Roberto Sparaci

Roberto Sparaci

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Roma Contemporanea 2022

Acca International comunica che sono aperte le adesioni per le mostre istituzionali "Roma Contemporanea" presso Palazzo della Cancelleria in Roma per il biennio 2022/23 con la presenza per il giorno dell'inaugurazione del Prof. Vittorio Sgarbi.

Chiostro Palazzo della CancelleriaPer partecipare alla selezione dovrà inviare il contratto firmato, 4/5 foto e una breve biografia, unitamente all’acconto di € 100,00 che le sarà restituito qualora la scelta non abbia dato esito positivo.
Il comitato scientifico per la selezione degli artisti è composto da: Roberto Sparaci, Giorgio Barassi, Fabrizio Sparaci, Alessandra Antonelli.
Le mostre partiranno dal 25 maggio 2022 e avranno una durata di una settimana in cui durante l’inaugurazione il Prof. Vittorio Sgarbi, unitamente a Roberto Sparaci ideatore degli eventi, e Giorgio Barassi ideatore e noto presentatore del programma Laboratorio Acca sul canale 133 d.d.t in onda la domenica sera, premieranno gli artisti che avranno aderito al Progetto Roma Contemporanea nella sala conferenze di Palazzo della Cancelleria sede storica della Cancelleria Apostolica ed unica nel suo genere.

 

Sala conferenzePer ogni partecipante sarà riservato uno spazio espositivo atto ad esporre due opere del formato max 80x80, pubblicazione di un’opera nel catalogo della mostra con prefazione a firma di Vittorio Sgarbi, testi di Giorgio Barassi e Roberto Sparaci e pubblicazione della seconda opere nell’Annuario d’Arte Moderna “Artisti contemporanei” 2023 edito da Acca International.

Saranno effettuate delle riprese tv durante l’inaugurazione e la presentazione a cura di Acca international Srl.

Ad ogni artista sarà rilasciato l’attestato di partecipazione e due copie del catalogo della mostra.

 

Una delle sale espositivePer ogni mostra saranno selezionati tre vincitori a cui sarà dedicata una mostra di una settimana con ulteriori cinque opere ciascuno nel 2023 presso la Galleria Ess&rrE sita nel prestigioso Porto turistico di Roma nel periodo di maggio/giugno 2023.
 
Info: 329 4681684 - 388 6378032 – 392 2289810
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Generazioni a confronto

Nuovo appuntamento con “Generazioni a confronto” alla Galleria Ess&rrE di Roberto Sparaci, che nella programmazione primavera/estate al Porto Turistico di Roma presenta una nuova bellissima iniziativa in cui le diverse età artistiche si confronteranno tra loro e promuoveranno il loro modo di fare arte. In questo secondo appuntamento dedicato, alcuni artisti avranno inoltre, la possibilità di far conoscere il loro modo di “lavorare” con una bellissima estemporanea in cui il pubblico e gli interessati saranno parte integrante. Nelle diverse espressioni artistiche dove la mostra, curata da Alessandra Antonelli, promuove di fatto una stagione tra i più interessanti talenti della pittura e scultura e gli interessati e i collezionisti più raffinati, che da molti anni trovano consensi nelle varie generazioni artistiche che si affacciano nel nostro panorama espositivo, avranno modo di interfacciarsi con le opere e con gli artisti per trovare il giusto interesse e soddisfare ogni curiosità personale. La mostra allestita con particolare cura da Fabrizio Sparaci sarà vissuta in modo che i giovani artisti potranno fare loro i consigli e le tecniche pittoriche degli autori più esperti e quotati.

Inaugurazione sabato 5 marzo 2022, la mostra sarà visitabile fino 18 marzo 2022.

L’evento è completamente ripreso dalle telecamere di ZTL Tv con servizio esclusivo dedicato e sarà inoltre pubblicato nel nuovo numero di Art&trA di Acca International

Info: 329 4681684

www.accainarte.it

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Giusy Dibilio - Nuovi Mondi

Alla Galleria Ess&rrE di Roberto Sparaci al Porto Turistico di Roma si inaugura la mostra di una nostra carissima amica, Giusy Dibilio, una persona, un’artista, un’amica che ricordiamo con estremo affetto.
“Un personaggio che ha fatto della pittura la sua passione e alla quale ha dedicato tutto. Giusy nell’anima ha voluto lasciarci un ricordo meraviglioso sia del suo modo di essere che nel suo modo di proporre arte e ha voluto fortemente trasportarci con la sua innata forza in quel panorama artistico degno di lei dipingendo opere che saranno parte del nostro sentimento lasciando i segni di un mondo esteriore che lei ha vissuto con grande carattere e speranza. Il suo amato Gianni sarà con noi nel vernissage a cui dedicheremo i nostri ricordi e i nostri sorrisi trasportandoci nel passato più recente per i giorni vissuti insieme nelle mostre nelle quali abbiamo avuto momenti bellissimi”

Vernissage alle 16:00 di sabato 26 febbraio faremo in suo ricordo un brindisi di saluto con tutti coloro che ci onoreranno della loro presenza.

La mostra durerà fino al 4 marzo 2022.

L’evento sarà pubblicato nel prossimo numero di Art&trA di Acca International.

Info: 329 4681684

www.accainarte.it

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Sospensioni

Il 12 febbraio si inaugura una nuova mostra di elevata qualità. Tre artisti di assoluto interesse che si confrontano negli spazi ormai noti della Galleria Ess&rrE sita al Porto di Roma.
Mirella Bitetti già nota per le sue meravigliose opere in cui la delicatezza delle ali delle farfalle si frappongono alla bellezza dei corpi femminili fondendosi in una sensibile e bellissima unica figura dall’eleganza assoluta.
Ciro Palumbo, artista eclettico in cui la fantasia la fa da padrone. Nelle sue opere sempre innovative riesce a far “entrare” anche i neofiti che non appena si avvicinano si appassionano all’arte figurativa di un Maestro della pittura che strizza l’occhio ai grandi della metafisica.
Francesco Ponzetti con le sue navi volanti, paesaggi fantasiosi per nulla scontati e figure dalla immaginazione acuta e mai ripetitiva propone fantasia, qualità, innovazione e perfezione.
Tre artisti diversi tra loro per caratteristiche e tecniche pittoriche ma molto vicini nel fissare nelle tele la loro indiscriminante fantasiosa qualità.

Dal 12 al 25 febbraio 2022 alla galleria Ess&rrE circa 25 opere in cui il pubblico potrà immergersi e godere della prerogativa di opere magnifiche, sognanti.
Inaugurazione 12 febbraio 2022 alle ore 16.
Aperitivo con gli artisti.
Info: +39 3294681684
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Tessendo e tramando… Arte

Un ulteriore mostra personale per Anna Maria Tani che apre un ciclo di numerose esposizioni alla Galleria Ess&rrE di Roberto Sparaci al Porto Turistico di Roma,

“una artista che si è dedicata completamente e totalmente all’espressione dell’anima, al moto perpetuo delle vicende che solo gli artisti sensibili sanno scandagliare. E allora, solo allora, Anna Maria Tani decide di riversare sulla tela le immagini dell’anima, i segni di un mondo esteriore che lei vede con grande speranza. Segni, si. Perché la sua principale esperienza nasce nel segno del segno e non della pittura che descrive. Dalle parti del suo studio deve esserci un’aria assai particolare, come una specie di silenzio voluto con tutte le forze, ma non esente da suoni o voci…”. Cit. Giorgio Barassi

Vernissage alle 16:00 di sabato 29 gennaio in cui “Le Maghe” con Laila e Alice delizieranno il pubblico e tutti coloro che ci onoreranno della loro presenza con gli stornelli e le canzoni romane.

La mostra durerà fino all’11 febbraio 2022 e sarà ripresa e mandata in onda da ZTL Tv.

L’evento sarà inoltre pubblicizzato nel prossimo numero di Art&trA di Acca International.

Info: 329 4681684

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L'Arte sotto l'albero

L'Arte sotto l'albero
alla Galleria Ess&rrE, Porto Turistico di Roma - Prorogata al 21 gennaio 2022
18 dicembre 2021 – 21 gennaio 2022
Nuovo appuntamento in vista del Natale alla Galleria Ess&rrE di Roberto Sparaci, che apre la programmazione invernale al Porto Turistico di Roma, presentando una selezione di opere dall’elevato interesse pittorico. Diverse espressioni artistiche dove la mostra, curata da Alessandra Antonelli, promuove di fatto una stagione tra i più interessanti talenti della nostra pittura e fotografia. Opere che con la loro particolare attenzione ai gusti dei collezionisti più raffinati che da molti anni trovano consensi nelle varie generazioni artistiche che si affacciano nel nostro panorama espositivo. Le mostre assemblate con particolare cura da Fabrizio Sparaci, sono vissute con estrema attenzione e notevoli apprezzamenti. Il Vernissage si terrà sabato 18 dicembre alle ore 16.00. L’evento sarà pubblicizzato nel nuovo numero di Art&trA di Acca International.
Info: 329 4681684
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Gli artisti che parteciperanno alla mostra saranno i seguenti:
Durante il Vernissage sarà presentato il romanzo di Massimiliano Cignitti "Racconti d'amore" e si esibirà il gruppo artistico "Le Maghe".

Fondazione del Monte nell’ambito di BilBOlbul Festival presenta la mostra "Prendere posizione. Il corpo sulla pagina" con quattro voci originali del fumetto contemporaneo: Émilie Gleason, Nicoz Balboa, Alice Socal, Rikke Villadsen

Logo Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna







Dal 4 dicembre 2021 al 5 gennaio 2022 a Bologna in via delle Donzelle, 2

Sabato 4 dicembre, nell’ambito della XV edizione di BilBOlbul - Festival Internazionale di Fumetto, alle ore 11 inaugura la mostra Prendere posizione. Il corpo sulla pagina, promossa da Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna in collaborazione con Fondazione Nuovi Mecenati, Danish Arts Foundation, Canicola, Oblomov Edizioni e MalEdizioni.

La collettiva, a cura dell’associazione Hamelin e allestita a Bologna nella sede della Fondazione in via delle Donzelle 2, è dedicata a quattro voci originali del fumetto contemporaneo: Émile Gleason, Nicoz Balboa, Rikke Villadsen e Alice Socal.

Sarà aperta al pubblico, con ingresso libero, fino a mercoledì 5 gennaio 2022.

150 tavole guideranno il visitatore alla scoperta dei mutamenti del corpo, indagando il modo in cui i personaggi dei fumetti vivono la propria fisicità.

Ogni storia a fumetti comincia con un corpo disegnato. Gleason, Balboa, Villadsen e Socal hanno messo il corpo al centro della loro arte, riflettendo sulla sua rappresentazione attraverso stili, voci e generi letterari diversi a partire dal comico con cui Émile Gleason affronta il tema della disabilità. Rikke Villadsen, usa la metafora per ribaltare le convenzioni narrative legate all’identità di genere, con corpi che cambiano senza sosta mettendo in discussione ogni certezza. Nicoz Balboa utilizza la forma diaristica come strumento di ricerca del sé e lente d’ingrandimento sul mondo, su come lo abitiamo e come lo trasformiamo attraverso il nostro sguardo. Alice Socal cattura la fragilità delle relazioni umane attraverso visioni di metamorfosi dei corpi e allucinazioni visive, dando forma concreta a ciò che non lo ha, la tristezza per la fine di una storia o la paura di crescere.

L’esposizione è accompagnata da una pubblicazione, con interviste alle artiste, prodotta da Hamelin, che costituisce un saggio critico sulle forme che il fumetto contemporaneo ha assunto per raccontare il corpo e gli spazi (del reale e dell’immaginario).
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Émilie Gleason
è nata in Messico nel 1992, e oggi vive a Parigi. Il suo primo fumetto Salz & Pfeffer è stato pubblicato da 2dcloud negli Stati Uniti e racconta la storia di uno strambo Mickey Mouse. Dopo questa esperienza, ha dato vita al suo ultimo graphic novel, Ted, un tipo strano, che documenta la vita di suo fratello, affetto da una sindrome dello spettro autistico. Pubblicato in Italia da Canicola in occasione di BilBOlbul, ha vinto il Premio Rivelazione al Festival di Angoulême 2019. Nelle sue illustrazioni per la stampa e l’editoria per l’infanzia, Gleason ritrae una società trasfigurata e lunatica.
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Nicoz Balboa
è un* tattoo artist e fumettista italian* che usa i suoi eventi di vita come ispirazione per opere che vanno dal disegno al tatuaggio passando per il diario grafico, la pirografia e la pittura. Nel progetto Drawing My Life Ruined My Life e nel suo graphic novel Born To Lose (Coconino Press - Fandango) Nicoz rivela le sue speranze, i suoi fallimenti o i suoi successi con un lavoro che è sempre sia tragico che umoristico. I temi del corpo e della sessualità emergono ripetutamente nei suoi lavori, poiché la sua opera è saldamente radicata nella tradizione del discorso lgbtq e femminista.
Alice Socal















Alice Socal
nasce a Mestre 34 anni fa. Studia Fumetto e Illustrazione all’Accademia di Belle Arti di Bologna e ad Amburgo. Dal 2018 vive e lavora come illustratrice a Berlino. Pubblica il suo primo fumetto LUKE con G.I.U.D.A. Seguono i graphic novel Sandro (Eris Edizioni, 2015), Cry me a river (Coconino Press, 2017) e Il fratello di Jürgen (Canicola, 2017). Nel 2019 partecipa all’antologia Post Pink (Feltrinelli Comics), al progetto Redrawing stories from the past (Kuš!) e al progetto Fumetti nei musei (Coconino Press – Fandango). L’ultima pubblicazione è Junior (MalEdizioni, 2020). In Germania partecipa a diversi progetti in ambito politico e storico con reportage a fumetti pubblicati dal Bundeszentrale für politische Bildung (Agenzia Federale per l’educazione civica). Collabora con il Goethe Institut canadese e uruguaiano. Negli ultimi due anni ha seguito gli sviluppi della sua gravidanza e dei primi mesi da genitore tramite strip pubblicate su Instagram, un progetto che conta di trasformare presto in un libro.
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Rikke Villadsen
è un’artista e fumettista di Copenhagen. Il suo esordio del 2011, Ind fra Havet, è stato tradotto in inglese da Fantagraphics nel 2019 con il titolo The Sea. Il suo graphic novel successivo è un western queer lungo 176 pagine, pubblicato nel 2014 in Danimarca e nel 2020 nell’edizione inglese, sempre per Fantagraphics, Cowboy. Il suo ultimo libro, Tatovøren og klitoris, è uscito in Danimarca nell’agosto 2019 ed è in corso di traduzione. Durante il lockdown ha disegnato e autoprodotto un diario della quarantena: si intitola Tuberculosis 2020. Insieme all’autore Bjørn Rasmussen, ha pubblicato la collezione 3 girls, che raccoglie tre diversi racconti a fumetti.

Titolo: Émilie Gleason, Nicoz Balboa, Alice Socal, Rikke Villadsen.
Prendere posizione. Il corpo sulla pagina
Mostra a cura dell’associazione Hamelin
Sede: Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Via delle Donzelle, 2.
Inaugurazione: sabato 4 dicembre, ore 11
Data: 4 dicembre 2021 – 5 gennaio 2022
Orari: da lunedì a domenica ore 10 – 18| 25 dicembre e 1° gennaio h 14 - 18
Ingresso libero. Per accedere è necessario esibire il Green Pass.

Ufficio stampa Delos | tel. 02.8052151 | dQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Aspettando Natale

Aspettando Natale
alla Galleria Ess&rrE, Porto Turistico di Roma.
13 novembre – 17 dicembre 2021
Nuovo appuntamento in vista del Natale alla Galleria Ess&rrE di Roberto Sparaci, che nella programmazione autunno/inverno al Porto Turistico di Roma, presenta una selezione di opere dall’elevato interesse pittorico. Diverse espressioni artistiche dove la mostra, curata da Alessandra Antonelli, promuove di fatto una stagione tra i più interessanti talenti della nostra pittura e scultura. Opere che con la loro particolare attenzione ai gusti dei collezionisti più raffinati che da molti anni trovano consensi nelle varie generazioni artistiche che si affacciano nel nostro panorama espositivo. Le mostre assemblate con particolare cura da Fabrizio Sparaci, sono vissute con estrema attenzione e notevoli apprezzamenti. In questo particolare momento, la Galleria Ess&rrE, avendo cura di ogni minimo dettaglio, non trascura neanche le eventuali condizioni meteo avverse che per il giorno 13 novembre potrebbero creare disagi, per cui la direzione propone addirittura una nuova inaugurazione per il sabato 20 novembre. 1° Vernissage alle 16:00 di sabato 13 novembre, 2° vernissage ore 16:00 il sabato 20 novembre 2021, la mostra sarà fruibile fino al 17 dicembre 2021. L’evento sarà pubblicizzato nel nuovo numero di Art&trA di Acca International.
Info: 329 4681684
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Gli artisti che parteciperanno alla mostra saranno i seguenti:
Il vernissage sarà accompagnato dagli inserti musicali della violinista Federica Quaranta.

MONET

Dal museo Marmottan Monet di Parigi
Milano, Palazzo Reale
Fino al 30 gennaio 2022
a cura di Silvana Gatti

Sono trascorsi sei anni da quando, alla GAM di Torino, si tenne un’importante mostra dedicata a Claude Monet. Nel 2015 furono le opere provenienti dal Museo d’Orsay di Parigi ad essere esposte ed apprezzate dal pubblico. Sei anni dopo, gli estimatori del pittore francese possono vedere le opere di Monet provenienti dal Museo Marmottan di Parigi in una importante mostra a Palazzo Reale di Milano.
“Monet. Dal Musée Marmottan Monet, Parigi” offre ai visitatori un percorso espositivo, corredato da fotografie d’epoca e postazioni didattiche, in grado di restituire al pubblico l’excursus dell’artista sul tema della riflessione della luce. Claude Monet, padre dell’impressionismo, ha influenzato il suo tempo ed è stato capace di porre le basi dell’arte moderna per merito del suo stile rivoluzionario.
Promossa dal Comune di Milano-Cultura e prodotta da Palazzo Reale e Arthemisia, la mostra è curata da Marianne Mathieu, direttrice scientifica del Musée Marmottan Monet di Parigi, ed è realizzata in collaborazione con suddetto museo, da cui proviene l’intero corpus di opere, e l’Académie Des Beaux - Arts - Institut de France. La mostra rientra nel progetto “Musei del mondo a Palazzo Reale” nato con l’obiettivo di far conoscere le collezioni e la storia dei più importanti musei internazionali.
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Il percorso espositivo comprende 53 opere di Monet tra cui le famose Ninfee(1916-1919), Il Parlamento, Riflessi sul Tamigi (1905) e Le rose (1925-1926), la sua ultima e magica opera, un prestito eccezionale. Il percorso cronologico attraversa l’intera parabola artistica del Maestro impressionista, letta attraverso le opere che l’artista stesso custodiva gelosamente nella sua abitazione di Giverny; opere che il Maestro non volle mai vendere e che ci raccontano le più grandi emozioni legate al suo genio artistico.
La prima sala della mostra milanese è allestita con mobili originali del periodo napoleonico, e vuole essere un omaggio a Paul Marmottan, il fondatore dell’omonimo museo da cui provengono le opere qui esposte. Appassionato studioso del primo Impero, egli raccolse testimonianze di quel momento della storia europea. La sua collezione di opere d’arte, libri, medaglie, stampe, almanacchi, documenti e cimeli del periodo napoleonico era conservata in sale arredate in stile impero e decorate con nicchie e sculture marmoree in stile neoclassico. Marmottan curò personalmente ogni dettaglio dell’arredamento e, per sua volontà, l’assetto delle sale rimase tale quando, dopo la sua morte, il palazzo e le raccolte passarono in eredità all’Académie des beaux-arts affinché ne facesse un museo aperto al pubblico. La mostra si apre quindi documentando le origini del Musée Marmottan Monet che, nel corso del Novecento, ha incrementato le collezioni grazie a donazioni di opere impressioniste.
Nel 1934, secondo la volontà di Paul Marmottan, l’edificio fu trasformato in un museo. Gli arredi in stile Impero e i dipinti neoclassici di Robert Levre (1755-1830) e Jean-Victor Bertin (1767-1842) documentano la passione dello studioso per l’arte dell’Europa napoleonica. Un’arte accademica ben lontana dall’impressionismo. Nel 1966 l’istituzione ha ereditato la più vasta raccolta al mondo di opere di Claude Monet (1840-1926) grazie al lascito del figlio minore e discendente diretto del pittore, Michel Monet. Il museo ha aggiunto quindi al suo il nome del maestro di Giverny. Le opere di questa prima sezione illustrano due stili pittorici molto differenti: da un lato, un ritratto di Robert Levre e un paesaggio di Jean-Victor Bertin dalla collezione di Marmottan; dall’altro, un ritratto di Monet e due tele in cui l’artista ha delineato rapidamente i tratti del figlio Michel.
Dalla fine dell’Ottocento le innovazioni tecniche favoriscono la pratica della pittura en plein air. I cavalletti diventano pieghevoli, il materiale si alleggerisce, la tavolozza si arricchisce di nuovi pigmenti. Nel 1841 l’americano John Goffe Rand (1801-1873) lancia sul mercato il tubetto di metallo usato ancora oggi, in sostituzione della vescica di maiale, materiale dalla tenuta stagna relativa. Una decina d’anni dopo la ditta Lefranc sostituisce il tappo a incastro con un tappo a vite. Gli artisti hanno a disposizione nuovi colori, più luminosi e stabili: il giallo di cadmio ad esempio, commercializzato a partire dal 1850. Nel contempo cambiano anche i supporti. Queste trasformazioni spingono i paesaggisti verso un approccio differente, si cerca di fissare sulla tela l’atmosfera del momento e le impressioni che ne derivano, a scapito della perfezione del disegno e della forma.
I continui rifiuti da parte della giuria del Salon spingono i giovani Indipendenti, come inizialmente vengono definiti dai critici, a pensare ad un nuovo modo di esporre indipendente, come artisti di un circolo privato. A ospitare la loro prima mostra collettiva, nel 1874, è lo studio del fotografo Nadar. L’evento desta scalpore e polemiche, come documenta l’articolo del critico Louis Leroy, che è all’origine del nome ripreso da questi giovani artisti come un manifesto e una sfida. Immaginando un dialogo tra due visitatori:“Che cosa rappresenta questa tela? Guardate il catalogo: Impressione, sole nascente. Impressione, ne ero sicuro. Ci dev’essere dell’impressione, là dentro. E che libertà, che disinvoltura nell’esecuzione! La carta da parati allo stato embrionale è ancor più curata di questo dipinto!”. Questa ironica battuta rimarrà negli annali della critica, aprendo tuttavia la strada ad una nuova era artistica che stava nascendo.
Prima di giungere a una declinazione stagionale, quotidiana, addirittura oraria delle sue opere, Claude Monet inizia a studiare arte sotto la guida di Charles Gleyre (1806-1874) presso l’Ecole impériale des beaux-arts di Parigi. Ma i due entrano presto in conflitto su quale sia il modo migliore di rappresentare il paesaggio. L’allievo, deciso a cogliere l’essenza stessa della natura, abbandona il maestro che al contrario lo vorrebbe indirizzare verso l’idealizzazione: “Ricordatevi, dunque, giovanotto, che quando si esegue una figura, bisogna sempre pensare all’antico”. Due settimane dopo Frédéric Bazille, Auguste Renoir (1841- 1919) e Alfred Sisley (1839-1899) seguono l’esempio del loro compagno. Inoltre la gamma dei colori impiegati, lavorando in pieno giorno, diventa più chiara.
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Monet viene introdotto a questa pratica da Johan Barthold Jongkind (1819-1891) e da Eugène Boudin (1824-1898). Il pittore viaggia molto in giro per la Francia e si reca anche all'estero per dipingere marine, paesaggi o anche scene di vita familiare, come il ritratto della moglie Camille (1870). Dal 12 settembre al 25 novembre 1886 Monet risiede a Belle Ile sul mer, dove esplora il litorale per carpirne lo spirito selvaggio e fissarlo sulla tela. Lo aiuta in questo periodo Hippolyte Guillaume, un pescatore di aragoste soprannominato Poly, che per due franchi al giorno diviene il suo assistente. L’artista lo ritrae con il cappello nero e la barba lunga e incolta che, insieme all’incarnato color mattone, dà l’idea della fatica di vivere sull’isola come pescatore, in balia del sole e del vento. Una tela che Monet conserverà gelosamente per tutta la vita.
Scegliendo di lasciare l’atelier per andare a dipingere dal vero, gli impressionisti infrangono la gerarchia dei generi pittorici. Negli stessi anni si assiste alla nascita della fotografia, nuovo miracolo della tecnica, e viene meno il bisogno di dipingere copiando alla perfezione un determinato soggetto. Per i nuovi artisti, diventa importante l’emozione immediata prodotta da un paesaggio o dalle scene di vita moderna. Monet, maestro della pittura en plein air, dedicherà l’intera vita in maniera quasi maniacale a cercare di cogliere le variazioni luminose e le impressioni cromatiche dei luoghi che osservava. Per catturare la luminosità che varia di ora in ora, il pittore lavora in fretta, con pennellate che si susseguono rapidamente, e si sposta in località in cui si verificano violenti cambiamenti climatici. Porta con sé diverse tele, e le cambia col cambiare dell’ora. Nascono le serie della cattedrale di Rouen, la serie dei covoni di fieno, e non solo.
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La costa della Normandia, da Etretat a Honfleur, e la regione della Creuse, gli offrono la possibilità di ritrarre l’intensità luminosa in un ambiente naturale ancora selvaggio. Monet trascorse la primavera del 1889 dipingendo il paesaggio intorno alla confluenza di due fiumi, la Petite Creuse e la Grande Creuse, nel villaggio di Fresselines nella Francia centrale. Opere quali Falesia e porta d’Amont e Barche nel porto di Honfleur, dipinte in Normandia, rendono l’idea di come l’artista lavorasse con pennellate veloci e frenetiche, cercando di cogliere l’atmosfera del momento prima di un repentino cambio del tempo. Il 21 ottobre 1885 Claude Monet confida ad Alice Hoschedé, sua seconda moglie, la sua contentezza constatando che a Étretat è tornato il bel tempo: “Da tre giorni il tempo è superbo e me lo sto godendo, ve lo assicuro; le barche si preparano per la pesca delle aringhe, la spiaggia si è trasformata, è molto vivace, molto interessante”. Dall’hotel Blanquet, a due passi dalla bellissima spiaggia di Étretat, Monet lavora in prima fila. In Barca a vela, effetto sera introduce, tra il cielo e il mare che si annullano, una barchetta delineata con un tratto fine e preciso; il profilo scuro della vela contrasta con i colori pastello che dal giallo al rosa svelano il sole che tramonta all’orizzonte.
Nella carriera di Monet, Londra è un vero e proprio laboratorio di sperimentazione. I paesaggi spettrali generati dai fumi delle fabbriche e la foschia del Tamigi gli permettono di lavorare su ciò che in pittura è difficile da realizzare: la nebbia impalpabile che copre le architetture e la luce mutevole che sfiora la superficie dell’acqua. Come il Turner, an- che Monet vuole rendere l’effetto impalpabile dei fumi e della nebbia in opere come Il Parlamento di Londra. Con le vedute del ponte di Charing Cross e del Parlamento, dipinte nel corso di vari soggiorni successivi, si apre per lui una nuova fase di ricerca. La serie di Charing Cross Bridge è nata tra il 1899 e il 1904: rappresenta l’Hungerford Bridge (chiamato anche Charing Cross Bridge) e sullo sfondo il Palazzo di Westminster. Questo era il panorama che Monet vedeva dalla sua camera al Savoy Hotel, dove risiedeva nei suoi soggiorni londinesi. La serie, diverse opere dedicate alla nebbia che avvolge il Tamigi, comprende diversi dipinti e si unisce a quella dei parlamenti di Londra e del ponte di Waterloo. Sembra che Monet iniziasse la sua giornata dipingendo il ponte di Charing Cross e il ponte di Waterloo, per poi spostarsi con tele, colori e cavalletto dietro al Parlamento, al tramonto. I mutamenti delle condizioni meteorologiche e i veloci spostamenti della nebbia sul fiume non permettevano a Monet di indugiare a lungo su un’opera, spingendolo spesso a cambiare tela per catturare una nuova scena. Alla fine del suo soggiorno nel 1901, il pittore aveva prodotto quasi un centinaio di tele su Londra, quasi tutte completate. Appese poi nel suo grande studio a Giverny, molti di questi furono successivamente ritoccati o finiti in seguito, fino al 1903. Tornato a Giverny, con le Ninfee del 1904 e 1907 Monet rivolge la sua attenzione ad un particolare del suo giardino, le amate ninfee, che diventano le protagoniste di una nuova serie di dipinti, dal titolo Paesaggi d’acqua. Qui è lo spazio a diventare il protagonista della tela.
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Monet si diletta a raffigurare la superficie riflettente dell’acqua, accentuandone l’effetto con l’eliminazione di ogni riferimento alla riva. Dai riflessi sull’acqua si evince che sulle sponde dello stagno crescono salici piangenti mentre il cielo è solcato da nuvolette. I fiori sono resi con piccoli tocchi di colore puro, contribuendo a regalarci l’immagine di un mondo fluttuante che sembra preannunciare l’astrattismo.
Dal 1914 fino alla sua morte nel 1926, Monet esegue ben centoventicinque pannelli di grande formato che hanno come soggetto il giardino d’acqua di Giverny. Una selezione di queste opere - oggi nota come le Ninfee dell’Orangerie - viene offerto dal pittore allo Stato francese. Dipinti monumentali, realizzati nell’atelier, portano all'estremo la ricerca già iniziata con le Ninfee del 1903 e del 1907. In queste opere l’artista annulla la prospettiva reale immergendo il fruitore in una distesa d’acqua che si fa specchio, e protagonisti del dipinto sono le nuvole e le fronde dei salici che si riflettono sulle acque dello stagno. Paesaggi, in cui cielo e terra si confondono, invitano il visitatore ad un'esperienza contemplativa in cui la raffigurazione di un semplice fiore commuove suggerendo l’immensità della natura.
La passione per i fiori ha accompagnato tutta la vita di Monet. Amava molto arricchire il suo giardino con fiori esotici che si faceva arrivare anche dal Giappone. Il giardino di Giverny, con piante che fioriscono in ogni stagione, ancora oggi è visitabile da chi, facendo un viaggio in Francia, fa una piacevole sosta in quella che era la casa di Monet per poi visitare la cattedrale di Rouen, immortalata dall’artista nelle diverse ore del giorno, e giungere finalmente ad Etretat e poi Honfleur in un pellegrinaggio artistico, alla ricerca delle atmosfere e delle emozioni che, grazie alle tele di Monet, possiamo rivivere ancora oggi.
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Verso i 70 anni Monet iniziò a soffrire per la cataratta ed a dipingere solo in alcune ore del giorno. Nei quadri eseguiti in questo periodo i colori perdono le sfumature, i contorni diventano sfocati, scompaiono i dettagli e le immagini perdono di tridimensionalità. A 83 anni si operò all’occhio destro che era diventato cieco, ma non volle ripetere lo stesso intervento all’occhio sinistro. “Con l’occhio sinistro tutto è rosso, il cielo è giallo, mentre con l’occhio destro tutto è blu”. La sua visione dei colori migliorò con delle lenti gialle prodotte in Germania, che gli permisero di ritrovare il verde, il rosso ed il blu attenuato.
La mostra si chiude con Le rose, dipinte nel 1926 all’età di 85 anni (lo stesso anno della sua morte). Un’opera come questa desta commozione a causa del suo carattere incompiuto, con i boccioli che leggeri si stagliano delicatamente contro un cielo azzurro. La composizione raffigura alcuni rami del suo roseto ed evoca le stampe giapponesi che il pittore collezionava con tanta passione. Con Le rose, Monet rende omaggio alla natura che ha saputo raffigurare così bene, insieme alla fragilità e alla caducità di ciò che ci circonda. Una mostra imperdibile per gli amanti di questo artista che, ancora oggi, desta emozione e commozione.
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