totale immediatezza quel fascino proprio delle opere della Walser. Nelle precedenti mostre alla Galleria Ess&rre le sue opere hanno suscitato tantissimo interesse ed è proprio questo che ha dato la spinta a proporre nuovamente ai nostri amici, collezionisti e amanti dell’arte, le opere della Walser.
Alessandra Antonelli, sapientemente, ha saputo coniugare il nome dell’artista alla nostra galleria proprio per il successo avuto. Poi i temi trattati solitamente dall’autrice, che sono prevalentemente sociali e psicologici, vengono proposti con grandi dipinti che hanno l’intento di allargare la visuale degli ambienti dove le opere appese offrono un fuoriuscire del dipinto che elimina i confini della cornice stessa che li circonda.

La Mostra durerà oltre un mese (dal 22 giugno al 30 luglio 2024) proprio per dare a tutti la possibilità di poter essere parte integrante dell’evento che sarà interamente ripreso, con interviste ed aneddoti, dalle telecamere di Antonello Nazarini per Ztl Tv.
Dj Pretty Cixo allieterà la serata con le sue sapienti capacità musicali alla console. Il tutto condito dalle splendide imbarcazioni che fanno da contorno ai nostri eventi con i meravigliosi tramonti del litorale romano.

Info: +39 3294681684 - +39 3886378032 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - www.accainarte.it



 

 

AMBIENT-ARTE

"AMBIENT-ARTE".  UNA COLLETTIVA DI OPERE DEDICATE ALL'AMBIENTE E ALLA NATURA ALLA GALLERIA ESS&RRE DI OSTIA LIDO

Diciassette Artisti italiani espongono le loro opere in una polifonia di stili e di colori che sottolineano la bellezza della natura, la sua fragilità, le sue simbologie.  Inaugurazione Sabato 15 Giugno alle ore 18.

Si intitola "AMBIENT-ARTE" la mostra che aprirà i battenti Sabato 15 Giugno p.v. alle ore 18 presso la Galleria Ess&rre di Ostia Lido, sul Lungomare Duca degli Abruzzi n. 84 – LOC. 876

La rassegna, alla quale partecipano diciassette Artisti italiani, è attirare l’attenzione del pubblico su un tema naturalistico-ambientale, che rappresenta la vera emergenza dei tempi attuali, passando attraverso la “visione” degli Artisti, ognuno ugualmente portatore di valori, con il proprio stile e la propria unicità.

La mostra “AMBIENT-ARTE” inaugura Sabato 15 Giugno alle ore 18 presso la Galleria Ess&rre con presentazione critica di Silvia Arfelli, curatrice della mostra e di Alessandra Antonelli, Direttrice Artistica della galleria.  

Gli Artisti invitati a partecipare sono stati selezionati in base alla propria estetica e ad uno stimolante ed interessante percorso artistico, che da anni li vede impegnati i queste tematiche; sono Morena Ballantini, Doriam Battaglia, Germana Bedont, Stefania Benedetti, Claudia Beulke, Maria Donata Bitondo, Mita Bolzoni, Nando Conti, Marcella D'Amico, Maria Falconieri, Elvira Gatti, Antonella Iacoviello, Laura Lami, Maria Malara, Leda Michelini, Elena Migliorini, Leda Tagliavini. 

 

La mostra "“AMBIENT-ARTE”, organizzata da "La Maya Desnuda" di Forlì, sarà visibile al pubblico tutti i giorni, fino al 22 Giugno, in orario 10 - 19. 
Info: 329 4681684 - 334 2604929.

CREAZIONI

CREAZIONI

Galleria Biblioteca Angelica

Vernissage giovedì 13 giugno 2024 – ore 18:00

Dal 13 giugno al 19 giugno 2024

 “CREAZIONI” è il titolo della mostra collettiva che verrà inaugurata giovedì 13  Giugno alle ore 18:00 presso la prestigiosa  Galleria della Biblioteca Angelica - via di S. Agostino 11- 00186 – Roma, con il patrocinio del Consiglio regionale del Lazio.

La Galleria Biblioteca Angelica, già nota per essere considerata nel contesto europeo assieme alla biblioteca Ambrosiana di Milano come uno dei primi e più chiari esempi di biblioteca "pubblica", realizzata nel 1604 è anche dal 1940 sede dell'Accademia letteraria dell'Arcadia. Situata a Roma in piazza Sant'Agostino, nei pressi di piazza Navona, accanto alla basilica di Sant'Agostino in Campo Marzio, rimane per eccellenza luogo di cultura e di riferimento per chi voglia studiare il pensiero di sant'Agostino.

Il progetto artistico “CREAZIONI” curato da Alessandra Antonelli,

nasce dalla volontà di mostrare i diversi codici espressivi della realtà contemporanea attraverso riflessioni che pongono interrogativi sulla società odierna, il modo di fruirla, attraversarla con tutto il suo comparto di dubbi, emozioni, interpretazioni.

In alcuni casi suggestioni sensoriali, in altre vere e proprie “fotografie pittoriche” di una realtà multiforme, diversamente codificata da ogni artista.

Non c’è creazione senza rielaborazione della società, del sentire dell’animo umano, e in questo contesto, tutti gli artisti partecipanti, sono ben immersi e capaci di grandissima forma espressiva con forti basi tecniche e stilistiche.

La mostra collettiva ha una scuderia di tutto rispetto nel panorama dell’arte contemporanea:

Angela Balsamo, Caterina Bilabini, Franca Bonaiuti, Giuseppe Cerasari, Maurizio Cervellani, Elena Chiappini, Ebby 70, Roberto Funari, Stefano Giachè, Laila, Gemma Lanzi, Annalisa Macchione, Laura Mancarella, Stefano Mariani, Elena Modelli, Paola Guia Muccioli, Rosario Oliva, Lucia Pafundi, Silvio Paioli, Maria Grazia Russo, Michele Angelo Riolo, Gilberto Sartori, Fabrizio Sola, Sara Stavla, Anna Maria Tani, Luca Tridente.

L’evento è completamente ripreso dalle telecamere di ZTL Tv di Antonello Nazarini con servizio esclusivo dedicato e sarà inoltre pubblicato nel nuovo numero di Art&trA edito da Blu Star International.
Partner dell'evento sono:
Agostinelli Store e Casale del Giglio che presenterà sei prestigiose etichette (bianchi, rosato  e rossi) con la  Sommelier Alessia Perin   

Info: 329 4681684 – 388 6378032

Vernissage giovedì 13 giugno 2024 – ore 18:00

Dal 13 giugno al 19 giugno 2024

www.accainarte.it

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https://bibliotecaangelica.cultura.gov.it/

CalifArte - Gli artisti dipingono le canzoni di Franco Califano

Giunge alla sua sesta edizione la mostra CalifArte, come ogni anno alla Galleria Ess&errE del Porto Turistico di Roma. L’esposizione coinvolge gli artisti del gruppo Laboratorio Acca, la trasmissione prodotta da Blu Star International e condotta da Giorgio Barassi e Roberto Sparaci tutte le domeniche dalle 21 a mezzanotte sui canali di Arte Investimenti TV, ai quali è affidato il compito di interpretare, ciascuno con il proprio stile e la propria capacità espressiva, i testi noti e meno noti scritti da Franco Califano.

Si tratta dunque di dare corpo e forma di pittura e scultura a canzoni come “Minuetto”, “Tac”, “La musica è finita”, “E la chiamano estate” ed a tutto quel mondo di testi, compresi monologhi ed aforismi, dell’indimenticabile Maestro a cui, da poco, Roma ha finalmente dedicato una piazza. Califano, paroliere ed interprete, ha in questi ultimi anni riscosso post mortem il successo che fu già molto consistente in vita, col suo stile deciso e crudo e con canzoni che hanno alla radice una sensibilità ed una malinconia realista fatta di precisone espressiva inequivocabile. Ne nascono opere che sollecitano profondamente la creatività degli artisti coinvolti e che hanno già, nelle passate edizioni, ottenuto apprezzamenti dai visitatori delle scorse edizioni e da chi ha seguito le trasmissioni dedicate all’evento.

Alla inaugurazione di sabato 8 giugno 2024 alle ore 18.00 sarà presente il Presidente della Fondazione Califano Antonello Mazzeo. Appassionati di pittura e scultura e fans del Califfo saranno come ogni anno presenti per confermare il ruolo di CalifArte, rassegna unica nel genere.

All’evento partecipa Antonio Santoriello, autore del libro “Franco Califano. Gli applausi non finiscono mai”, successo editoriale davvero notevole.

In mostra le opere di Aku, D. Asmone, M. Bizzoni, Bollani, M. Cervellati, CoLui, S. Durante, A. Gallingani, F. Grassi, A. Koverech, M. Laurenti, P. Masia, E. Modelli, A. Schiavon, A.M. Tani, P. Toffoletti, G. Trentacoste.

I partner dell’evento sono: Renewable Consulting, Agostinelli Store e Casale del Giglio che per l'occasione presenterà sei prestigiose etichette (bianchi, rosato  e rossi) con la Sommelier Alessia Perin.   

Fino al 15 giugno 2024 Galleria Ess&rrE, Porto Turistico di Roma Lungomare Duca degli Abruzzi 84 loc. 876 - 00121 Roma

Orari di apertura

Lun – Ven: 10.00 – 13.00 / 15.00 – 19.00

Sab: 16.00 – 20.00

Dom: su appuntamento

Aperte le iscrizioni per l'Annuario 2025!

Sono aperte le iscrizioni per entrare a fare parte del prestigioso Annuario Acca - Arte Moderna – “artisti contemporanei” - 2025.

annuario

Se vuoi promuovere la tua arte in tutta Italia scrivi a:

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Iscrizioni aperte fino al 31 Luglio.

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IDEAZIONI

“IDEAZIONI” è il titolo della mostra che inauguriamo sabato 18 maggio alle ore 18:00 con gli artisti, Caterina Bilabini, Fabrizio Esposito, Laura Mancarella, Rosario Oliva e Luca Tridente. Questa nuova bellissima esposizione ideata con cinque autori provenienti da ogni parte d’Italia dalle variegate e importanti tecniche pittoriche assolutamente da non perdere, ci propongono con la più eclatante passione artistica, sensazioni e illusioni oniriche particolarissime e in questo importante appuntamento con oltre 35 opere esposte si confronteranno tra loro regalando al pubblico e agli amici interessati, che saranno parte integrante dell’evento, momenti di arte vera e assoluta, in cui i lavori esposti, con le loro tecniche pittoriche dalle diverse espressioni artistiche, sono l’opportuna promozione per la nuova proposta pittorica tra i più interessanti talenti della pittura che la galleria offre ai collezionisti che ormai da molti anni trovano consensi nelle varie generazioni che si affacciano nel nostro ambito lavorativo per trovare il giusto interesse e soddisfare ogni curiosità. La mostra sarà vissuta al Porto di Roma con un brindisi inaugurale con gli artisti presenti e la musica di Dj ARI e il solito entusiasmo ammirando le bellissime imbarcazioni come contorno di una notevole mostra espositiva in una suggestiva passeggiata del Porto turistico di Roma fino al calar del sole contemplando i meravigliosi tramonti del litorale romano. L’evento è curato da Alessandra Antonelli direttore artistico della galleria.

Sarà presente il Prof. Francesco Buttarelli esponente della sezione cultura della Regione Lazio che farà un breve discorso di apertura.

L’evento è completamente ripreso dalle telecamere di ZTL Tv di Antonello Nazarini con servizio esclusivo dedicato e sarà inoltre pubblicato nel nuovo numero di Art&trA edito da Blu Star International.

Galleria Ess&rrE, Lungomare Duca degli Abruzzi Porto Turistico di Roma Locale 876 - ROMA  - 00121

Vernissage sabato 18 maggio 2024 – ore 18:00

Dal 18 maggio al 7 giugno 2024

Info: 329 4681684 – 388 6378032

www.accainarte.it

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IMMAGINA

La mostra incontra la città in un luogo, quello del Porto turistico di Roma, ricco di storia, data la vicinanza al sito monumentale di Tor San Michele, tipica costruzione fortificata edificata nel 1500 sul progetto di Michelangelo Buonarroti, e agli scavi di Ostia Antica, il meraviglioso sito archeologico secondo per estensione solo a Pompei.

Nella suggestiva e affascinante passeggiata del Porto turistico di Roma nella Galleria Ess&rrE inaugura il 4 maggio 2024 alle ore 18:00 la mostra IMMAGINA, mostra fotografica di Federica Marin, Silvio Paioli e Juri Valenti, artisti di notevole caratura. L’evento opportunamente creato su lavori dalle risaltanti notevoli passioni fotografiche dalle diverse tecniche, che negli anni, dove ognuno dalle proprie esperienze, raccogliendo scatti nel girovagare universale, ha raccolto “prodotti” elaborando qualificate doti artistiche che avremo modo e l’onore di presentare al nostro collezionismo. Lavori che risaltano le sperimentazioni moderne ed avveniristiche, in cui gli autori, sfoderando esaltazioni e capacità tecniche, eleganti e puntuali nella composizione e dalla intuizione creativa intelligente, direzionano la lettura aggiungendovi il significato che l’autore intende attribuire alle immagini (creare allusioni, metafore, effetti surreali o ironici), che in base a quest’idea, può aiutare a contestualizzare la fotografia nel tempo e nello spazio, nel genere dell’immagine e relativamente allo scopo per cui è stata creata. Inoltre gli autori che si stanno accompagnando in un reale mondo di assoluta visibilità grazie anche alle collaborazioni con gallerie e gruppi di lavoro che nel panorama fotografico stanno suscitando il giusto ed approvato interesse.

I fortunati ultimi esperimenti, per chi si avvicina al mondo della fotografia, con qualche piccola diffidenza e cautela ma anche con la giusta attenzione, tralasciando quel primo impatto di novità nel collezionare lavori “differenti” dal solito modo di raccogliere passioni, unita dalla curiosità affascinante dell’onirico, danno quel particolare in più della tradizionale voglia di accumulare arte. Gli artisti presenti all’inaugurazione accompagneranno gli interessati al percorso della mostra insieme allo staff della Galleria Ess&rrE brindando in riva al mare a ridosso delle più belle imbarcazioni del Porto turistico di Roma

 

Dj Set Pretty Cixo

Riprese ed interviste a cura di Antonello Nazarini di ZTL TV.

La mostra è curata da Alessandra Antonelli e Roberto Sparaci.

INFO:

Inaugurazione sabato 4 maggio 2024 ore 18.00

Ingresso libero: Orari di apertura: DAL LUNEDI AL VENERDI - 10.00-13.00 - 15.00-19.00

Sabato dalle 17.00 alle 20.00

Domenica su appuntamento

Contatti:  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - www.accainarte.it
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Pier Toffoletti

La carezza fatta di roccia

- di Giorgio Barassi -


Vieni  tu  dal  cielo  profondo  o  sorgi  dall’abisso,
Bellezza?
(Charles Baudelaire)

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Lo sguardo rivolto a Nordest. Le cime che delimitano i confini con la Slovenia, il Matajur e il nome tremendo di Caporetto a tiro d’occhiata. Le alture più vicine, il Monte Stella a un passo. Il Natisone che riga come una lunga lacrima le terre lì attorno. Tutto ha un contorno permanente e solenne, il grigio delle pietre delle alte vette. Così sono i sassi attorno e dentro al fiume. Mette serenità, induce alla contemplazione. È un non-colore, eppure vive e fa vivere uno scenario che si rallegra del verde dei prati e degli alberi, esalta le acque azzurrine dei laghetti, fa da spalla ai terreni di Picolit, Ribolla gialla e Tazzelenghe. La radice del dipingere di Pier Toffoletti è tutta lì, nelle terre di Udine, la sua città. È anche nel suo posato e garbatissimo proporsi, mai tronfio dei successi, tantissimi, raggiunti in una carriera splendida, mai tormentosa e semmai tormentata dalla sua sensibilità, che lo ha costretto a reagire come i friulani sanno fare: a testa bassa ma con una caparbietà silenziosa, fatta di fatica e consapevolezza.

Quel grigio, che da sempre popola i suoi nobili dipinti, lo ha dentro il cuore e non se ne distacca nemmeno volendolo. È la sua cifra, e lui l’ha resa così protagonista da farla diventare una delle note, la prevalente, che lo distinguono. Lì dentro azzarda con successo il bagliore di gialli e di verdi liberi nel campo dell’opera, presenta pennellate da autentico inventore e sciabolate di luci romantiche e fascinose, correda di arancione garbato visi di madonne popolari. Perché quello che anima Pier Toffoletti è comunque e sempre la bellezza. Volti incantati di donne che diventano più belle nei corpi e negli sguardi grazie ad una indagine puntigliosa, una tecnica sopraffina e quell’anima candida che si legge nei sorrisi e nelle parole pacate di uno degli autori della pittura italiana più intensi ed apprezzati. Ha inventato, Toffoletti, e non poco. Ha inventato quel modo singolare di togliere dalla quotidianità le donne che animano il mondo e rivestirle di quel velo sottile di raffinatezza un po’ malinconica ma tanto efficace. Ha inventato una maniera di dipingere che ha compreso interventi con altri materiali, per molti distantissimi dalla pittura e per lui condimento di una operazione artistica complessa e fortemente efficace. Ha inventato, e gliene sia dato merito, la sapiente dignità di tacere delle affermazioni.
Che per molti sarebbero strumento di spavalderia e per lui sono solo elementi costitutivi.

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Quando è ora di svegliare la platea dal torpore del silenzio che l’ammirazione provoca, accende di colori i suoi quadri, li rende allegri e popolati da tinte schiette e accuratamente calibrate, senza fragore. E lì la natura è protagonista. Foglie, rametti, cascate improvvise di tinte che solo l’esperto azzarda con successo. Il suo percorso è talmente pieno di studio, sperimentazioni e varianti, da mettere in difficoltà chiunque voglia raccontarlo per intero. Natura e volti, oggi. Ma dentro, irrimediabilmente, una dotazione di rispetto per il creato e di ipersensibilità cronica che emergono col solo potere di uno sguardo, di un gesto, di un nudo elegante, passionale e travolgente senza indugi in esaltazioni eccessivamente iperrealiste. Tutto avviene come soffuso da una dolcezza che è proprio il contrario della spigolosità dei monti. Pose inconsuete di modelle terrene, mani aperte in gesti di protezione e timore insieme. Toffoletti sa che il risultato delle sue opere è una eleganza inconfondibile, alla quale ha educato, con le affermazioni all’estero, perfino i popoli di là dai due Oceani, abituati a ben altro. Ovunque, il soffio leggero e deciso di una pittura unica è percepito come il racconto di un bello lieve e silenzioso, ma possente e puntuativo. Fissa, cioè, la sensibilità e la dolcezza come pietre miliari di una lunga via fatta di pittura, ricerca, studio, indagine e passione.

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Ogni sua opera riesce a darci l’idea di una raffinata soluzione che ad altri non verrebbe in mente. E perciò scegliamo di prendere un brano della cronaca di una storica partita di calcio, scritta da un altrettanto storico cultore, in parti uguali, del pallone e della lingua italiana. Quel Gianni Brera che raccontando in un memorabile articolo il quarto gol italiano allo stadio Atzeca in Italia-Germania 4-3, 17 giugno 1970, definisce l’evento e l’eroe di turno scomodando la mitologia a lui cara. “…
Questo è dunque avvenuto: al giovane eroe ha ridato la lancia Pallade Atena figlia di Giove Ottimo Massimo…”. Il giovane eroe era, nel caso di specie, Gianni Rivera da Alessandria. Crediamo che quella lancia sia, per quel che riguarda Madama Pittura, saldamente nelle mani di Pier Toffoletti da Udine, parimenti definibile in lessico breriano, Pallido Prence. Cioè uno che ha, ad onta dell’aspetto gracile e della andatura anonima, quel lampo di genio illuminante ed assoluto che lo differisce da tutti e ne determina l’unicità. Ma magari Toffoletti non ne sa di pallone, e ci spedisce a quel paese senza una sola parola, con la consueta taciturna consapevolezza di essere capace di cose ad altri impossibili. Fa niente, rimane unico nella sua singolarità di pittore di gran classe.



Milano, Napoli, Miami, Arezzo, Venezia, Yokohama, New, York, Madrid, molte capitali europee. Davvero elencare i passi di una carriera piena di successi è opera difficile, ma serve a capire l’internazionalità di un linguaggio comprensibile, immediato seppur complesso nella sua costruzione. E nella sua biografia, un dato emerge chiaramente. La sua passione per la speleologia, quell’infilarsi in anfratti impossibili e trarre l’esperienza più intima del contatto totale con la roccia, con quella pietra grigia che sa essere materna e matrigna. Quella roccia che gli ha dato gioie e traumi segnanti, ma che gli consentito di indagare il respiro della terra, la pulsione di ciò su cui mettiamo i piedi, fortunati ed a volte ingrati figli. La rivista giapponese Art Pictorial, nel 2004, riesce laddove nessun altro può. Gli fa descrivere, pratica che con un friulano silenzioso è quasi impossibile, l’origine ed il fine della prevalenza di quelle figure femminili nelle sue opere. Toffoletti scioglie il suo garbo e dichiara che quella bellezza è la bellezza più ampia della natura, che può abbandonare la schermatura di come la vediamo ed offrirsi nuda alla interpretazione di chi la ama davvero. Il contatto con la roccia ha fatto il suo corso. La poetica di Toffoletti, scandagliata da mille angolazioni, diventa ancor più fruibile e gradita.
Ci volevano la pazienza e l’ingegno nipponico, spiritualità elevata e pragmatismo assoluto, per convincere un rocciatore romantico a dischiudere la corazza e far emergere ancor più bellezza di quanta non ne trapeli già abbondantemente dai suoi volti e dai suoi corpi ricchi di umana tenerezza e di sapiente riconoscenza verso la madre terra.
  • Pubblicato in Rivista

Spring TIME

La Galleria Ess&rrE ospita nella sede del Porto turistico di Roma una delle più interessanti mostre della programmazione artistica del 2024 che apre i battenti il 20 aprile alle ore 17:00 con circa 30 opere realizzate per l’occasione da LAILA, LUCIA PAFUNDI e SILVANA BELVEDERE. L’eleganza e la bellezza oltre che la particolare ed interessante stesura dei colori sulle tele opportunamente dipinte dai nostri tre validi autori, fanno di questa mostra una delle più interessanti, in termini di particolarità, esposizioni organizzate dalla Galleria Ess&rrE. La scelta è quella di accogliere gli artisti e le loro creazioni nei propri spazi, con l’obiettivo di offrire a un pubblico più possibile variegato e numeroso con occasioni diverse di approfondimento culturale nella splendida passeggiata del Porto turistico di Roma. E la mostra “Spring TIME”, avrà gli autori presenti per l’inaugurazione pronti a soddisfare ogni curiosità per i più attenti alle qualità pittoriche delle opere in mostra. L’organizzazione si impegna a continuare questa tradizione di eventi scelti e organizzati sempre nell’ottica dell’aggregazione e dell’integrazione con il territorio laziale che ricordiamo essere a due passi dalla Tor San Michele, realizzata su progetto di Michelangelo Buonarroti, e dagli Scavi di Ostia Antica, secondi per estensione solo a Pompei. La selezione sulle scelte opportunatamente fatte da Alessandra Antonelli, curatrice della mostra, vi introdurrà nella realtà estetica assoluta e presentiamo questa nuova bellissima iniziativa, proponendo, inoltre, la lettura di una poesia di Lucia Pafundi, vincitrice del concorso
“GLI ANNI INVERSI”. COP LIBRO PAFUNDI
La particolare dedizione delle scelte artistiche sono altresì mirate per far incontrare lo sguardo agli utenti più giovani nella loro vita quotidiana, aprendo così una finestra verso l’altrove e il piacere estetico. La mostra allestita con particolare cura sarà vissuta al Porto di Roma con un nuovo appassionato entusiasmo e un brindisi inaugurale con le canzoni romane e gli stornelli delle “MAGHE” che suoneranno, canteranno e danzeranno creando una magica atmosfera per momenti indimenticabili con le Canzoni romane e gli  stornelli che sono la base del loro vasto repertorio.
Foto Le maghe

https://www.lemaghe.it/


Inaugurazione sabato 20 aprile 2024 ore 18:00 , la mostra sarà visitabile fino al 3 maggio 2024.

L’evento è completamente ripreso dalle telecamere di ZTL Tv con servizio esclusivo dedicato e sarà inoltre pubblicato nel nuovo numero di Art&trA di Blu Star International.

Info: 329 4681684 –388 6378032

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Escher

Palazzo dei Diamanti - Ferrara
Fino al 21 luglio 2024
A cura di Silvana Gatti


Escher01 Day and night


















Le sale espositive del Palazzo dei Diamanti di Ferrara ospitano una mostra imperdibile su Escher, protagonista già di una bella mostra tenutasi a Palazzo Bonaparte di Roma. La rassegna è organizzata da Arthemisia, Fondazione Ferrara Arte e Servizio Musei d'Arte del Comune di Ferrara, in collaborazione con la M. C. Escher Foundation e Maurits ed è curata da Federico Giudiceandrea, uno dei più importanti esperti dell’artista, e Mark Veldhuysen, presidente della M.C. Escher Foundation.
Artista geniale e visionario, da sempre amato non soltanto dagli estimatori d’arte ma anche dai matematici, è stato riscoperto dal grande pubblico in tempi relativamente recenti grazie a numerose mostre a lui dedicate in sedi prestigiose. L’arte di Maurits Cornelis Escher, nato nel 1898 a Leeuwarden in Olanda, è stata apprezzata da milioni di visitatori grazie alla sua innata capacità nel trasportare il fruitore verso mondi impossibili, attraverso opere che varcano la soglia dell’infinito.
Nelle opere del grande artista olandese, che ha vissuto in Italia fra le due guerre, si trovano molteplici tematiche del tutto suggestive: dai teoremi geometrici alle intuizioni matematiche, dalle riflessioni filosofiche ai paradossi della logica.
Maurits Cornelis Escher ricopre un ruolo speciale nella storia dell’arte contemporanea grazie alla sua produzione posteriore al 1935, anno in cui lasciò l’Italia fascista dopo dodici anni a Roma per tornare definitivamente in Olanda, dopo due ulteriori anni in Svizzera e cinque in Belgio. Fino a quel momento egli si era dedicato a litografie e xilografie di paesaggi e architetture; dopo quella data, le sue opere si distanziarono dal figurativo per avvicinarsi gradualmente a motivi matematici. La sua estetica originale gli procurò notorietà nel campo scientifico, a partire dalla mostra dei suoi lavori organizzata in occasione del Congresso Internazionale dei Matematici del 1954 ad Amsterdam, ma fu accusato di tessere opere di eccessiva freddezza, astrazione e convenzionalità stilistica. Il primo contatto con l’Italia avvenne nel marzo 1921. Insieme ai suoi genitori, Escher viaggiò dal Sud della Francia costeggiando la Costa Azzurra fino alla Liguria, rimanendo dapprima piuttosto indifferente. L’anno successivo, ultimati gli studi, iniziò l’attività di incisore ad Haarlem, ma i suoi lavori non trovarono il gradimento del pubblico. Fu allora che partì per il Grand Tour in Italia, rimanendo estasiato dinanzi alla campagna e alle città toscane, in particolare San Gimignano e Siena. In questi luoghi si innamorò del paesaggio, della natura e dell’arte italiana. Dopo esser rientrato in Olanda, nell’autunno del 1922 fece un viaggio in Spagna per poi tornare in Italia facendo tappa a Genova, Pisa, Roma e spingendosi fino alla Costiera amalfitana, dove nel 1923 conobbe la moglie Jetta Umiker, con la quale nell’autunno del 1923 si stabilì a Roma.
In quegli anni, lo sviluppo di nuove teorie scientifiche, della relatività e la meccanica quantistica, rimettevano in discussione la visione euclidea dello spazio e le leggi della prospettiva.
Escher fu introdotto nell’ambiente romano da Godefridus Johannes Hoogewerff, direttore dell’allora Istituto Storico Olandese, che lo spinse a seguire le lezioni di storia dell’arte di Adolfo Venturi presso l’Università La Sapienza di Roma e ad approfondire la sua conoscenza dell’arte antica, al fine di trarre ispirazione dalle opere d’arte e architettoniche della capitale italiana. Anche l’architettura medievale, presente negli antichi borghi, subivano il fascino di Escher che aveva una predilezione per l’architetto barocco Francesco Borromini. Hoogewerff mise Escher in contatto con il Gruppo Romano Incisori Artisti, la cui sede era a Palazzo Venezia, dove nel 1926 Federico Hermanin, fondatore del gruppo, organizzò per lui una mostra personale. Escher si inserì inoltre nel circolo che si era formato intorno alla rivista “L’Eroica”, grazie all’amicizia con Giuseppe Haas-Triverio, un artista svizzero conosciuto a Siena, ma che viveva a Roma da più di dieci anni; qui Escher conobbe lo scultore e incisore Publio Morbiducci, gli incisori Bruno da Osimo, Dario Neri e Lorenzo Viani. In questo contesto approfondì la conoscenza dei linguaggi artistici del passato e si aprì a quelli a lui contemporanei.
Si possono notare infatti influenze divisioniste nei lavori di quel periodo, in quanto le immagini sono formate dall’uso di motivi ricorrenti, linee o brevi trattini ortogonali. Escher entrò certamente in contatto con il nascente movimento futurista, dopo aver visto le opere di Balla. Escher iniziò a studiare i metodi per tassellare il piano durante il periodo romano, usando tasselli con figure animate e realizzando diversi arazzi colorati.
L’artista era inoltre attratto dallo studio della prospettiva aerea: durante i suoi viaggi attraverso le regioni italiane in compagnia dell’amico Haas-Triverio, amava spesso soffermarsi sui bordi di un precipizio. Per un olandese il cui paesaggio tipico si staglia su un orizzonte basso, ampio e piatto, i paesaggi montani inframmezzati dai piccoli paesini calabresi o le scogliere a picco sul mare della Costiera amalfitana esercitavano un fascino irresistibile. Escher si dedicò a queste prospettive influenzato dalle opere di Francesco Borromini e di Giovanni Battista Piranesi, di cui aveva acquistato a Roma alcune stampe.
Visto l’inasprimento del regime fascista, Escher lasciò definitivamente l’Italia nel 1935, stabilendosi in Svizzera. Prima di partire, l’Istituto Storico Olandese gli dedicò un’ultima mostra, recensita con queste parole dall’“Osservatore romano”: “A vero dire Escher è una vecchia conoscenza per chi frequenta il mondo artistico romano. Chi non conosce quell’alto biondo pittore olandese, che beve il sole con gli occhi [...]. A forza di vivere in Italia non è più l’olandese fantastico e pur analitico di quando illustrava libri di leggende nordiche”.

Escher03 Relativity



























Durante il soggiorno in Italia Escher approfondì la conoscenza delle diverse correnti artistiche e culturali italiane e internazionali di inizio del Novecento. A partire dal 1937 il suo lavoro rappresenta un unicum nella storia dell’arte. Nel 1936 Escher viaggiò lungo le coste del Mediterraneo, visitando la Sicilia, Malta e la Spagna, in particolare Granada, dove visitò l’Alhambra, studiando le tassellature moresche che ne decorano le pareti. Questa visita segnò il punto di svolta della sua arte, che da allora in poi si caratterizza per lo studio metodico del riempimento regolare del piano. Terminato un periodo di transizione durante il quale continuò a produrre incisioni naturalistiche, Escher iniziò a usare sistematicamente le tassellature come base per le sue opere.
Le tassellature erano raccolte in diversi quaderni, contenenti 137 motivi base, metodicamente classificati seguendo un suo originale schema logico.
L’interesse di Escher per le tassellazioni era finalizzato a una loro trasfigurazione artistica. Frammenti di tassellazioni sono presenti in una sessantina di suoi lavori, in cui egli sfruttò il concetto che in una tassellazione biedrica ciascuno dei due tipi di tasselli svolge due ruoli complementari, di figura e sfondo, secondo il principio del vaso di Rubin, in cui due profili di facce posti uno di fronte all’altro danno origine anche al contorno di un vaso.
Simmetricamente, le metamorfosi di Escher evidenziano la sintesi dialettica fra positivo e negativo che le tassellazioni biedriche contengono. Nel saggio “Divisione regolare del piano” Escher sostenne di usare gli stessi procedimenti (ripetizione, aumento, riduzione, sovrapposizione e inversione) del contrappunto di Bach. Nell’opera Giorno e notte (1938), in mostra, la tassellazione bidimensionale centrale si articola in raffigurazioni tridimensionali ai lati, che rappresentano lo stesso soggetto non solo di giorno e di notte, ma anche specularmente, nonché in positivo e in negativo. Un’opera di sicuro effetto, unica nel suo genere, che non lascia indifferenti.
L’opera Relatività (1953), esposta in questa mostra, combina la scala di Schröder con il triangolo impossibile, rappresentando simultaneamente i tre punti di vista che si ottengono osservando in tre direzioni spaziali fra loro ortogonali, come si può verificare guardando il disegno non solo dal basso in alto, ma anche da destra a sinistra e da sinistra a destra.
Nel 1941, a causa della guerra in Europa, Escher, che nel frattempo si era trasferito in Belgio, tornò nella natia Olanda, stabilendosi a Baarn. Abbandonati i soggetti paesaggistici, utilizzava immagini astratte di sua invenzione, traendo l’ispirazione principalmente dalle tassellature e dalle loro trasformazioni metamorfiche; in una seconda fase entrò in contatto con la comunità dei matematici durante una sua mostra in concomitanza con il Congresso Internazionale dei Matematici svoltosi ad Amsterdam nel 1954. Frequentazioni dirette e scambi epistolari fornirono a Escher nuove fonti d’ispirazione, e l’arte di Escher giunse alla fusione di elementi paesaggistici con altri elementi figurativi, estranei al paesaggio stesso. I riferimenti all’Italia e più generalmente all’architettura e ai paesaggi mediterranei sono molteplici e compaiono in molte delle sue opere concettuali. Escher morì nel 1972.
Dagli anni cinquanta in poi la popolarità di Escher è cresciuta grazie a numerosi articoli e recensioni pubblicati su varie riviste. A partire dalla metà degli anni sessanta il movimento hippy, soprattutto negli Stati Uniti, ha usato le sue opere modificandole e riproducendole su poster e magliette in chiave psichedelica.
Il lavoro avanguardistico e il suo linguaggio moderno esercitano ancora oggi una grande influenza sulla creatività di molti artisti, musicisti, pubblicitari e fumettisti. Questa mostra è un’occasione esaustiva per conoscere questo artista d’oltralpe che ha lasciato un’impronta indelebile nell’arte moderna.
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