Roberto Sparaci

Roberto Sparaci

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Giulia Quaranta Provenzano e la sua caledoiscopica poliedricità artistica ed umana

Giulia Quaranta Provenzano, un nome lungo che già solo nel pronunciarlo esige delle pause, vuole si inspiri prima e si espiri poi profondamente e del resto non potrebbe essere diversamente. Sì perché questa trentunenne nata ad Imperia, ma con origini altresì amanteote ha nella testa e nel cuore mondi profondi quanto impegnativi a cui attingere ed approcciarsi. Una personalità, una poliedricità caleidoscopica artistica ed umana quella di Giulia che non conosce vie di mezzo, che alimenta e si alimenta di un’interiorità tutta specchi e frammenti alcuni dei quali persino parecchio taglienti come si confà al cristallo più puro.
Giulia Quaranta Provenzano in originaleCover Silloge poetica Canti poetici di GIULIA QUARANTA PROVENZANOCover Silloge poetica Come bolle di sapone di GIULIA QUARANTA PROVENZANO
Cover Silloge poetica Come foglie nel vento di GIULIA QUARANTA PROVENZANOSenza titolo 1
Una complessità di sensazioni ed emozioni, quelle che animano ogni giorno la Quaranta Provenzano, che razionalità ed istinto si contendono appunto quotidianamente senza tregua dando vita alla più vasta ed ossimorica molteplicità di colorate simmetrie di continuo composte e ricomposte, quindi sempre incessantemente scomposte tant’è che la giovane donna mai scende a compresso alcuno con la propria integrità di filosofa, poetessa, fotografa d’arte, collaboratrice giornalista e in primis carne e sangue pulsante alla ricerca di bellezza, giustizia e verità in ogni campo, autenticità a trecentosessanta gradi. Ecco, per dirla in maniera diretta, Giulia non regala mai sorrisi e ruffiane parole come moneta di scambio benché ciò la renda spesso esposta alla qualsiasi intemperia priva di porto sicuro e nonostante tutto ad oggi è riuscita, probabilmente proprio per questo, ad essere apprezzata in differenti settori ed ambiti.
Fotografia darte su tela Dimmi dove e quando di Giulia Quaranta ProvenzanoFotografia darte su tela Incrinature 3 8 di Giulia Quaranta Provenzano

Cerchiamo quindi ora di conoscere un po’ meglio colei che in arte è nota come GQP. Giulia viene al mondo l’11 luglio del 1989, esattamente quando pronosticato dai dottori facendo presagire una puntualità e precisione che, in effetti, si dimostrerà una delle sue caratteristiche principali.  E che “omen nomen”, che il nome sia augurio e  prenunzio diviene ben presto sempre più evidente dacché una particolare sfumatura del suo fascino deriva nientemeno che dall’estrema riservatezza per quanto risulti piacevole la sua presenza in società. La natura duplice della Quaranta Provenzano fa sì che da un lato sia molto comunicativa, entusiasta e curiosa nel voler apprendere e ricercare senza sosta il nucleo caldo di ogni questione, piena di gioia di vivere ma dall’altro a volte cupa ed ombrosa, amante della solitudine.
Fotografia darte su tela Liguria in Fantasia di Cielo e Mare 4 12 di Giulia Quaranta ProvenzanoFotografia darte su tela Nel gioco della vita di Giulia Quaranta Provenzano
Capace di adattarsi in ogni situazione
, Giulia Quaranta Provenzano si connota per avere la tendenza ad interiorizzare i propri sentimenti e per non parlare volentieri di quelli più imi e difatti è nelle miriadi di poesie edite ed assai meno inedite che soltanto si può avere un’affaccio sull’interiorità della giovane le cui peculiari antitesi ben si mostrano pure nelle sue fotografie d’arte esposte in numerosissime Personali e Collettive sia in Italia che all’estero – solo per citarne alcune, a Genova, Venezia, Sanremo, Udine, Gubbio, Padova, Cremona, Palermo, Milano, Spoleto, Saint Petersburg in Florida, Las Palmas de Gran Canaria, Istanbul, Shanghai, Pechino, Tokyo, Miami. Il primo scatto fotografico a 6 anni d’età.
Fotografia darte su tela Tra equilibrio ed ambizione il fiore della pace di Giulia Quaranta ProvenzanoGiulia Quaranta Provenzano Fotografia darte su tela Cocotte e le rose non colte
In ultimo, che il destino di Giulia risulti in un certo qual senso tracciato nel suo nome emerge altresì allorché per vivere esercita la professione di consulente finanziaria benché siano le professioni creative e legate alla terra e alla natura quelle che non vi è stato attimo a non sentire affini a sé e necessitante di scrivere, fotografare, studiare e posare senza posa. È infine a marzo 2019 che GQP  incontra del tutto inaspettatamente quello che le è stato maestro del corso attoriale intrapreso nonché, molto di più, il “suo” Uomo dell’arcobaleno. La caratterista rincontrerà l’attore Giuseppe Morrone a luglio 2020, nel successivo workshop per attori a costringerla a prendere confidenza con i propri limiti emotivi e sovrastrutture da abbattere per essere davvero libera, prima incapace di piangere perché alla ricerca d’assurda perfezione …fino a che, piano piano, codesta prigione dorata ha iniziato a sgretolarsi nella consapevolezza che è l’imperfezione (imperfezione quale ossigeno del mettersi di continuo in gioco) a rendere unici e preziosi.
Fotografia darte su tela Gioco di sguardi di Giulia Quaranta ProvenzanoFotografia darte su tela Ricci e colori del mare a Diano Marina 4 14 di Giulia Quaranta Provenzano

Realtà Visionarie

La Galleria Ess&rrE è lieta di invitarvi alla
Mostra collettiva
"Realtà Visionarie"

Saranno presenti i seguenti artisti:
Giusy Dibilio, Mattia Fabietti, Emanuela Fera, Fabio Giuli, Aurora Iogà, Laila, Rita Lombardi, Annalisa Macchione, Barbara Monti, Stefania Nicolini, Francesco Ponzetti, Leandro Ricci, Valentina Roma, Maria Grazia Russo e Anna Maria Tani.
 
Vernissage 28 ottobre 2020 ore 16:00 fino all'11 dicembre 2020
Presso la Galleria Ess&rrE, Porto Turistico di Roma, Lungomare Duca degli Abruzzi 84, locale 876

A cura di Alessandra Antonelli
Direttore Artistico Roberto Sparaci
Alessandra Antonelli, Sabrina Tomei e Fabrizio Sparaci

L'evento si svolgerà nel rispetto delle misure di sicurezza e distanziamento previste dalla vigente normativa anticovid.

Figurative Abstraction

La Galleria Ess&rrE è lieta di invitarvi alla Mostra quadri-personale di Daniela Barletta, Samuel Di Mattia, Manuela Farrace e Giò Stefan nella quale, durante il vernissage, sarà presentato il libro di Maria Francesca Tiraterra "Mio fratello ha sempre freddo".
libro f abstraction











Sin dalle opere iniziali di Daniela Barletta, si nota l’innegabile grande fascino per l’arte italiana, ha saputo realizzare opere, oltre che artistiche anche accattivanti per l’osservatore, che rimane a guardarle e chiedersi, come un’artista faccia ad essere così accattivante. Nelle sue opere si evince una ricerca continua dei particolari, il desiderio di rappresentare tutto con eleganza e perfezione sfrenata, in modo che possa fermare il tempo, come se si trattasse di una cartolina d’autore, i ritratti e le figure in genere sono fonti ispiratrice per Daniela che è capace di portare tutti noi a sognare...
Sono più che convinto che questo è solo un inizioper un’artista così ispirata...”
Francesco Minerva
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Di Mattia Samuel
nato in Francia il 04 agosto 1981 da genitori italiani emigrati, dopo la maturità, Samuel integra nel 2000 la Scuola d' Arte di Condé a Nancy in francia dove si laurea in Design industriale, continua il suo percorso artistico e inizia il master in arte e design alla scuola ESAD di Reims in Francia, e nel 2005 termina il master.
La sua impronta artistica nasce da un mix di generi e influnenze, da Basquiat al Pop di Harry Warhol, al street art di Bansky e i graffiti in generale.
Nel 2006 arriva in italia, in Irpinia dove inzia a lavorare come interior design in tutta la regione e nella capitale, in modo parallelo continua il suo lavoro artistico con opere su tele, a caratere socio-politico ma anche culturale.
Da la primavera 2020 fa parte della grande famiglia artistica della “MORRA ARTE STUDIO” a Napoli.
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Manuela Farrace è nata a Roma il 12 gennaio 2000. Dopo un’infanzia dedicata alla danza e alla ginnastica ritmica e un’adolescenza passata a studiare le lingue straniere, nel 2018, all’età di 18 anni, decide di iscriversi all’Accademia di belle Arti di Roma, poiché aveva capito che l’arte era la sua vera passione, disegnando sin da bambina ritratti di personaggi famosi.
Infatti, contemporaneamente al liceo linguistico, frequenta un corso privato di disegno e pittura per tre anni, imparando le basi artistiche fondamentali che le hanno permesso di superare l’esame di ammissione all’Accademia.
Entrata all’Accademia si dedica alla sua personale ricerca artistica continuando lo studio dei ritratti. Raffigura principalmente ritratti di donne e la serie di dipinti “Ragazza col cappello” ha suscitato l’interesse della sua insegnante di pittura.
I pittori preferiti dell’artista sono il celebre espressionista Egon Schiele, dal quale riprende la linea nervosa e dinamica e Vincent Van Gogh che la ispira nell’uso del colore e della pennellata.
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“C’è una luce tersa, a tratti metafisica, che pervade la pittura di Giò Stefan. Un bagliore che illumina lo spazio, gli oggetti e i protagonisti che dialogano con l’ambiente circostante e con l’osservatore, alimentando il senso di un tempo sospeso e infinito. Le situazioni sono colte in una visione nitida che ricorda, nella struttura formale, gli echi dell’Art Decò”.
Gabriella Niero
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Patty’s Art Gallery

Apre la Patty’s Art Gallery, galleria d’arte di Patrizia Stefani dedicata a talentuosi creativi contemporanei

Sei un artista rinomato e ben quotato, oppure ancora emergente? Sei un amante dell’arte, un investitore od un collezionista? Allora devi assolutamente sapere che apre la Patty’s Art Gallery, galleria d’arte contemporanea di Patrizia Stefani. Un’occasione imperdibile per vivere un’innovativa esperienza virtuale grazie alla quale mostrare le tue opere e le tue emozioni, ma anche per potersi aggiudicare straordinari pezzi d’arredo, con certificato d’autenticità, di pittori, scultori, fotografi selezionati con cura.

Dipinto Abisso di Daniele CazzolaDipinto Al parco di Fiorenzo Sasia copiaScultura Divinità di Francesco Fazio
Testarda e tenace, coraggiosa e concreta, Patrizia Stefani indirizza sempre e solo all’eccellenza: veicoli di comunicazione quelli esposti alla Patty’s Art Gallery che si distinguono nel panorama nazionale ed internazionale per la capacità di impressionare e commuovere l’osservatore in virtù della costante attenzione nel dar corpo, esprimere ed immortalare con maestria ogni più piccola sfumatura di pensiero e ogni sentimento umano – tant’è che ciascuna opera presentata e acquistabile dal sito www.pattys.it è testimonianza e segno destinato ad entrare nella storia.
Quadri, fotografie, sculture ed eterogenei oggetti d’arte tutti di alto livello che si qualificano e connotano per essere potente linguaggio di condivisione nonché piacevole opportunità di immergersi nelle meravigliose passioni di creativi inimitabili ad arricchire belle case, studi, attività e negozi, collezioni private e musei pubblici dei quattro continenti.
Fotografia darte Borgo Marina 1 2 di Giulia Quaranta ProvenzanoFotografia darte Incrinature 3 8 di Giulia Quaranta Provenzano
Fotografia darte Nel gioco della vita di Giulia Quaranta ProvenzanoFotografia darte Ricci e colori del mare a Diano Marina 4 14 di Giulia Quaranta Provenzano
Fotografia darte Tra equilibrio ed ambizione il fiore della pace di Giulia Quaranta Provenzano










Ed è la stessa Patrizia Stefani ad affermare, a proposito appunto del proprio progetto avviato con lei al timone, dopo una lunga esperienza in associazione e piacevolmente a contatto con famosi critici e storici d’arte, che <<L’obiettivo è di mettere in comunicazione l’anima, l’idea, l’essenza di un artista con chi vuole investire non solamente sull’oggetto in quanto bello ma pure sulla persona. Fondamentale far capire alla gente e agli uomini d’affari l’importanza di ciò che può dare e trasmettere un oggetto d’arte, ossia trovare nel suo riflesso la gioia e l’entusiasmo in grado di far battere ogni giorno il cuore alla sua vista>>. Poi la talent scout ed art advisor, non a caso, aggiunge <<Credo fortemente nell’investimento artistico: diversificare il capitale è pilastro imprescindibile dell’attività finanziaria di un avveduto buon imprenditore e su tal fronte mi metto personalmente al suo servizio affinché riesca a comprendere che nel tempo un quadro, uno scatto fotografico, una scultura o un’installazione acquisteranno sempre un valore>>.
Patrizia Stefani riquadrata










…Ma qual è la peculiarità primaria e distintiva dell’arte? L’arte, per l’influente e preparata gallerista originaria di Bassano del Grappa, è sostanza e fondamento dell’esistenza; ella sostiene difatti che chi si avvicina al mondo dell’arte non riuscirà più a tornare indietro e separarsene giacché incarna la bellezza ed è spesso espressione d’un contesto storico, socio-culturale in atto in cui tanto l’artista, quanto il fruitore si trovano immersi e dal quale finiscono quindi per essere dipendenti in più o meno larga misura, direttamente o indirettamente, in maniera conscia od inconscia che sia.  

Informale Relativo

libro










Elio Atte
, nato a Milano il 2 Febbraio 1954, fin dall’infanzia è stato attratto dalle matite ed i pennelli, affascinato dal Blu intenso con i riflessi violetti dell’inchiostro sia quello delle penne stilografiche che quello dei calamai dove si immergeva il pennino, parliamo di molto tempo fa, è da allora che ha scoperto questa sua grande passione.
Autodidatta sia nella Pittura che nella Poesia, tranne qualche piccolo percorso pittorico avuto durante il periodo delle scuole elementari a Salerno, mentre durante il periodo delle scuole medie ha avuto la fortuna a Livorno di seguire la guida di un pittore locale il quale gli ha dato le basi dell’arte pittorica.
Giunto a Roma nel 1967 ha proseguito la sua esperienza artistica da autodidatta sperimentando la china, le tempere, l’olio, l’acrilico ed i pastelli. Tra il 1969/70 ha realizzato un Poster su autorizzazione della FAO per conto di un’Agenzia libraria sulla Fame nel Mondo. Tra il 1974/75 durante il servizio militare ha realizzato la campagna per il Risparmio Energetico attraverso immagini pittoriche realizzate in acrilico.
Nei quattro anni successivi si è dedicato a 360 gradi all’arte della fotografia per tornare subito dopo a quella pittorica.
Ha partecipato a diverse mostre estemporanee a Roma, a Tarquinia, a Grottaferrata ecc..
Ha esposto tra le vie di Roma tra cui Viale Europa, Galleria Colonna, via degli Astri, Colli Portuensi ecc....
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Marina Loreti
. L’interesse per l’arte, fin da giovanissima, la spinge allo studio dei primi grandi maestri europei che rivoluzionano lo scenario interpretativo della pittura del ‘900 in poi, studiandone l’eccezionale corrente avanguardista. Frequenta scuole e workshop, tra cui la Scuola d’Arte e Mestieri di S.Giacomo a Roma. Dopo passaggi evolutivi sente l’esigenza di perfezionare tecniche e modalità.
Nelle sue opere ricorrono forme e figure geometriche, sfumate, nette o accennate che esprimono immagini introspettive create da cadenze dettagliate, da giochi di volumi che si liberano dalle regole pur mantenendo una precisa costruzione essenziale e ragionata.
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La carriera artistica di Michelangelo Riolo inizia a Catania nel 1972.
Si forma in laboratorio dapprima come intagliatore, per poi ampliare la sua ricerca in altri campi dell’arte, iniziando a far conoscere le sue opere e a intrecciare scambi culturali nell’ambito della scultura e della pittura, partecipando a mostre collettive.
Si trasferisce a Terni continuando la sua ricerca ed esponendo in diverse collettive, con ottimi consensi della critica locale. Attualmente vive e lavora a Roma.
“Artista dal grande fervore figurativo surrealista moderno. Nel suo particolare percorso pittorico Michele Angelo Riolo, grazie anche ai lunghi e continui viaggi nel mondo orientale, ama immergersi in un suo universo meditativo ed emozionale per ispirarsi ed interpretare una realtà di simboli e natura, dove l’uomo si definisce in una sfera romantica di spazio e colori, come ricerca ed analisi di sempre nuove verità esistenziali. Scenografie di suggestivi paesaggi, magiche spazialità cromatiche all’interno di originali geometrie, figure dalla cui testa spuntano fluide volute di colore e pensiero.
Nicolina Bianchi
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Anna Maria Tani è nata nel ‘57 a Roma, dove ha il suo studio, inizia il suo percorso artistico partendo da una vocazione per la lavorazione della materia. La sua formazione artistica nasce infatti nelle botteghe artigiane al fianco di grandi maestri dove impara a trattare il legno e il metallo. Un breve ma significativo passaggio nel mondo della ceramica, per poi arrivare all’arte incisoria presso l’Associazione Internazionale Incisori Atelier 50 a Roma e presso il Centro Internazionale di Grafica Venezia Viva, dove approfondisce tutte le tecniche calcografiche e la stampa su vari supporti. Questa introduzione è necessaria per comprendere come in seguito abbia trovato spazio nell’evoluzione dell’artista l’ispirazione a creare opere in cui spesso oltre al colore c’è la lavorazione e l’assemblaggio di vari materiali: gesso, cemento, pellami, cartoni ondulati, metalli, merletti o semplice materiale cartaceo, ma di particolare pregio e significato, come lettere antiche o carte geografiche di tempi lontani.
smart
smart

Incognite Simboliche

La Galleria Ess&rrE è lieta di invitarvi alla Mostra quadri-personale di Maria Colletti, Nadia Latilla, Maria Grazia Russo e Antonella Squillaci nella quale, durante il vernissage, sarà presentato il libro di Maria Rizzi "Il mare invisibile".
mare invisibile












Maria Colletti
, nasce a Caltavuturo nel 1953. Dopo aver frequentato qualche anno di liceo artistico si iscrive a dei corsi privati per coltivare la sua passione per la pittura. Nel 2010 espone in varie collettive con elevato riscontro da parte del pubblico e della critica.
La sua prima personale è nel 2010 poi 2012-2013 e 2017 sempre a Palermo.
L’artista, allarga i suoi orizzonti espositivi, mettendosi in mostra in città nazionali e internazionali. Espone, inoltre, alle due biennali di Palermo, alla Fiera d’arte di Padova, e alla Fiera d’arte di Palermo. Hanno scritto di lei vari critici: Vittorio Sgarbi, Paolo Levi ecc.
La sua produzione artistica è stata, inoltre, inserita in prestigiose pubblicazioni.
La stessa ha anche ricevuto numerosi premi e riconoscimenti.
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Nadia Latilla, diplomata al liceo artistico Tuscia Viterbo nel 1978.
Vive e lavora a Soriano nel Cimino VT. Riprende nel campo artistico nel 2013. Partecipa a numerose mostre personali e collettive.
Riceve attestati di benemerenza e premi. In breve alcune tra le mostre più recenti:
Milano Art Gallery 2018 - Pro Biennale Venezia 2018 - Spoleto Arte 2018 - Art Expo International New York 2018 - Galleria Farini Bologna/Londra 2018 - Arthill Gallery London 2018 - Riconoscimento premio Canaletto 2018 - New Art Cinema Roma 2019 - Premio cultura identità La Spezia 2019 - International Haward Palazzo Cancelleria Vaticana roma 2019 - Premio critica Corriere dell’arte 2020.
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Maria Grazia Russo, nata a Roma il 24 aprile 1970. Diplomata al Liceo Artistico e all’Accademia di Belle Arti e allieva del maestro Sandro Trotti. Ha partecipato a diverse mostre in Italia e all’estero, con la galleria Forum Interart, la Pentart e la Galleria Ess&rrE. La sua è una pittura figurativa moderna con varie tecniche anche originali e nelle sue opere si possono cogliere significati anche misteriosi.
Per cui dalla sua arte ci si trova immersi in una varietà di cromie e idee non comuni che immediatamente danno ciò per cui le sue opere sono state create e cioè la pura attrazione per l’arte. Ha esposto a fianco di grandi artisti con cui si è sempre relazionata andando ad attingere per crescere sia a livello pittorico che interpretativo. Numerose esposizioni la collocano in un panorama nazionale di livello assoluto.
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Antonella Squillaci possiede la padronanza della tecnica pittorica e scultorea. Difatti riesce a dipingere e a scolpire con la medesima efficacia comunicativa. I suoi personaggi ritraggono diverse situazioni della vita e sono contornati da un’aurea di mistero piena di carico universalistico. Le sue innate capacità pittoriche e manuali la inseriscono in un mondo figurativo sensuale in cui il fruitore si trova immediatamente inserito in un contesto naturale fino a sondare le proprie emozioni.
E trovandosi di fronte ad una delle sue opere non possiamo rimanere indifferenti, vuoi per la facilità di lettura dell’opera, vuoi per la forza interpretativa che riesce a dare alle sue creazioni facendoci immergere in una realtà ricca di immaginazione atta a dare le più alte sensazioni.
Nelle numerose esposizioni a cui ha partecipato ha sempre riscosso numerosi plausi da pubblico e critica e nelle Fiere e Gallerie le preziose creazioni esposte hanno destato interesse sopra ogni sospetto, nessuno è passato senza soffermarsi ad ammirare ciò che di prezioso ha creato.
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MONDI PARALLELI

locandina










La Galleria Ess&rrE è lieta di invitarvi alla Mostra quadri-personale di Patrizia Almonti, Giusy Cristina Ferrante, Federica Marin ed Enrica Mazzuchin nella quale, durante il vernissage, sarà presentato il libro di
Manuela Minelli "C'è (ancora) odore di cuore".
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Patrizia Almonti è nata e vive a Roma da sempre, dove dipinge nel proprio atelier.
Anche se la sua vita professionale si è svolta lontano dal mondo dell’arte, avendo percorso un’intera carriera di dirigente amministrativo presso l’Università di Roma “Sapienza”, Patrizia ha dato libera e feconda espressione alle sue emozioni attraverso la pittura da quando, quasi trent’anni fa, ha scoperto la porcellana, “l’oro bianco”, rimanendo attratta dal fascino misterioso che ne avvolge la formula antica, vecchia di secoli. Da quell’incontro serendipitoso è nata una passione profonda e totalizzante per la pittura che, stimolando estro e sensibilità estetica, attraverso lunghi percorsi di ricerca da autodidatta e di studio al fianco di riconosciuti maestri d’arte internazionali, con sconfinamenti nella pittura ad olio ed acrilici su supporti diversi, quali tela, carta, metallo, legno, vetro e plexiglas, l’ha portata a padroneggiare le diverse tecniche pittoriche e a sublimare infine il suo linguaggio artistico proprio sulla porcellana e nei suoi colori.
Ferrante1Ferrante2
Giusy Crstina Ferrante nasce a Torino il 22-01-1971.
Già da piccola i “giochi” preferiti erano matite e colori regalate costantemente dal padre dal quale ha ereditato anche la passione per la matematica e l’insegnamento. All’età di 6 anni riceve sempre da lui il suo primo cavalletto con una tela e i colori a tempera e inizia così la magica avventura nel mondo dell’arte riproducendo ciò che vedeva dal suo balcone… il primo paesaggio montagne e prati e laghi.
Il desiderio, dopo la licenza media era continuare gli studi artistici… ma per la lontananza della scuola non fu possibile. Porta avanti così l’altro grande sogno… frequenta a pieni voti l’Istituto tecnico per Geometri di Lentini (SR) dove si era trasferita con la famiglia e si Laurea alla Facoltà di Reggio Calabria in Architettura continuando a coltivare la sua grande passione per la pittura.
La ricerca costante nelle sue opere è dettata dall’esigenza di conoscere se stessi, i colori esprimono emozioni e l’arte eleva lo spirito oltre la materia .La spiritualità legata non a una religione ma all’amore inteso come vita. L’analisi dei moti dell’anima e il significato profondo di una logica intellettuale ne fanno un’artista eclettica e concettuale, riesce ad offrire allo spettatore una immagine netta o un percorso psicologico di autoanalisi. Un rifiuto costante per gli schemi dettati dal mercato artistico spesso trasforma in opere riflessioni profonde sulla società.
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Federica Marin, architetto, laureatasi al Politecnico di Milano, con successivo PhD in Ingegneria civile e ambientale, fotografa d’arte e ricercatrice in ambito accademico. Ha acquisito una solida formazione negli studi tecnici e artistici, nella grafica e nella fotografia ottenendo in questi settori importanti riconoscimenti. Ha esposto in numerose mostre personali e collettive nelle più importanti città italiane, nelle principali fiere di settore e in varie città all’estero (New York, Toronto, Miami, Chicago, Rio de Janeiro, Parigi, Londra, Madrid, Barcellona, Malta, Mosca, Budapest, Montecarlo, Montreux, Lisbona, Berlino). Alla ricerca didattica-architettonica l’artista ha sviluppato in parallelo un percorso artistico personale sulla percezione visiva attraverso l’uso della macchina fotografica. Lo studio della tecnica fotografica iniziato in giovane età, alle scuole superiori, si è sviluppato successivamente con corsi professionali e workshop al Politecnico di Milano con maestri di settore come Piero Pozzi, Roberta Valtorta, Guido Guidi, Giovanni Chiaromonte, Mario Cresci, Paolo Rosselli.
Attraverso attente riprese fotografiche l’artista compie una trasfigurazione dell’immagine colta dei soggetti coinvolti e del paesaggio sia naturale sia antropizzato. Gli elementi visivi ripresi nell’inquadratura compongono ritmi autonomi dal reale fino a sfiorare l’astrazione e le fotografie, talvolta oniriche, sembrano intrise di morbida sostanza pittorica.
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Enrica Mazzuchin
, dirigente scolastica, consulente di formazione a livello nazionale e internazionale, ha coltivato attività culturali e progettuali in tutta l’Unione Europea, in Russia, a lungo in Cina, in India, in Mozambico, in Marocco, nello Stato del Brunei Darussalam. Ha viaggiato molto in Paesi e continenti diversi, attraversando una pluralità di esperienze che ha tradotto nella pittura, sul filo di un prezioso "diario interiore” che, come sostiene Lucio Damiani, supera la dimensione personale, universalizza stati d'animo e passioni, proietta lo spunto autobiografico in spazi totali. Dalla natura l’artista trascina il ricordo dei colori che si addensano e si mescolano con l'agitarsi di grandi forze cosmiche in un moto perenne che crea concitate sequenze sinfoniche, mentre, talvolta, sommesso e amato, si compone il sapore lontano dell’infanzia... Allora la natura beve ricordi fanciulli per restituirli in sospese atmosfere verdi d'acqua e in terre cangianti. Siamo nel luogo di un’anima dove non abitano lunghi respiri, ma è “stanza turbata dal costante richiamo al trasloco accelerato”. “Il fluire e lo sbarramento; e un… incessante battere sotterraneo d’ali non promette isole nell'anima” (Isabella Deganis). Ha da sempre privilegiato l’arte visiva come veicolo di comunicazione nella libertà delle tecniche (olio, acquerello, sanguigna, incisioni, tempera e miste) e dei supporti (tela, cartone, ceramica, vetro, legno, rame), anche se tende a preferire l’uso dell’olio su tela, da piccolissime a grandi dimensioni.

Claudio Fabbricatore - Negli attimi infiniti

Mostra personale di Claudio Fabbricatore nella quale, durante il vernissage, sarà presentato il libro di Domenico Palattella "Una chiorma di amici" con la prefazione di Mauro Macario
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Claudio Fabbricatore, artista, nato a Pomigliano D’Arco, cresciuto in Germania e vive e lavora attualmente a Roma.
Fabbricatore, pittore contemporaneo figurativo, ha iniziato a disegnare e dipingere molto giovane, dilettandosi anche con la pittura di miniature, modellismo e la creazione di diorami. Usa principalmente colori ad olio ma lavora occasionalmente anche con acquerelli, gouache e pastelli.
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Una delle fonti principali d’ispirazione dell’artista sono i lavori dei maestri del tardo diciannovesimo, inizio ventesimo secolo. La forte influenza del fascino subìto è presente in quasi tutte le opere di Fabbricatore.
Nel 2012 ha avuto l'occasione di incontrare il pittore Alexandr Onishenko a Praga la cui tecnica ha subito influenzato ed affascinato Fabbricatore e lo ha portato a sperimentarne gli effetti nelle sue opere.
Nello stesso anno entra nel gruppo LAO (Laboratorio Arti Ornamentali) a Roma nel quartiere di San Lorenzo, dove condividere l'atelier e le idee con altri artisti lo porta ad approfondire l’uso della luce e dei contrasti cromatici di diversi soggetti su tela nera.
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Le opere di Fabbricatore sono un riflesso di studi, di ricerche e di esperimenti, piuttosto che il risultato di mode contemporanee. Il processo creativo diviene un’esperienza “meditativa” che conduce a bilanciare processi psicologici e fisiologici inconsci. L’artista crea in questo modo un’unione tra processi creativi, istintivi e logici.
I lavori di Fabbricatore spingono l’osservatore alla contemplazione guidando la mente dell'osservatore in uno stato di calma, rilassamento e benessere.
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INFO: Galleria Ess&rrE - Porto turistico di Roma - Loc. 876
Lungomare Duca degli Abruzzi, 84 - 00121 Roma
Cell. 3294681684 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.



Nostos ed erranza - Il canto delle sirene



Mostra a cura di Marilena Spataro alla Galleria Ess&rrE di Roma
dal 22 agosto al 4 settembre 2020

opere in mostra di:
Nicoleta Badalan, Grazia Barbieri, Tiziana Bortolotti, Eleonora Dalmonte, Elena Modelli, Maurizio Pilo’, Giovanni Scardovi, Roberto Tomba, Mario Zanoni.

Se, per capriccio, provassimo a fare a meno del tema del viaggio e di tutto quanto ne sia scaturigine o conseguenza, ben poca cosa - verosimilmente – ci troveremmo fra le mani di quanto immaginato, ideato, intravisto, intuito, creato dall’uomo nel corso dei secoli. Tanto intride la condizione umana lo stato di nomadismo – sia fisico che intellettuale -, di costante inquietudine, di ricerca inesausta di ciò che si realizza nella ricerca stessa. Per questo il nostos non è mai soltanto un ritorno, semmai un viaggio di riandata dove anche il ricordo non può calpestare i propri passi, ma ritroverà sempre rinnovate immagini nel passato. “Come i naviganti che, persi nella vastità dell’oceano, non vedono nient’altro che cielo e mare, io vedevo solo il cielo e la mia stanza... godevo insomma di una delle vedute più belle che si possano immaginare”: così, sullo scadere del XVIII secolo, scrive Xavier de Maistre nel suo “Viaggio intorno alla mia camera”, ipotizzando di percorrere spazi e mondi potenzialmente infiniti, pure soltanto da dietro i vetri della sua finestra. Ancora di più Proust, cui basta l’accenno d’un profumo, la corolla appassita d’un fiore per viaggiare nel tempo e nello spazio in una vertiginosa discesa nell’abisso di un’identità di volta in volta riannodata, ricostruita. è qui che nostossi appoggia ad algos, il dolore, a formare una endiadi che tanta parte ha occupato nella storia delle arti dell’uomo; la nostalgia, quel soffio di dolore che accomuna l’avventuriero e l’annoiato flaneur cittadino, Odisseo come Ungaretti, il capitano Achab come Baudelaire. La mostra tenterà dunque di praticare questa condizione di erranza, perenne sobbollire di dubbio e incertezza, di vagabondare l’errore nella simpatia per l’inciampo, per la capitolazione. Ci saranno allora i lavori di Maurizio Pilò, in cui l’artista pare scrivere delle autentiche storie naturali occupate in una radicalità analitica che trasfigura la memoria personale – sia intuitiva che inconscia – in una sorta di archeologia del divenire: come un fenomeno discontinuo e intermittente i movimenti del tempo operano imprevedibili resurrezioni di passato, strappi, incidenti quotidiani a registrare le differenze dei giorni. La pittura di Roberto Tomba si muove invece tra apocalittico e poetico, quotidiano e mitologico, all’interno di una narrazione che non rimane tuttavia fluttuante in una dimensione onirica definita: il favoleggiamento fulmineo ed improvviso parla la lingua del pensiero vivo e reale, naturale controcanto di dipinti che nella riflessione filosofica – così come nel risvolto psicologico – trovano una propria peculiare caratterizzazione. Grazia Barbieri apre il sipario di un immaginario spettacolo teatrale punteggiato da controversie equivoche, recrudescenze di storie inesauribili ed universali: le donne ritratte dall’artista possiedono una naturale ieraticità icastica in cui il carattere simbolico è referente di una malìa indicibile e feroce: si pensi alla Circe che accarezza il risultato del suo sortilegio con ancora negli occhi la grazia e l’insolente inno- cenza della seduzione. Anche Nicoleta Badalan indugia nella rappresentazione del femminile sottolineando – con uno specchiante riflesso della figura – un vagheggiare di doppiezza: la sirena non canta se non attraverso uno sguardo che si moltiplica, si rifrange addormentando il cuore di chi lo incrocia, accende roghi sull’acqua con l’adagiare l’in- canto della sua posa, interrogativa ed assertiva assieme. I lavori di Tiziana Bortolotti paiono comporsi seguendo una poetica dell’accumulazione, di decostruzione e riformulazione – di storie, accadimenti o pure immagini visive -: paesaggi, spesso marini, che non descrivono ma ci introducono nella materia stessa, nell’elemento acquatico dove tutto s’inazzurra, lasciandoci a volte impigliati fra le corde e le reti, capitolando nell’errore dei passi tra fossili di conchiglia o sassi rimasti, a lasciarci una voglia d’infinito.
Ci parla forse di un vagare di cuori e di popoli Eleonora Dalmonte, dipingendo sulla ceramica un roteare di volti di bambini, vicini e diversi, semplicemente un respiro universale di occhi protetti dalla simbolica immagine di una colomba: il viaggio è un’avventura spinta nel profondo delle coscienze, terra e tempo che girano mutando aspetto e forma, conservando la sostanza. Le sculture e le piccole installazioni di Elena Modelli dimostrano la loro massima consuetudine con la stravaganza e l’iperbole: coccodrilli variopinti e brillanti spalancano le loro inoffensive fauci di fronte a elefantini color turchese o ancor più bizzarramente agghindati: un vago sapore d’Oriente che eleva lo spirito a leggerezza, ci prende per mano e ci conduce attraverso lo specchio di Alice, di fronte all’ingannevole concretezza dell’illusorio. A completare ed impreziosire la mostra le due barche dei maestri scultori Mario Zanoni e Giovanni Scardovi: il primo presenta un Caronte che assume le sembianze medesime del suo traghetto, una sorta di sineddoche figurata in cui la prora incede con la misteriosa fissità del suo sguardo, quasi rassegnato alla ripetitività del viaggio da psicopompo. Certamente insensibile di fronte al disperato errare di chi non possiede l’obolo per pagarsi il passaggio del fiume. Il viaggio esoterico è natura viva, principio fondante di trasmutazione interiore. La barca di Scardovi viaggia invece attraverso flutti lividi e oscuri, parlando la lingua velata e lattiginosa dell’enigma: dal fondo (o dal profondo?) dita di uomo cercano un passaggio, ai lati un palmo aperto pare accogliere un viso di dormiente, un’altra mano si aggrappa, forse temendo l’ora della risacca. Il tutto è l’uno e l’uno è doppio, l’enigma non ha soluzioni. Nella ragione abita il torto e nel torto la ragione. Il viaggio è terminato, ma noi non siamo ancora partiti.
Alberto Gross

Quelli di Laboratorio AccA

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BALLERANI, GRASSI, MINESTRINI, SCHIAVON, TRENTACOSTE

Quelli di Laboratorio AccA: Pittura e scultura dagli artisti della TV


Si inaugura Sabato 8 agosto alle ore 19.00 una grande mostra dedicata a cinque degli artisti partecipanti a Laboratorio AccA, la fortunata trasmissione televisiva in onda tutte le domeniche alle 22 sui canali di Arte investimenti TV. I progetti televisivi ideati per gli artisti aderenti comprendono, infatti, anche una mostra collettiva oltre alla televisione ed agli interventi editoriali.
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Cinque voci diverse dell’arte italiana, uniti dalla maggior popolarità acquisita, con altri loro colleghi, grazie alla diffusione delle loro opere attraverso la tivù.
Paolo Ballerani, artista perugino talentuoso e dal background interessantissimo, presenta le sue sculture in resine speciali, richiami alla tradizione medievale riletti in chiave moderna con l’utilizzo di materiali dell’attuale e del futuro, mentre Fabio Grassi, toscano dalle idee chiare e profonde, scandaglia nelle sue tele la opportunità della ricerca nello spazio. Policromie fascinose che calamitano l’attenzione di collezionisti e curiosi, da tempo. A Fausto Minestrini tocca il compito di proseguire il cammino di ricerca iniziato molti anni fa. Il pittore e performer perugino ha nella creatività citazionista l’arma del suo successo: dorature, inclusioni, combustioni, sacchi ed antiche pergamene popolano i suoi quadri, figli dei sogni. Alessio Schiavon, padovano, fresco reduce da un gran successo in un Art Show ai piedi dei Colli Euganei (curato da Giorgio Barassi e Roberto Sparaci, presentatori di Laboratorio AccA) popola le tele coi suoi fiori immortali e la sua passionalità di mille colori. Grazie alla tv, ormali tutti lo chiamano “Alessio De’Fiori”, mentre il “Gran Saccàio” Giuseppe Trentacoste, porta dalla Toscana la sua esperienza sulle “tele piegate”, il riutilizzo singolarissimo e intimistico del sacco di juta come pretesto e protagonista di bassorilievi che raccontano la vita, gli stati d’animo, le vicende del vissuto.
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Cinque alte espressioni di una forma di operazione artistica moderna, ma dalle radici ben ferme nella tradizione e nel passato. L’impegno televisivo ha solo accresciuto la loro notorietà e diffuso meglio la forza dei loro lavori, rendendo onore al merito, come dovrebbe sempre essere. Le opere scelte dei cinque artisti saranno visibili nella bella galleria sul mare fino al 15 agosto prossimo.
Una mostra di opere nate dalla evidente, talentuosa passione di ognuno degli artisti, che racconta il cammino dell’Arte di qualità, quella a cui, naturalmente, tutti dovrebbero rivolgersi con convinzione. L’Italia rimane la terra degli artisti più bravi e il quintetto in mostra alla Ess&rrE lo dimostrerà chiaramente.

La mostra è curata da Giorgio Barassi e Roberto Sparaci, conduttori della trasmissione Laboratorio AccA

Orario di apertura: Lun – Ven ore 10.00 – 13.00 / 16.00 – 20.00

                              Sab - Dom ore 18.30 – 23.30

Infoline : 329.4681684

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