Vincent Van Gogh
di Silvana Gatti
Un’esperienza di realtà virtuale con gli Oculus Samsung Gear VR immerge i visitatori all’interno delle opere dando loro la possibilità di catturare ogni minimo dettaglio. Opere mostrate attraverso dettagli ad altissima definizione, prestando particolare attenzione alle loro caratteristiche principali e consentendo di comprenderne l’uso del colore, la tecnica e le fonti di ispirazione. Accompagnate da una colonna sonora classica, più di 2.500 immagini di Van Gogh in grande scala creano un’atmosfera magica riempiendo schermi giganti, pareti ed immergendo il visitatore nei colori vibranti e nei vivaci dettagli che costituiscono l’unicità dello stile di Van Gogh.
Nell’ambiente intitolato “Per sempre Vincent”, la visione delle opere e dei luoghi del Maestro è accompagnata dalla voce dell’attore Francesco Di Lorenzo che interpreta il pittore olandese. In questo spazio espositivo, 23 videoproiettori offrono una luminosità tale da far perdere allo spettatore la percezione del reale immergendolo all’interno dell’opera per condurlo, con immagini, suoni e parole, in un itinerario di accostamento alla profonda umanità dell’artista.
Nello “Spazio Vincent” sono esposte cinque opere ricreate con la stessa tecnica, con gli stessi utensili e materiali del Maestro così che il visitatore possa comprendere la tecnica usata dall’artista. Nella sezione “La moda in- contra Van Gogh, incontro tra Arte e Art Couture”, sono esposti otto abiti che richiamano le opere più importanti dell’artista olandese, a cura della fashion art designer Gisella Scibona.
Grande importanza è riservata alla didattica con attività e percorsi appositamente pensati per le scuole. Negli spazi espositivi è stato ricreato l’atelier del Maestro, al fine di stimolare le scolaresche e i ragazzi a scoprire i segreti dei pittori esposti in mostra, diventando per un giorno artisti essi stessi. La sezione scuole è curata dall’Associazione Altera.
La storia narra che morì la notte del 29 luglio del 1890, all'età di 37 anni a Auvers-sur-Oise, dopo essersi sparato un colpo di pistola al petto due giorni prima. Questa tesi è messa in discussione da Steven Naifeh e Gregory Smith, due storici dell'arte americana che affermano che Van Gogh sarebbe stato ucciso da René Secrétan, sedicenne che amava vestirsi da cowboy e sparare agli animali. Il pomeriggio del 27 luglio, in compagnia di suo fratello, il giovane avrebbe premuto per sbaglio il grilletto e colpito l'artista che vagava nei campi. Van Gogh non denunciò i ragazzi perché a causa del- la sua depressione trovò nella morte un sollievo e non voleva che i due fossero condannati per avergli fatto una cortesia. Tesi avvalorata dalle persone che lo conoscevano, scoperta per la prima volta dal famoso storico dell'arte tedesco John Rewald che visitò Auvers negli anni 30 del secolo scorso. Steven Naifeh e Gregory Smi- th hanno trovato importanti dettagli a sostegno di questa ipotesi, in primis l’angolazione obliqua del proiettile, non dritta come ci si aspetterebbe se il pittore si fosse suicidato.
Un fine vita avvolto dal mistero dunque, a rendere ancora più catartiche le opere di un uomo che ha lottato costantemente per fare il mestiere del pittore, pur non riuscendo a vendere in vita le sue opere, ad eccezione del “Vigneto rosso”, acquistato da Anna Boch, una pittrice belga, collezionista d’arte. Il dipinto fu acquistato nei primi mesi del 1890 per 400 franchi belgi, forse perché le piaceva il dipinto o per mostrare il suo sostegno a Van Gogh. Il fratello Theo morì solo sei mesi dopo. La moglie di Theo, Johanna van Gogh-Bonger ereditò i dipinti di Vincent. Grazie al suo ope- rato, Van Gogh divenne l’artista conosciuto oggi in tutto il mondo. Fu il figlio di Theo e Johanna, Vincent Wil- lem van Gogh, a prendersi cura della collezione di opere dopo la morte di sua madre, fondando il Museo Van Gogh di Amsterdam.
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