Roberto Sparaci

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KARL PLATTNER AL MUSEION - per il giubileo del centenario della nascita

A cura di Fulvio Vicentini - Fotoservizio Daniele
Erano molte, oltre un centinaio le persone presenti il giorno di San Valentino intervenute nel salone Museion passage, alla presentazione della monografia “KARL PLATTNER 100”.
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Un atto d’amore voluto, non dovuto, da gente che conta, di estradizione dal mondo della cultura, dell’arte, della politica e dell’imprenditorialità italiana tedesca e ladina, per testimoniare al Maestro istoriato, che non l’hanno dimenticato.
Marion Piffer Damiani, la presidente, ha introdotto i lavori presentando alcune opere significative di Plattner appartenenti alla collezione del Museion. La madre, alla quale era molto legato, è sempre stata una delle figure determinanti di Plattner, anche perché gli ricordava il simbolo della fertilità, della nascita, della vita e della morte.
Il primo dipinto presentato, “Meine Mutter” – “ mia madre”, una tempera all'uovo, cera, legno che raffigura la madre sdraiata su un letto. Sullo sfondo alcuni mobili, rosari, oggetti sacri a testimonianza la sua religiosità. A seguire il quadro “Die tote Mutter” – “ La madre morta” esposto in sala al pubblico. La madre è quindi una delle figure chiave nello spazio psichico di Plattner. Così la descrive Gabriella Belli.
L'abito scuro, in contrasto con il letto candido, simboleggia la morte. In primo piano, sulla destra, è collocata una sedia con sopra un catino pieno di bende, un inequivocabile simbolo cristiano, che richiama la sepoltura. Nessun pianto, nessun terrore – solo il silenzio spietato del Memento Mori risuona attraverso lo stato d'animo di separazione dell'immagine. La profondità dei sentimenti umani e la riservatezza di un dolore non esternato ma rivolto verso l'interno fanno di questo dipinto una delle più belle e malinconiche opere di Plattner. “(Figuren und Themen in Plattners Malerei, Karl Plattner – Meisterwerke, Lana, 1996.
Fulvio Vicentini, il curatore della monografia Karl Plattner 100”, inserita nella sua collana di libri “Arte & Cultura” ha riferito sul quadro l’Artigiano, realizzato da Plattner per i fratelli Josef e Rudi Buratti, commercianti di pelli.
L’opera esige una particolare attenzione per quattro peculiarità che la caratterizzano.
La prima è la notevole dimensione, 208 centimetri di altezza e 291 centimetri di base, misure che appartengono più all’affresco.
La seconda caratteristica è quella di essere un polittico, costituito da cinque elementi, uno centrale di maggiori dimensioni, contornato da due elementi verticali e due orizzontali.
plattner 015 0001 1La terza particolarità è costituita dal supporto, cioè dalla superficie sulla quale l’artista ha dipinto.
Non legno, non tela, non carta, ma bensì pergamena. Le singole partizioni sono costituite da telai ricoperti di pelle bovina.
La quarta è che l’intera composizione ruota attorno alla figura dell’artigiano rappresentato nella parte centrale che celebra il lavoro del mastro calzolaio, “colui che sa ideare e dare vita a nuove forme”. Seduto accanto alla finestra aperta, l’artigiano maneggia una groppa di bue. Sul deschetto, a portata di mano, sono disposti un contenitore rosso con degli attrezzi che sembrano pennelli in un atelier d’artista, Tutto questo per elevare la dignità dell’artigiano al livello dell’artista.
L’opera l’artigiano dipinta su pergamena ci ha fatto conoscere la figura di Plattner ricercatore. Quella di Castel Mareccio è stata la prima e l’ultima volta che l’opera è stata esposta in pubblico. Oggi non sarebbe più possibile rimuoverla perché le pelli rinsecchite dagli anni potrebbero rompersi.
A seguito la lettura di Roland Buratti del testo del padre Josef “Con Karl eravamo coetanei” che descrive il forte carattere di Plattner davanti alle situazioni difficili della vita.
Fulvio Vicentini ha illustrato il primo capitolo, della monografia, che chiarisce gli avvenimenti dello sfregio dell’ affresco della “Deposizione” della cappella mortuaria di Naturno.
E’ stato possibile grazie alla traduzione del CORPUS di lettere inedite che si sono scambiati Karl Plattner con alcuni personaggi di spicco venostani.
Questa corrispondenza analizzata dal curatore ha permesso nuove ed interessanti interpretazioni di quegli anni molto angosciosi per Plattner. La prima lettera di sette fogli, spedita da Plattner da San Paolo Brasile il 26.12.53 che ha innescato il forte conflitto tra: ARTE – RELIGIONE – SPIRITUALITA’ e POLITICA, era esposta sotto vetro al pubblico.
Martina Adami, storica dell’arte, ha descritto l’affresco della sala consigliare della provincia di Bolzano 15 metri di lunghezza per 7 metri di altezza, è una delle opere più significative del maestro. Con molta malizia e ignoranza, alcuni politici di quel tempo lo avevano battezzato l’opera dal “bue rachitico”. Nel suo insieme illustra una Bolzano perimetralmente delimitata nella piazza Walther tra Duomo e Portici. A sinistra un richiamo al mondo contadino impegnato nelle operazioni di aratura dei campi, a destra la raccolta della frutta. Più in alto la regina delle Dolomiti, il Catinaccio e lo Sciliar che panoramicamente si raccorda con l’alta Venosta e il Garda. La Adami ha anche voluto rendere omaggio al direttore del Museion Piero Siena con una sua lettura sul funerale di Karl Plattner a Malles Venosta il 13 dicembre del 1986.
Durante il rito fuCopertina Piccola Annuario 2019 1nebre ha ricordato il patto fra il presidente Karl Nicolussi Leck e l’artista Bonell, che voleva ricordare quel triste momento con un quadro poi titolato “La Gabbia”.Quest’ opera esposta in sala accanto al quadro “Die tote Mutter” evidenzia il volto del maestro, “dal pallor della morte”, sopra il corpo della madre morta, avvolti con un fiore che Bonell aveva raccolto dalla bara dopo il funerale.
Martina Adami ha anche ricordato la collezione Eccel-Kreuzer dove lo zoccolo duro è formato da opere procurate soprattutto, dai galleristi Sergio Fable e Thomas Morandell, presenti in sala.
Per ricordare l’importante evento giubilare al MUSEION la Adami ha presentato il Manifesto con riportati gli artisti ambientati da Vicentini nei loro atelier, per l’ ”Hommage” che hanno voluto dedicare al maestro. Sono: Lois Anvidalfarei - Gotthard Bonell – Alberto Bruschi – Eduard Habicher – Jörg Hofer - Giorgioppi – Giorgio Panizza – Giovanna Da Por. La poetessa Roberta Dapunt ha ricordato Karl Plattner con i “Versi in virtù della pietà”, letti con voce fuori campo dell’attrice teatrale Laura Barocco.
Arnold Tribus giornalista - opinionista intervistato da Rai tre ha sottolineato che per gli altoatesini possedere un’o- pera di Plattner era diventata una sorta di moda, un modo “chic” per distinguersi nella società.
Con voce fuori campo è stato letto il testo di Markus Vallazza dal titolo“Autodafè delle opere a Fornico”, dove Plattner nel 1973 incendiò, a scopo liberatorio spirituale, molte sue opere che avrebbero potuto essere collocate sul mercato, ma che non erano più di suo gradimento.
In sala erano presenti RAI 3 Südtirol, il regista Alessandro Di Spazio della DISPAZIO-FILM, i fotografi Ochsenreiter e Daniele per le foto di scena, per la realizzazione del filmato “KARL PLATTNER, una vita intensa e movimentata per l’arte”. Ad Arte Fiera Genova è stato presentato dall’editore Roberto Sparaci della “ACCA Edizioni Roma” l’Annuario Arte Moderna 2019, dove un capitolo è dedicato a Karl Plattner. La monografia “Karl Plattner 100” è stata presentata anche nella “Sala Consigliare” della provincia di Bolzano, sotto lo storico affresco di Plattner, dal Presidente del Consiglio Provinciale Roberto Bizzo che dopo le spiegazioni dell’opera ha consegnato ad ogni assessore e consigliere di Bolzano e di Trento il libro del giubileo del centenario di Karl Plattner.
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I Tesori del Borgo (Ales)

Ales: Nel cuore della Sardegna, un gioiello di bellezza, tra arte, storia e cultura di ieri e di oggi.
di Teresa Anna Coni
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Ales è un piccolo borgo di 1.410 abitanti con una importante storia, civile e religiosa, al confine tra Campidano di Cagliari e Oristano. Molto suggestivo lo stupendo panorama che si ammira arrivando dalla SS 131 e superando Morgongiori. Arrampicato sulle pendici orientali del monte Arci, immerso tra verdi colline, è il centro principale della Marmilla, un concentrato di storia antica e moderna, di cultura e tradizioni, importante sede vescovile, con un territorio ricco di testimonianze archeologiche, per la presenza di preziosi giacimenti preistorici di ossidiana. La dominazione romana parte dalla fondazione, nel 62 d.C., della colonia di Uselis.
Al centro del borgo sorge la maestosa splendida Cattedrale dedicata ai Patroni SS. Pietro e Paolo, bellissimo edificio del 1686 dell’architetto Spotorno, con l’ex seminario oggi Museo con rari tesori della Cattedrale. Sulla piazza si affacciano la Casa della Comunità, il palazzo Vescovile, i locali dell’Oratorio Don Bosco. La struttura urbana e l’aspetto monumentale di alcuni edifici raccontano la funzione di capoluogo di Diocesi, esercitata fin dal Medioevo e testimonia le vicende storico-politiche legate alla Chiesa, anche attraverso il prezioso archivio diocesano.
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Ales è il paese natale di Antonio Gramsci (1891-1937), uomo politico e intellettuale fra i più influenti del Novecento europeo, ricordato da una targa apposta sulla casa natale, oggi Spazio polivalente di innumerevoli iniziative culturali. Nella magnifica piazza a lui dedicata il monumento opera dello scultore Giò Pomodoro, che vi ha allestito un Piano d’uso collettivo con elementi simbolici.
Nel centro storico, sul Corso Cattedrale, bisogna entrare nella tipica grande casa del ‘700 in pietra, PedrAntiga, sapientemente e artisticamente ristrutturata, residenza di ospitali artisti, un piccolo Museo con un delizioso B&B e la Galleria d’Arte Amphora immersi in un incantevole giardino.
Esistono tre antiche Chiese: San Sebastiano (per la festa invernale del 20 gennaio gli uomini del Comitato salgono in montagna a tagliare la legna per il grandissimo falò, benedetto dal Parroco prima dell’accensione, attorno al quale si festeggia con balli e cena sociale); Santa Maria. (Nella vasta piazza antistante la Chiesa, una volta centro dell’abitato originario, si svolge la festa più sentita del paese, dal 7 al 9 settembre, processioni con gruppi folk e cavalieri in costume, bancarelle di prodotti tipici, degustazioni gastronomiche e intrattenimenti Musicali);
Capelledda, dedicata alla Madonna del Rosario, con l'ordine delle confraternite (scrufaras)
Per la festa di Corpus Domini, in centro, mesu idda, tutte le vie sono decorate da infiorate e altarini e per la Festa dei Patroni il 29 giugno si sale nel quartiere di San Pietro Santu Pedru
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Ales offre varie opportunità per un soggiorno ritemprante. Molte le leggende e le località da visitare: Aquafrida, un bosco bellissimo di lecci, meta di gitanti, i ruderi del Castello di Barumele, Nuraghe Gergui e Pranu Espis. E’ favoloso fare piacevoli passeggiate nelle campagne circostanti, scoprire panorami incantevoli e interessanti reperti, che ogni colle restituisce. Is mandois, al confine con Morgongiori, Pompu, con l'antica leggenda de su frucoi è prabanta. Pau e il Museo dell'ossidiana, Villa Verde con i boschi di Mitza Mraxiani e il villaggio preistorico di Brunku e S'omu. Per gli esperti in arrampicate Sa grutta e is caombus, a Morgongiori, sito nuragico di alto interesse. Da non perdere il Museo del Giocattolo Tradizionale a Zeppara, vero gioiello per la straordinaria collezione di giocattoli ricostruiti fedelmente con materiali "umili" (legno, canna, spago, latta, sughero), la Jara con i cavallini selvatici e il nuraghe di Barumini. Sarete accolti nel centro storico con calore e delizie per il palato: Bar di Umberto sotto la Cattedrale per l’aperitivo; pasticcerie eccellenti: Montini e Atzori per dolci tradizionali; Ristorante ABAS di Turnu e ottima pizzeria Shardana” da Pippetto”; Pub LA PINTA con serate di musica live.
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“Human Connections”

di Monica Ferrarini
b 1È stata inaugurata sabato 6 aprile la mostra di arte contemporanea dal titolo “Human Connections” presso la Galleria Ess&rrE al Porto turistico di Roma. L’evento ideato e organizzato da Monica Ferrarini e Alice Di Piero con la collaborazione di Cagil Tuli ha riscontrato un’ottima presenza di pubblico e una grande affluenza di artisti. In occasione del vernissage era inoltre presente la trasmissione televisiva Arte 24 ed è stata offerta una degustazione di vini dell’azienda vinicola francese Caves de Rauzan.
La curatrice Monica Ferrarini dice a proposito del titolo e delle opere scelte: “In un’epoca storica dove la tecnologia ha preso il sopravvento, l’arte si propone di ridare un valore sano alla comunicazione, ristabilendo un approccio equilibrato con ciò che ci circonda al fine di assaporare le cose nella loro essenza. La mostra Human Connections vuole invitarci a recuperare una dimensione riflessiva ed esplorativa, a sconnetterci con il virtuale, a cambiare prospettiva per riappropriarci di relazioni concrete.

Il mondo virtFerrarini 2 1uale, veloce, arido, superficiale, ha generato una limitazione ed un appiattimento dei rapporti umani, facendoci perdere di vista ciò che è veramente importante. L’arte quindi si propone di stimolarci al fine di ridare giusto valore alle relazioni interpersonali e ci invita a recuperare la capacità di ascolto e di osservazione. Dobbiamo cambiare prospettiva per riacquisire il senso del reale e la capacità di abbandonarsi al bello, al vero, alla contemplazione. Abbiamo bisogno di farci rapire da un dettaglio, da un particolare nascosto, recondito, di essere liberati dalla sterile frenesia dei social media, e solo l’arte può riuscire a vivificare emozioni assopite.”
Artisti partecipanti: Roberto Antelo, Elio Atte, Daniela Avaltroni, Francesco Calia, Manuela Citti, Ibrahim Elshab, Francesca Falli, Matteo Fieno, Paolo Gabriele, Valentina Guadagnucci, Marina Loreti, Stefania Lubatti, Elvio Lunian, Mirja Nuutinen, Maria Rita Onofri, Ann Pelanne, Laura Pennesi, Kayo Sato, Paola Scialpi, Roberto Servi, Vincenza Spiridione.

On Saturday the 6th of April the contemporary art exhibition “Human Connections” inaugurated at the Galleria Ess&rrE, located in the touristic port of Rome. The busy event, conceived and organized by Monica Ferrarini and Alice Di Piero, in collaboration with Cagil Tuli, was attended by a great deal of artists and an interested public. Furthermore, on the opening was present the TV broadcast Arte 24, and a wine tasting was offered by the French winery Caves de Rauzan.
The curator, Monica Ferrarini, says about the title and the chosen artworks: “In a historic moment where technology has taken over, art wants to give back a healthy value to communication, reestablishing a balanced approach with what surrounds us and being able to appreciate things in their essence. The exhibition Human Connections invites us to recuperate a reflective and explorative dimension, to disconnect ourselves from the digital, to change perspective in order to restore proper, real bonds.
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The digital universe, fast, arid and superficial, generated a limitation and a flattening in human relationships, which resulted in letting out of sight what’s really important. Hence art tries to stimulate us in giving more value to interpersonal relationships and invites us to recuperate that ability to listen and to observe. We need to change perspective and own back what’s real and the ability to surrender ourselves to beauty, to truth, to contemplation. We need to be captured by a detail, a hidden gem, to be liberated by the barren frenzy of social media, and only art can reinvigorate dormant emotions.”
Participating artists: Roberto Antelo, Elio Atte, Daniela Avaltroni, Francesco Calia, Manuela Citti, Ibrahim Elshab, Francesca Falli, Matteo Fieno, Paolo Gabriele, Valentina Guadagnucci, Marina Loreti, Stefania Lubatti, Elvio Lunian, Mirja Nuutinen, Maria Rita Onofri, Ann Pelanne, Laura Pennesi, Kayo Sato, Paola Scialpi, Roberto Servi, Vincenza Spiridione.
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Associazione UCAI

L'UCAI, fondata dall’allora Mons. Giovanni Battista Montini, (futuro Papa Paolo VI dal 1963),fin dal 1945 cura i rapporti con quanti, nel mondo delle arti, pur muovendo da differenti posizioni culturali e religiose, persegue la promozione e la valorizzazione della persona umana e in particolare degli artisti. Nel quadro delle proprie finalità l’U.C.A.I. promuove l’istituzione di gallerie d’arte, realizza mostre di carattere locale, nazionale, internazionale ed itineranti; organizza e partecipa a concerti, convegni di studio, conferenze, dibattiti e incontri, ricevendo, per la sua opera, riconoscimenti da personalità del mondo religioso, politico, culturale ed artistico; organizza attività turistiche divulgando la conoscenza e promuovendo la tutela del patrimonio artistico italiano. Fanno parte dell’U.C.A.I.: architetti, musicisti (compositori e interpreti), pittori, scultori, letterati, artisti dello spettacolo e critici d’arte. L’U.C.A.I. opera sul territorio nazionale attraverso trenta sezioni ed ha come organo di stampa la rivista di arte e cultura “Arte e Fede”, inviata ai soci e a personalità religiose e laiche in Italia e all’estero. Da 6 anni, il primo sabato di maggio, l’Associazione celebra la “Giornata dell’Arte UCAI”, con una serie di iniziative culturali per tutto il mese, realizzate dalle varie Sezioni nelle proprie città di appartenenza. Tale appuntamento nazionale vuole mettere al centro la riflessione “guardando al bello che l’uomo riesce ad esprimere attraverso la propria elevazione culturale”.
La Sezione UCAI ROMA 2 nasce nel 1973 presso la residenza lateranense di Mons.Clemente Ciattaglia, Consulente Ecclesiastico Nazionale dell’Unione. Alla sua morte la Sezione venne intitolata alla sua figura. Attuale Presidente è il M° Ercole Bolognesi, Consulente Ecclesiastico del Vicariato di Roma è Don Ennio Innocenti, mentre dallo scorso anno la Prof.ssa Lucrezia Rubini ne cura criticamente le manifestazioni artistiche. L’UCAI ROMA 2, infatti, si è distinta in numerosi eventi e mostre in apprezzabili Gallerie nell’Urbe e nella Regione, ha presentato e promosso l’attività di molti artisti nell’ambito della pittura, della grafica e della scultura riscuotendo interesse, consenso e incoraggiamenti qualificati. Gli artisti della Sezione possiedono un livello tecnico ed espressivo di notevole qualità. Le loro opere hanno sempre un riferimento diretto all’amore per la natura, alla gioia della vita e alla Fede.
Gli obiettivi comunemente condivisi dagli artisti del gruppo UCAI Roma 2 sono:
I) Concepire l’arte come un linguaggio universale e atemporale, ovvero non fare distinzione tra antico e moderno. Di conseguenza riteniamo che pensare a contenitori specifici dell’arte “costruiti ad hoc” - come se le opere d’arte, pure da tutelare, siano messe in santuari che le facciano avvertire come irragiungibili e intoccabili per l’uomo comune, messe sotto vetrina come malati in isolamento in un ospedale-, non sempre approda a scelte felici; invece riteniamo che l’utilizzazione di un contenitore non convenzionalmente utilizzato per esposizioni d’arte, ma carico di storia, oltre a preservare il luogo stesso, grazie ad un suo uso appropriato, possa rendere quel luogo testimone del passato e custode del futuro, creando un continuum storico che metta in sinergia, con una “eccedenza virtuosa” il confronto tra prodotti d’arte degli uomini del passato e del presente, inducendo a riflessioni più profonde.
II) Altro elemento comune al gruppo è la consapevolezza che l’arte, ora più che mai, ha un ruolo di fondamentale importanza, benché non riconosciuto, che consiste nel suo valore profondamente salvifico per l’uomo contemporaneo, in quanto essa sola può innescare processi di decondizionamento dal consumismo e dall’alienazione della società odierna, ovvero di recupero di radici antiche e di valori immateriali.
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“Due sguardi indietro” - TOMO GUSIĆ

di Svjetlana Lipanovic
2005BR194 TARACA 1La grande mostra retrospettiva di Tomo Gusić, pittore raguseo, si è inaugurata il 18 dicembre 2018 presso la “Galleria d’arte”, a Dubrovnik la città croata conosciuta nel mondo per la sua rara bellezza. Il titolo significativo della mostra “Due sguardi indietro” esprime perfettamente la volontà dell’artista di presentarsi al pubblico con una raccolta di ben 250 opere, risultato di una vita dedicata all’arte. In seguito, ai corsi di disegno sotto la guida di un altro pittore eccellente Ivo Dulčić e, dopo la laurea conseguita all’Accademia di Belle Arti a Zagabria nel 1957, il giovane Gusić seguì una ulteriore specializzazione nelle arti pittoriche, che terminò nel 1959. La sua attività si indirizzò verso la pittura e il design grafico. Dal 1960 realizzò tutte le soluzioni grafiche per i prestigiosi “Giochi estivi di Dubrovnik”, che quest’ anno festeggiano il 70-tesimo anniversario dalla fondazione. Durante il soggiorno a Zagabria lavorò presso il settimanale “Telegram” e, la Casa Editrice “Školska knjiga” (“Il libro scolastico”) sempre da grafico ed Art Director, mentre nello stesso tempo ideò innumerevoli locandine, cataloghi, e pubblicità per vari Enti e Musei. A Dubrovnik, tornò nel 1981 per continuare, con più intensità la sua attività pittorica. L’artista appartiene con il suo modo espressivo alla cerchia dei pittori ragusei di cui fanno parte anche Ivo Dulčić e Đuro Pulitika. Le loro opere si riconoscono immediatamente per uno stile inconfondibile. La varietà dei colori è la foMrtva priroda kamenice 2004 ulje na planu 1ndamentale caratteristica insieme con l’espressionismo con cui trasformano la realtà circostante. La ricca produzione artistica di Gusić, si può dividere tra le opere grafiche e i dipinti dove si riscontrano spesso le seguenti tematiche: le nature morte, la Città di Dubrovnik, Stradun, la processione, il giardino, il ritratto e, il nudo femminile. I sette temi prediletti racchiudono un universo, che è il regno assoluto del colore, illuminato dalla luce accecante del Mediterraneo, pieno di emozioni nascoste nonché delle impressioni indelebili dipinte sulle tele, dei ricordi che fanno vibrare l’animo sensibile dell’artista. Le nature morte dedicate al mondo marino, immortalano i frutti di mare oppure la scintillante bellezza dei pesci. Dubrovnik, l’antica Città, anche se tanto amata, non riesce ad incantarlo con la sua inconfutabile perfezione estetica. L’artista ci da una sua interpretazione, innovativa e distaccata, la stessa che usa per dipingere la strada principale Stradun. Nei diversi quadri, l’arteria pulsante della Città diventa un groviglio dalle macchie colorate in cui si possono riconoscere i passanti visti dall’alto, forse da uno dei campanili delle chiese adiacenti.
Le variopinte Mrtva priroda 2004 ulje na platnu 1processioni con cui si celebra San Biagio, patrono della Città sono un omaggio alla religiosità popolare e, alle tradizioni millenarie ragusee. Una delle fonti più feconde dell’ispirazione è indubbiamente il suo meraviglioso giardino, un mondo magico in cui il tempo, apparentemente si è fermato, dove regna l’armonia, protetta dalla rigogliosa vegetazione. I ritratti e, i nudi femminili, ognuno specifico per l’impostazione e la scelta dei colori fanno notare i tratti, i particolari più evidenti e, danno l’impressione di essere dipinti con gli occhi socchiusi. A volte, sembra che un velo di leggera melanconia avvolga i dipinti, insieme con la tendenza di proteggere il proprio mondo interiore, così ricco e difficilmente decifrabile agli estranei. Al vernissage hanno partecipato i due curatori della mostra, la dott.ssa Marija Tonković, critico d'arte e, il dott. Antun Karaman, storico d'arte, Marin Ivanović, direttore della stessa Galleria che l’hanno inaugurata, in presenza di numerosi visitatori.
La straordinaria esposizione a cui hanno collaborato i vari musei e i privati prestando le opere in loro possesso si è conclusa il 10 marzo 2019, riscuotendo un meritato successo. Un riconoscimento dovuto a Tomo Gusić e, alle sue magnifice creazioni, con cui si è confermato come uno dei più importanti rappresentanti dell'arte contemporanea croata.
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Brescia Photo Festival III edizione, 2-5 maggio 2019

Edward Sheriff Curtis 1930 Donne davanti lobiettivo BPF 2019 1La terza edizione del Brescia Photo Festival, rassegna internazionale di fotografia con la direzione artistica di Renato Corsini, si terrà a Brescia da giovedì 2 a domenica 5 maggio 2019 (www.bresciaphoto-festival.it).
Promosso da Comune di Brescia, Fondazione Brescia Musei e Ma.Co.f. - Centro della fotografia italiana, esplorerà per quattro giornate molteplici aspetti del vastissimo universo femminile affiancando allo sguardo di grandi artisti della fotografia dall’Ottocento a oggi – da Man Ray a Robert Mapplethorpe, da Vanessa Beecroft a Francesca Woodman, da Julia Margaret Cameron a Mihaela Noroc ed Elisabetta Catalano – riflessioni e progetti inediti che indagano la complessità del femminile nella società contempora- nea. 10 sedi – per un totale di 4.000mq espositivi – nel centro storico di Brescia e in provincia ospiteranno 18 mostre e progetti espositivi – 11 produzioni del festival e 7 monografiche di cui 3 inedite in Italia Persone che fuggono dalla Libia durante gli scontri tra i ribelli e le forze pro Gheddafi. Valico di frontiera di Ras JdirTunisia 2011 Paolo Pellegrin Magnum Photos 1– che valicheranno i confini temporali del festival e proseguiranno fino all’estate; talk con gli artisti; workshop; concerti; proiezioni cinematografiche e visite guidate. Saranno coinvolte anche le gallerie d’arte di Brescia, le librerie e le biblioteche con progetti sul tema: il festival vuole infatti essere anche un momento di festa per esplorare lo straordinario patrimonio artistico e architettonico del capoluogo lombardo e il suo territorio. «Fondazione Brescia Musei rinnova, con la terza edizione, il format del Photo Festival realizzando una vera e propria invasione fotografica cittadina di grande qualità e in linea con le idee al centro del dibattito dell'agenda internazionale, dell'opinione pubblica e dei media – dichiara Stefano Karadjov, nuovo direttore di Fondazione Brescia Musei – un’avventura di Festival Una nessuna centomila foto Marzia Malli Brescia Photo Festival 2019 1da non perdere concentrata in un weekend di eventi e feste ma che proseguirà, fino a settembre inoltrato, con la tenuta delle mostre per una estate a tutta immagine».

Il Museo della città, un antico monastero femminile di origine longobarda, accoglie Da Man Ray a Vanessa Beecroft, un percorso di 8 mostre: un trittico tematico dedicato al rapporto tra donne e obiettivo fotografico; 3 monografiche dedicate al ritratto dal XIX al XXI secolo e due progetti one-off, omaggio a grandi artisti contemporanei. Donne davanti l’obiettivo, a cura di Mario Trevisan, racconta il nudo femminile con 110 straordinari scatti di grandi artisti di fama internazionale dall'Ottocento a oggi tra cui Vanessa Beecroft; E.J.Bellocq; Bill Brant; Robert Mapplethorpe; Elmut Newton; Man Ray; Peter Witkin; Francesca Woodman (inedita, produzione Brescia Photo Festival).
Donne dietro l’obiettivo, dalla collezione Donata Pizzi, a cura di Alessandra Capodacqua, conta invece 100 immagini delle più importanti fotografe italiane: Paola Agosti; Visual Brescia Photo Festival 2019 by Ramona Zordini1Marina Ballo Charmet; Letizia Battaglia; Silvia Camporesi; Lisetta Carmi; Elisabetta Catalano; Paola Mattioli.
Autoritratto al femminile, a cura di Donata Pizzi e Mario Trevisan, chiude idealmente il trittico e ammicca alla cultura del selfie con 50 opere di autrici tra cui Marcella Campagnano, Paola De Pietri, Florence Henry e Carolee Schneemann (inedita, produzione Brescia Photo Festival).
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Spring collection

Spring collection

Galleria Ess&rrE – Roma

 

Il Porto turistico di Roma a far da contorno nella primavera romana con opere di altissima qualità. Quattro artisti molto diversi fra loro con un unico tema caratteristico. La figurazione in ogni variante. Dai volti ai paesaggi, dagli olii alle tecniche miste, dalle tele ai supporti rigidi. Quattro modi diversi di dipingere con tecniche affascinanti per poter appagare i più esigenti.

Rosy Mantovani, Ornella De Rosa, Sebastiano Plutino e Mirella Scotton ci inoltrano nel mondo affascinante dell’arte con opere uniche e inedite. Dal 25 aprile al 10 maggio.


Durante l'inaugurazione ci sarà una performance del Maestro Sandro Perelli al Sax

Porto turistico di Roma

Lungomare Duca degli Abruzzi, 84 – 00121 – Roma

Cell. 329 4681684

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

www.accainarte.it

Lorenzo Ceva Valla

tra gli artisti di “Giostre!” a Palazzo Roverella di Rovigo

In mostra dal 23 marzo al 30 giugno 2019

E' presente anche uno scatto del fotografo milanese Lorenzo Ceva Valla nell’esposizione “Giostre! Storie, immagini, giochi” a Rovigo, presso Palazzo Roverella, dal 23 marzo al 30 giugno, curata da Roberta Valtorta.
Completamente dedicata alle giostre, così come sono state raffigurate da grandi interpreti internazionali dell’arte e del cinema, la mostra include un’ampia sezione fotografica di autori dall’Ottocento a oggi.
Il soggetto dello scatto di Ceva Valla, realizzato a Stoccolma nel 2014, è una giostra in movimento affacciata sul mare. L’accordo tra il movimento e la luce di taglio del tramonto sul mare nordico conferiscono all’immagine un’aura di nostalgia e insieme di sospensione del tempo.
La mostra “Giostre! Storie, immagini, giochi” nasce da un’iniziativa della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo insieme al Comune di Rovigo e all’Accademia dei Concordi.
LorenzoCevaValla Giostre

 















LORENZO CEVA VALLA, classe 1967, è fotografo, regista cinematografico e formatore. Allievo di Cesare Colombo, lavora in diversi ambiti, spaziando dal fotoreportage alla realizzazione di monografie aziendali, fino all’architettura e al ritratto.
Partendo dai primi esperimenti di elaborazione della fotografia analogica in camera oscura, Ceva Valla utilizza, sin dal 1999, la tecnologia digitale, sempre comunque volta al raggiungimento di una personale espressione artistica. L’approfondito studio delle tecniche di post-produzione danno luogo a risultati originali attraverso la ricerca di un nuovo linguaggio: il suo ultimo progetto è Parashoot.
Come regista e produttore, ha realizzato con Mario Garofalo i film “Ainom” (2009) e “Madeleine” (2016).
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Emotions and sensitivity

Quattro artisti a confronto nella cornice del Porto di Roma che in questo periodo vive un interessante quanto atteso coinvolgimento di persone interessate all'arte. Gli artisti saranno presenti per accogliere il pubblico e relazionarsi su le varie tecniche utilizzate e le modalità che fanno di una tela un'opera d'arte. Angela Balsamo è un'artista che fa della scelta di dipingere sul vetro al contrario la sua caratteristica più innovativa, scegliendo temi e schemi classici della pittura. Rosy Bianco dipinge la natura, fiori, alberi, paesaggi dalle tinte calde e suadenti che immediatamente attraggono il fruitore e lo immergono nel suo mondo. Giusy Dibilio artista particolarmente sensibile che nelle tele riporta il suo mondo in un tripudio di colori e vortici. Francesco Ponzetti un artista giovane dal talento innato che nei suoi onirici viaggi ci riporta a paesaggi fantasiosi e ci immerge nei sogni di chi con la pittura realizza opere fantastiche.

Human Connections

Mostra di arte contemporanea: “Human Connections”.

Verrà inaugurata sabato 6 aprile alle ore 17 la mostra di arte contemporanea dal titolo “Human Connections” presso la Galleria Ess&rrE al Porto turistico di Roma. L’evento è ideato e organizzato da Monica Ferrarini e Alice Di Piero con la collaborazione di Cagil Tuli. In occasione del vernissage sarà presente la trasmissione televisiva Arte 24 e verrà offerta una degustazione di vini dell’azienda vinicola francese Caves de Rauzan.

“La mostra Human Connections vuole invitarci a recuperare una dimensione riflessiva ed esplorativa, a sconnetterci con il virtuale, a cambiare prospettiva per riappropriarci di relazioni concrete.

Il mondo virtuale, veloce, arido, superficiale, ha generato una limitazione ed un appiattimento dei rapporti umani, facendoci perdere di vista ciò che è veramente importante. L’arte quindi si propone di stimolarci al fine di ridare giusto valore alle relazioni interpersonali e ci invita a recuperare la capacità di ascolto e di osservazione. Dobbiamo cambiare prospettiva per riacquisire il senso del reale e la capacità di abbandonarsi al bello, al vero, alla contemplazione. Abbiamo bisogno di farci rapire da un dettaglio, da un particolare nascosto, recondito, di essere liberati dalla sterile frenesia dei social media, e solo l’arte può riuscire a vivificare emozioni assopite.”

Artisti partecipanti:
Roberto Antelo, Elio Atte, Daniela Avaltroni, Francesco Calia, Manuela Citti, Ibrahim Elshab, Francesca Falli, Matteo Fieno, Paolo Gabriele, Valentina Guadagnucci, Marina Loreti, Stefania Lubatti, Elvio Lunian, Mirja Nuutinen, Maria Rita Onofri, Ann Pelanne, Laura Pennesi, Kayo Sato, Paola Scialpi, Roberto Servi, Vincenza Spiridione.

Si ringrazia lo sponsor Caves de Rauzan.

Info:

Galleria Ess&rrE - Porto turistico di Roma - Lungomare Duca degli Abruzzi 84 - Loc. 876 - 00121 Lido di Ostia RM.

dal lunedì al venerdì dalle 9:30 alle 19:30

Sabato e domenica: 16:00-20:00

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