Roberto Sparaci

Roberto Sparaci

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Diciannove artisti con circa 30 opere per proporre quanto di più significativo e comunicativo potremmo esporre.

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Uno “Scambio di opinioni” che la galleria promuove ai collezionisti portando a conoscenza anche alcuni artisti appena entrati a far parte della “famiglia.

Al Porto turistico di Roma 15 giorni di Arte contemporanea dedicata all’arte, alla cultura e al piacere di conoscere gli artisti personalmente. Ogni opera avrà l’onere e l’onore di cercare di trasmettere le sensazioni che solo l’arte riesce a comunicare, per immergersi in un contesto artistico unico nel suo genere e avere la possibilità di comprare qualcosa di unico, singolare, particolare.
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Artisti che visto l’interesse che riscuotono, anche grazie alle trasmissioni TV su Arte Investimenti, la televisione principe del settore sui canali 123 D.T. e 868 di Sky, dove tutte le domeniche sera alle 22:00 in diretta, la Galleria Ess&rrE con Giorgio Barassi promuove alcuni di loro con lavori di assoluta qualità con le mostre che sono appunto un filo conduttore per la promozione del lavoro progettuale che la galleria sta diffondendo nella splendida realtà romana direttamente sul mare.
Le opere in esposizione sono di: Nicole Auè, Anna Maria Batignani, Raffaele Buda, Giusy Dibilio, Maurizio Diretti, Emanuela Fera, Tano Festa, Giusy Cristina Ferrante, Silvana Gatti, Laila, Paola Leonardi, Rita Lombardi, Annalisa Macchione, Anna Maggio, Romeo Mesisca, Mara Morolli, Mario Schifano, Anna Maria Tani.

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Dal 26 ottobre all’8 novembre 2019 in mostra alla Galleria Ess&rrE al Porto turistico di Roma - locale 876 
00121 Roma

Cell. 329 4681684 
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Galleria Ess&rrE, AccA Edizioni e l’Arte in TV…

Esordio positivo per Laboratorio AccA

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Galleria Ess&rrE e Acca Edizioni affrontano la  tv col progetto Laboratorio AccA, una idea nuova per amplificare la diffusione del lavoro degli artisti attraverso il mezzo televisivo e la carta stampata. I canali sono quelli conosciutissimi ed apprezzati di Arte Investimenti, azienda milanese affermata da tempo per la dinamicità della programmazione e la attenzione ai pittori più bravi, oltre che per la continua proposta di artisti storicizzati e l’informazione sui fatti dell’arte.

Il 13 ottobre, sul canale 123 del digitare terrestre, sul canale 868 Sky e in streaming sul sito www.arteinvestimenti.it è andata in onda, in diretta dagli studi milanesi, la prima delle trasmissioni legate al progetto Laboratorio AccA.

Si tratta di una opportunità data agli artisti che intendono raggiungere una maggiore diffusione del proprio lavoro, con due progetti che possono essere scaricati dal sito di Arte Investimenti o richiesti agli indirizzi email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

IMG 3874A leggere la partecipazione del pubblico per il primo appuntamento, il risultato è confortante: molte chiamate, richieste di informazioni e interesse verso gli artisti selezionati tra i tanti richiedenti, pittori e scultori che non avevano sinora avuto il rilievo mediatico che meritano.

Laboratorio AccA continua il suo cammino con le proposte editoriali e televisive che daranno corpo ad una maggiore conoscenza del lavoro di artisti italiani e stranieri interessati ad una maggiore visibilità. Tutte le domeniche alle 22.00 su Arte Investimenti.
IMG 3877 IMG 3879Galleria Ess&rrE 
Acca Edizioni
Art&trA
Annuario d'arte Moderna "Artisti contemporanei"
Informazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Percezioni sensoriali

“Percezioni sensoriali”


Al Porto turistico di Roma nella splendida realtà romana direttamente sul mare, a ridosso delle bellissime imbarcazioni a fare da cornice a questi sette giorni di Arte contemporanea dedicata alle percezioni sensoriali che le opere d’arte riescono a produrre, ogni singola opera sarà proposta per dare allo spettatore la goduria del senso visivo, percependo l’emozione che ognuno davanti ad un’opera capta secondo le proprie attenzioni. Ventidue artisti di indiscusso valore che nel concetto e nella fantasia del fare arte invitano a soffermarsi davanti ad un dipinto per sognare e fare propria una emozione culturale.

Nella scorsa settimana, esattamente il 13 ottobre sul canale 123 DT e 868 Sky, abbiamo proposto alcuni di questi artisti nella trasmissione di Arte Investimenti condotta magistralmente da Giorgio Barassi e che ripeteremo ogni domenica alle 22 in diretta nazionale.

Le opere in esposizione sono di: Elio Atte, Angela Balsamo, Anna Maria Batignani, Renzo Cincotta, Franco Corvo, Nikolay Deliyanev, Giusy Dibilio, Emanuela Fera, Francise, Lucia Kaley, Laila, Livia Licheri, Rita Lombardi, marina Loreti, Annalisa Macchione, Francesca Maggi, Sery Mastropietro, Leandro Ricci, Michele Angelo Riolo, Maria Grazia Russo, Francesca Surace,  Anna Maria Tani.

Curatore: Roberto Sparaci

Direttore artistico: Sabrina Tomei

Dal 19 al 25 ottobre 2019 in mostra alla Galleria Ess&rrE al Porto turistico di Roma - locale 876 
00121 Roma

Cell. 329 4681684 
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Water Flower

Water Flower:
quando la magia dell’acqua danzante incontra i mille colori
e profumi di delicati fiori
 
Inaugurazione Water Flower
Sabato 28 Settembre, alla presenza del grande pubblico, presso IL CENTRO, l’iconico e innovativo Shopping Mall alle porte di Milano, prende vita un progetto unico nel suo genere: Water Flower è il concept firmato da Forme d’Acqua, che allo spettacolo musicale della fontana danzante unisce la bellezza e l’eleganza di tanti fiori e piante della Fioreria di Iper La grande i. Water Flower, l’installazione progettata dall’architetto Simona M. Favrin insieme a Forme d’Acqua Venice Fountains su richiesta dell’ipermercato Iper La grande i, prevede un continuum unico tra una fontana danzante e un’elegante fioreria, e si inserisce nella grande piazza coperta esagonale, progettata per creare continuità tra la galleria e l’ipermercato stesso. Grazie alla consolidata esperienza dei progettisti, Water Flower propone uno spettacolo che coniuga elementi emozionali come l’acqua, il verde e la musica per regalare un’esperienza visiva e sensoriale che stimola la creatività delle persone, rendendole partecipi dello spazio attraverso le emozioni. L’opera, collocata a fianco della rampa elicoidale che collega i due piani, è caratterizzata da una vasca circolare che ospita la fontana danzante: intorno a essa e in maniera del tutto complementare, sono stati collocati gli spazi espositivi che accolgono in maniera funzionale l’esposizione di piante e fiori, una vasta scelta di fiori recisi fino alla vendita con relativa preparazione di confezioni grazie alla consulenza e alla creatività professionale dei fioristi di Iper La grande i.
La fontana danzante, progettata e realizzata da Forme d’Acqua, è studiata per coinvolgere il visitatore con un palinsesto di giochi d’acqua e colori, in perfetta sincronia con il ritmo della musica, per trasformare la fontana nel cuore attrattivo della piazza. Water Flower si sviluppa in una serie di elementi concentrici e disposti a raggiera su vari livelli destinati a superficie espositiva per fiori e piante che si integrano con la fontana stessa, creando una sorprendente scenografia green. Interamente realizzata in acciaio verniciato a polveri, la vasca di cinque metri è circolare ed integra un sofisticato impianto tecnologico che permette la realizzazione degli show musicali.
Iper La grande i rappresenta una delle più importanti realtà nel panorama nazionale della Grande Distribuzione Organizzata, tra le poche interamente di proprietà italiana. Con 21
punti vendita in 4 regioni, fa parte del Gruppo Finiper, nato nel 1974 ad opera dell’imprenditore Marco Brunelli. La mission del Gruppo Finiper è rendere la qualità accessibile a tutti. Ampiezza dell’assortimento, qualità, sostenibilità, convenienza e italianità sono i principi ispiratori che guidano le scelte di Iper La grande i.
Water Flower fontana danzante
Web site: www.iper.it
Facebook: https://www.facebook.com/ipermercati.Iper
IL CENTRO, uno dei Centri commerciali più grandi d’Europa e vincitore nel 2016 del MAPIC AWARD come Best New shopping Center, è sorto proprio in quell’anno nell’area della
storica fabbrica dell’Alfa Romeo. La riqualificazione di questa zona industriale ha raccolto tutte le opportunità che offriva quest’area, che è sempre stata un simbolo territoriale, senza distruggere totalmente la memoria del sito e dell’azienda. Forme d’Acqua è un brand internazionale di progettazione e realizzazione di fontane da interno e esterno che, grazie ad una grande esperienza e ad una solida rete di artigiani specializzati è in grado di soddisfare le più articolate esigenze nazionali e internazionali.
“La proposta di Iper La grande i, che abbiamo accolto con orgoglio e entusiasmo è stata sicuramente sfidante, sia a livello di design che di tecnologia - spiega Gianluca Orazio, CEO di Ecosistem, detentore del brand Forme d’Acqua - la passione per il verde che si traduce nell'altro brand E-Gardening con progettazione e servizi dedicati, la nostra vocazione
all’internazionalizzazione, a progetti innovativi e alla costante ricerca sia nel design che nella tecnologia affiancata da una forte e specializzata rete di artigiani, ci permette di
essere partner affidabile per realtà di grandi dimensioni e così Water Flower ha preso vita nello Shopping Mall più innovativo d’Italia e insieme alla mia squadra non posso che esserne soddisfatto”.
 
Facebook: https://www.facebook.com/formedacqua/

IL PIACERE DEL COLORE

La Galleria Ess&rrE dal 28 settembre all’ 11 ottobre 2019 alle ore 17,00

inaugura la mostra

 

“Il piacere del colore”

Curatore: Roberto Sparaci

Direttore artistico: Sabrina Tomei

Ventidue artisti di estrazioni e personalità diverse, circa 35 opere dal comune denominatore.

“Il colore”, che in questa kermesse nazionale propone il tema come pretesto e personalizzazione della tela, del concetto e del fare arte.

Al Porto turistico di Roma nella splendida realtà romana direttamente sul mare, a ridosso delle bellissime imbarcazioni a fare da cornice a questi 15 giorni di Arte contemporanea dedicata all’arte, ogni opera sarà fruibile e paragonabile e ognuno potrà avvalersi della facoltà di ravvisare nelle tele le sensazioni che solo in questi contesti si riesce a percepire. Immergersi in un contesto artistico unico nel suo genere e avere la possibilità con alcuni di loro di relazionarsi direttamente. Inoltre visto l’interesse che stanno suscitando, alcuni saranno promossi anche nelle piattaforme televisive che cureremo a partire da fine settembre.

Le opere in esposizione sono di: Nicole Auè, Raffaele Buda,  Filippo De Luca, Giusy Dibilio, Maurizio Diretti, Giusy Cristina Ferrante, Silvana Gatti, Laila, Paola Leonardi, Rita Lombardi, Annalisa Macchione, Francesca Maggi, Anna Maggio, Romeo Mesisca, Mara Morolli, Francesco Ponzetti, Leandro Ricci, Angelo Riolo, Maria Grazia Russo, Giò Stefan, Anna Maria Tani, Norman Tacchi.

Dal 28 settembre all’11 ottobre 2019 in mostra alla Galleria Ess&rrE al Porto turistico di Roma - locale 876 
00121 Roma

Cell. 329 4681684 
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I Tesori Del Borgo - Rossano la bizantina. La Calabria che non ti aspetti.

Dalle chiese bizantine al Codex Purpureus Rossanensis. Dall’antico borgo collinare alla campagna e al mare.
Alla scoperta di Rossano, dei suoi tesori e del suo territorio con una guida d’eccezione:
l’Associazione “Insieme per Camminare”
01 Rossano territorio giganti di cozzo del pesco
Nessuno conosce Rossano meglio di chi ci vive, nessuno la racconta con più entusiasmo di “Insieme per camminare”, l’associazione di giovani calabresi che nel comune di appartenenza, Corigliano-Rossano, ha fatto nascere una nuova realtà per promuovere il turismo in Calabria con l’obiettivo di sviluppare e consolidare le potenzialità della propria terra.
Dall’alto Ionio cosentino si arriva a Rossano, la città bizantina, conosciuta anche come la Ravenna del sud, un borgo antico e autentico, ricco di fascino e fuori dai circuiti del turismo di massa. Un territorio da esplorare, vivere e conoscere a fondo, parte di quella Calabria che non ti aspetti ma ancora vera, ricca di storia, di antica bellezza e unicità.
Se secondo il New York Times la Calabria è una meta da non perdere, di questa Calabria è proprio Rossano la città da non mancare. Qui, dove lo sguardo spazia fino al mare, sono racchiusi molti tesori, primo fra tutti il Codex Purpureus Rossanensis, l’antico evangeliario dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco e conservato nel Museo Diocesano e del Codex dove si conservano, inoltre, in un suggestivo percorso museale, antichi manoscritti, dipinti, argenti e oggetti rari e preziosi. Dal Museo, che è la prima tappa del percorso di visita dell’antica città di Rossano, ci si sposta di pochi metri per visitare la Cattedrale di Maria Santissima Achiropita, ed è proprio qui, all'interno della sacrestia, che nel 1879 fu ritrovato il Codex, portato a Rossano probabilmente da qualche monaco in fuga dall'oriente durante l'invasione araba del VII secolo o al tempo delle persecuzioni iconoclaste dell’VIII secolo.
Come raccontano le guide di “Insieme per camminare”, Rossano, divenuta famosa e florida durante il periodo bizantino, è caratterizzata da edifici in pietra, palazzi nobiliari, chiese antiche e numerosi tesori architettonici, fra questi il Duomo, dove si può ammirare la sacra icona bizantina della Madonna Achiropita, dove “Achiropita” significa immagine che non è stata dipinta da mano umana. L’origine di questo prezioso affresco è da collocarsi tra il VI-VIII secolo e la storia del suo ritrovamento è molto affascinante. Il percorso si snoda poi fra le chiese bizantine del centro storico, l’Oratorio di San Marco e la Panaghìa, entrambe del IX-X secolo. Questi edifici sono la testimonianza visiva di quelle che furono le maestranze normanno-bizantine, entrambi i luoghi di culto conservano resti di antichissime e preziose pitture murali. L’Oratorio di San Marco, che è il capolavoro architettonico bizantino della città, è eretto su uno sperone di roccia ed è dedicato ai monaci asceti che vivevano nelle grotte di tufo sottostanti. Il percorso bizantino trova il suo completamento sui monti rossanesi, appena fuori dal centro storico, dove si trova lo splendido e maestoso Pathirion edificio sacro fondato nel XI secolo c.ca. L’antico cenobio basiliano rappresenta in pieno gli splendori della maestosa bellezza artistica della Rossano bizantina, e testimonia, per la prima volta nella storia della città, la fusione delle culture e delle tecniche architettoniche ed artistiche bizantine, normanne ed arabe: un connubio stilistico unico.
01 Rossano territorio parchi nazionali
Rossano è una delle più belle finestre sul Mediterraneo, partendo dalla città alta, dove è bello perdersi fra antichi palazzi e scorci di rara bellezza e suggestione, si può arrivare in collina e in montagna, nella Sila Greca, si possono effettuare diverse escursioni alla scoperta di boschi con la loro rigogliosa flora e fauna selvatica o scoprire nelle contrade le ville rurali e i casini, molti dei quali ancora oggi perfettamente conservati. L’unicità di Rossano è anche nel suo mare azzurro e nelle sue ampie spiagge. Rossano consente di vivere il fascino della storia e delle tradizioni nella città alta, lo splendore di un territorio incontaminato tra colline e montagne e la bellezza della costa marina.
L’accoglienza sul territorio è altrettanto ricca, fra le tante strutture ricettive in città, nel verde o sul mare, ci sono offerte per tutte le esigenze, a partire dal B&B Domus Purpurea, situato nel centro storico di Rossano, di fronte alla Cattedrale e a pochi passi dal Museo Diocesano e del Codex, in un edificio antico recentemente ristrutturato, dispone di tre mini appartamenti dotati di ogni comfort. Accesso diretto alla spiaggia accompagnato da un'area spa con piscina, sauna e zona massaggi, ristorante gourmet l’Aranceto, camere che profumano di mare e campagna insieme, questa invece è Casa Solares, lussuosa oasi di pace e bellezza nata per volontà della famiglia Toscano Mandatoriccio Mascaro e dedicata a chi ama solo le cose belle. A ricordare come Rossano sia terra di antiche tradizioni e nobiltà, la baronessa Bebè Cherubini e il figlio Luca, accolgono i loro ospiti nell’agriturismo il Giardino di Iti, una tipica struttura della campagna calabrese del 1700, un tempo tenuta di ulivi da cui si ricavava un pregiato olio. Circondata da oltre 10 ettari di terreno, la tenuta gode di uno splendido panorama aperto sulla natura circostante. Le camere, tutte immerse nello splendido giardino conservano ancora lo stile antico delle case dei contadini. Ha aperto nell’estate del 2001 e da allora è uno degli indirizzi più amati di Rossano, il Relais Masseria Mazzei, Le Colline del Gelso, diretto da Alessandra Mazzei è un antico convento del ‘700 il cui stile e filosofia sono improntati verso un’ospitalità calorosa, discreta e raffinata, qui l’atmosfera d’altri tempi si coniuga perfet- tamente con servizi a cinque stelle, dalla piscina esterna al ristorante di tradizione. Ancora una volta citiamo il New York Times poiché dice che la migliore cucina italiana è quella calabrese, la ricchezza di sapori che da sempre viziano e incantano i palati, con la loro semplicità e unicità, si può scoprire anche a Rossano dove si può cenare “dentro la storia” alla trattoria pizzeria La Bizantina, con vista unica sull’Oratorio di san Marco. Le suggestioni dell’antica città si vivono anche negli altri ristoranti suggeriti, Le Macine, dove è protagonista in cucina lo Chef Vincenzo Abruzzese, la vineria Mastro Gustino che celebra i piatti della tradizione e Porta Romana, dove si esaltano gli ingredienti più caratteristici della cucina calabrese, a partire dalle irrinunciabili melanzane.
Rossano è famosa anche per la liquirizia, è la migliore del mondo e risponde al nome di Amarelli. La produzione è così straordinaria che non si può mancare di conoscerne la storia visitando il Museo della Liquirizia Amarelli.
10 Rossano Masseria Mazzei Le colline del gelso 3
L’antica città calabrese invita ad immergersi in questo sorprendente percorso bizantino che non si disgiunge dal piacere di una vacanza all’insegna delle cose belle, un piacere da vivere con le eccellenti guide di Insieme per Camminare. L’associazione, nata per volere dell’Arcivescovo di Rossano-Cariati Mons. Giuseppe Satriano è composta da giovani di varie professionalità, come storici dell’arte, guide turistiche ed esperti in progettazione. Giovani che amano profondamente il loro territorio e quotidianamente riflettono sul messaggio culturale da trasmettere e sulle azioni da intraprendere. I servizi offerti abbracciano diverse esigenze e tipologie di pubblico e variano dalle attività didattiche alle visite guidate in diverse lingue, nel Museo e sul territorio.
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RAGIONE E SENTIMENTO

RAGIONE E SENTIMENTO 

Bassani, Bruni, Esposito, Grassi.

In mostra alla Ess&rrE

A cura di Giorgio Barassi
Direttore Artistico Sabrina Tomei,
Management Roberto Sparaci.

Quattro artisti di diversa estrazione, dalle anime diverse ma collegati dall’eterno dualismo sentimento-ragione espongono alla Ess&rrE del Porto Turistico di Roma dal 14 al 27 settembre i loro lavori ricchi di ricerca, policromia, vivacità. Affascinanti interpretazioni di una pittura piacevole proprio perché ricca di indagine su un equilibrio tra il sogno e la realtà. Quattro maniere differenti di leggere e comporre le opere, animate dal filo conduttore della razionalità miscelata all’ istinto ed al getto compositivo immediato. I temi della pittura di Andrea BASSANI, Etty BRUNI, Mario ESPOSITO e Fabio GRASSI sono il frutto dei loro molteplici aspetti espressivi, di tecniche raffinate e di sperimentazioni che non hanno lasciato orfana una ispirazione che nasce dall’ anima degli autori, dando vita ad opere dai contenuti che mai vanno considerati al semplice primo sguardo. Se per Bassani e Grassi la ricerca ha portato ad una pittura più ragionata e ordinata da preferenze illuministe, per Bruni ed Esposito lo squillare delle tinte e la affermazione dell’io pittore è più istintiva ma altrettanto ben pensata. Una miscela di colori e temi incastonata nella ricerca di linearità e di progressivo miglioramento che rende sempre fascinoso il mondo dell’Arte italiana. Una opportunità per godersi dipinti e operazioni artistiche rappresentative della creatività nazionale vista da quattro ottimi angoli come una visuale dai quattro punti cardinali.

Si è pensato di mettere insieme opere in grado di compiacere sguardo ed anima, miscelando sensazioni e percezione come sono assortite le componenti razionali e sentimentali dei quattro protagonisti della mostra che si inaugura il 14 settembre nello scenario affascinante del Porto Turistico della Capitale dalle ore 18.00 fino alle 23.00, quando le barche riflettono le loro sagome nel mare illuminato dalla luna davanti alla galleria. L’ evento, oltre che al momento delle mostre proposte dalla Ess&errE per la stagione incombente, prelude all’impegno televisivo che Acca Edizioni sta per affrontare con il prestigioso canale televisivo milanese Arte Investimenti. Una novità annunciata già sui social, alla quale aderiscono con entusiasmo molti artisti italiani.

Inaugurazione ore 18. Del 14 settembre. Orari : 10.00-13.00 / 16.00-20.00

Loui Jover

Fra le righe della fragilità
di Valentina D’Ignazi
“…mi piace la fragilità che queste immagini raccontano, come se il vento se le potesse portare via in qualsiasi istante…”
Dignazi
Musica, parole…inchiostro che sfuma idee circoscritte in immagini forti , turbolente e decise. Casualità ed incontro fra arte e carta bianca, emozioni sfumate in pensieri e storie prive di logica e banalità. Questa è l’ammaliante Arte di Loui Jo- ver, noto artista contemporaneo australiano emigrato dall’europa con i suoi genitori nella sua tenera età. Nasce il 18 aprile 1969 e fin da bambino Loui insegue il suo sogno di raccontarsi artisticamente, scartando a priori l’idea di con- seguire altre carriere. Inizia i suoi studi in arte commerciale e grafica nel 1980 attraverso un corso di corrispondenza presso la Melbourne Art Institute,ricevendo anche un certificato avanzato di comunicazione visiva. Nel 1989 si arruola nell’esercito dove lavora come fotografo reggimentale ed illustratore per i militari. Una volta lasciato l’esercito Loui continua ad inseguire il suo sogno, fortemente influenzato da artisti importanti come Picasso e dal prepotente desiderio di sperimentare la sua immaginazione ed il suo innato desiderio di affermarsi concretamente in questo meraviglioso mondo di astrazioni. Ispirato dalla musica, dalla lettura, dalla scrittura… da tutte quelle sfumature di vita che rendono leggera e viva l’anima di ogni essere umano. Inizialmente usa olio e tela acrilica, dilettandosi anche su diversi pezzi scultorei. Per molti anni lavora anche su carta dipinta con inchiostro e tempera, disegnando su fogli riciclati, sperimentando dei collage con vecchi supporti stampati. Da questa esistenza di continui esperimenti nasce il suo nome nel mondo dell’Arte, riportato espressamente in rilievo nelle sue opere come la firma di un sogno che finalmente si è realizzato.
Dignazi1
Nascono le sue opere fra parole prive di senso logico, ma con immagini che lasciano all’osservatore la leggera libertà di attribuire ad un’opera innumerevoli significati. I corpi femminili si stagliano sulla carta stampata di articoli di giornale, di romanzi, di spartiti musicali… dove non c’è una scelta pragmatica, ma c’è un semplice incontro di emozioni fra carta ed arte, tra sensi e concretezza. Joui jover diventa così celebre per i suoi affascinanti quadri ad inchiostro su carta di giornale, che racchiudono in un immagine quel caos innovativo ed emozionale che esplode dalla sua anima fino ad arrivare a noi… nel cuore.
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REMO BIANCO

LE IMPRONTE DELLA MEMORIA
Milano, Museo del Novecento
Dal 5 luglio al 6 ottobre 2019
a cura di Silvana Gatti
“Certo non posso mai dire ‘sto lavorando a questo’,
si, lavoro anche a questo, ma nel frattempo
continuano dentro di me le risonanze di altri momenti,
di altri periodi che devo portare avanti.”
Remo Bianco
Remo
Il Museo del Novecento di Milano ospita un’importante mostra di Remo Bianco, Le impronte della memoria, a cura di Lorella Giudici, attraverso oltre 70 opere dell’artista che ripercorrono le tappe della sua ricerca. Promossa da Comune di Milano| Cultura e realizzata dal Museo del Novecento in collaborazione con la Fondazione Remo Bianco, la mostra è allestita nel percorso museale del Museo, coinvolgendo anche gli Archivi. Per visitare una rassegna dedicata a Remo Bianco è necessario dapprima allontanarsi mentalmente dai canoni tradizionali dell’arte, che la vedono circoscritta nei confini della pittura o della scultura classica. Il secondo passo da compiere, per il visitatore, è quello di guardare all’interno delle proprie mura domestiche per fermarsi un attimo a riflettere sulla mole di elementi utili o superflui di cui ciascuno di noi è circondato. Alzi la mano chi, dovendo liberare i propri armadi da cose superflue per far posto ad altre, non abbia avuto un tuffo al cuore: che tristezza disfarsi di quei pettinini con cui da bambini pettinavamo le Barbie, o gettare quelle conchiglie raccolte durante quel viaggio al mare, o lo specchio da borsetta della bisnonna… Ogni oggetto è un ricordo di un preciso momento della nostra vita o di quella dei nostri cari. Perché ognuno di noi, chi più chi meno, nella società del benessere è diventato un accumulatore. Remo Bianco era un accumulatore per eccellenza, che per non disfarsi dei suoi ricordi ne ha fatto arte.
Accomunato a Filippo de Pisis nello spasmodico collezionismo di inezie, tra cui conchiglie, piume, foglie, ritagli di carte, stoffe e legni, Remo Bianco ama concentrarsi sul frammento, per dirla con una sua definizione, sul “Particolarismo”. La sua è una vita da “ricercatore solitario”, come si era autodefinito, alla continua ricerca di idee nuove, frutto della sua fervida fantasia che lo ha reso un artista molto peculiare e di difficile classificazione. Bianco vuole costruire quello che Marcel Proust definisce “L’immenso edificio del ricordo”. Il ricordo, per Bianco, è un qualcosa che non si può abbandonare, in quanto testimonianza di un attimo di vita da non dimenticare.
Questo suo spasmodico accumulare e classificare lo rendono difficile da collocare in ambito artistico. Lui stesso era consapevole di questa problematica, ma non poteva agire diversamente, amante com’era della sua libertà di artista in una Milano in continuo fermento culturale ed economico, dove da giovane conosce e frequenta il grande pittore Filippo de Pisis e il suo entourage. Dall’incontro con de Pisis, che lo instrada nel mondo dell’arte e lo guida verso la pittura francese, in particolare verso l’Impressionismo; al viaggio in America dove incontra Pollock e l’Espressionismo astratto; alla frequentazione della Galleria del Naviglio, dove si lega a Carlo e a Renato Cardazzo, a Lucio Fontana, ai giovani spazialisti e agli esponenti del movimento nucleare; fino alla conoscenza di Beniamino Joppolo e di Pierre Restany, mentore del Nouveau Réalisme, Bianco è stato al centro degli ambienti più fecondi e stimolanti degli anni cinquanta e sessanta: “Non dimentichiamo”, ricorda Restany, “che Remo Bianco si è formato nel dopoguerra alla scuola dello spazialismo milanese di Carlo Cardazzo e che egli ne ha tratto una doppia lezione di energia e di eclettismo – in una parola sola – di libertà”.
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L’obiettivo di questa mostra è di illustrare, attraverso le opere ed i documenti conservati nell’archivio della Fondazione Remo Bianco, i periodi espressivi più intensi dell’artista, a partire dalle Impronte, uno dei periodi più originali della sua produzione, passando dalle Pagode (grazie alle quali sfioreremo i Collages e i Tableaux dorés, forse la serie che lo ha reso più conosciuto), per soffermarci sui Sacchettini, sulle opere tridimensionali, sulle Sculture neve e sugli originali Quadri parlanti.
Tra la fine degli anni Quaranta e l’inizio dei Cinquanta Bianco esegue le prime Impronte, calchi in gesso, cartone pressato o gomma ricavate dai segni lasciati, ad esempio, da un’automobile sull’asfalto, o da tracce di oggetti quali giocattoli o attrezzi. L’obiettivo dell’artista è continuamente quello di recuperare “le cose più umili che di solito vanno perdute”, come scrive nel Manifesto dell’Arte Improntale del 1956.
Risalgono all’inizio degli anni Cinquanta anche i Sacchettini - Testimonianze, realizzati assemblando elementi di poco valore - monete, conchiglie, piccoli giocattoli, frammenti - in sacchetti di plastica allineati in maniera quasi maniacale e fissati su legno, da appendere come un quadro tradizionale. Risalgono allo stesso periodo le prime opere tridimensionali in materiale plastico trasparente o vetro e, in seguito, su legno, lamiera e plexiglas colorato, in cui l’immagine e la combinazione di figure poste in successione su piani differenti ne esaltano la profondità. Concepita in seguito a un viaggio di Bianco negli Stati Uniti, la serie dei Collages va dalla seconda metà degli anni Cinquanta fino agli anni Ottanta e si basa su un effetto combinatorio di immagini, realizzate con la tecnica del dripping, tecnica pittorica caratteristica dell'action painting americana, elaborata alla fine degli anni quaranta da Jackson Pollock, in cui il colore viene lasciato sgocciolare sulla tela distesa per terra da un contenitore bucherellato o schizzato direttamente con le mani mediante l'uso di bastoni o pennelli.
La mostra prosegue con i primi Tableaux Dorés, del 1957, uno dei cicli più noti dell’artista, in cui sullo sfondo bicolore, trattato a olio o a smalto, sono disposte le foglie d’oro, mentre altre opere presentano lo sfondo monocromo o sono realizzati con paglia o stoffa. Dal 1965 in poi l’artista esegue alcune opere racchiuse sotto la definizione di “Arte sovrastrutturale” che, tramite un processo di “appropriazione artistica” di oggetti, cose e persone, rispondono al bisogno impellente dell’artista di fissare ricordi e realtà nella memoria. Rientrano in questa serie le cosiddette Sculture neve, teatrini poetici i cui protagonisti sono oggetti comuni tratti dal mondo dell’infanzia, della natura o della vita quotidiana ricoperti di neve artificiale e disposti in teche trasparenti: immobile sotto il manto bianco che la riveste, la composizione trasporta il fruitore in una dimensione onirica senza tempo.
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Per finire, i Quadri parlanti, esposti per la prima volta nel 1974, sono tele talvolta non lavorate in cotone bianco o nero, talaltra impressionate con fotografie, sul cui retro sono posizionati degli amplificatori che, all’avvicinarsi dello spettatore, emettono suoni o frasi registrate dall’artista. Il più noto è senza dubbio “Scusi signore…” in cui Bianco si autoritrae con il dito puntato, immagine utilizzata nel 1965 quando, durante una personale alla Galleria del Naviglio, la foto compariva su tutti i tram milanesi a coinvolgere l’intera comunità. L’inserimento della voce umana documenta il tentativo di superare la dimensione tradizionale del quadro. Il tema e il bisogno di dialogare con il pubblico, trasformando la tela nel luogo dell’ascolto e, soprattutto, del ricordo, risulta essere il punto focale del percorso dell’artista.
L’esposizione al Museo del Novecento ripercorre il ricco e sorprendente percorso di Remo Bianco esplorando proprio il tema della memoria, attraverso le sue opere e tramite un’esaustiva documentazione d’archivio: cataloghi, manifesti, articoli e fotografie d’epoca.
“Grazie alla preziosa collaborazione con la Fondazione Remo Bianco”, afferma la Direttrice Anna Maria Montaldo, “prosegue la nostra attività di ricerca sulle sperimentazioni artistiche
della seconda meta del secolo. Presentare il lavoro di Bianco in maniera ragionata ha fornito l’opportunità di immergersi in alcuni dei milieu culturali più interessanti degli anni Cinquanta e Sessanta, guidati dal costante stimolo della mente ironica e indagatrice dell’artista”.
Correda la mostra un catalogo edito da Silvana, corredato dai testi di Lorella Giudici ed Elisa Camesasca, dagli apparati a cura di Gabriella Passerini e Alberto Vincenzoni e riporta un’interessante intervista a Marina Abramović, del 2012, riguardo al lavoro di Remo Bianco conosciuto nel 1977.
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Quando gli antipodi si incontrano

Quattro grandi dell'immagine:
Franco Trinchinetti - Commercialità e diffusione
Marino Parisotto - Erotismo dell’immagine
Gérard Rancinan - Psicologia dell’immagine
Cristian Castelnuovo - Influencers
In occasione di Milano PhotoWeek e Photofestival l’ampio e storico Studio Trinchinetti di Via Aurelio Saffi 11 a Milano, tra le più suggestive e prestigiose location nel cuore della città, ha ospitato un’importante mostra di quattro Maestri della fotografia: Franco Trinchinetti, Marino Parisotto, Gérard Rancinan e Cristian Castelnuovo.
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Quando gli antipodi si incontrano, a cura di Elena Amodeo e Vittorio Schieroni, ha presentato autori diversi tra loro per sensibilità e caratteristiche tecniche e stilistiche in un allestimento capace di mettere in risalto contrapposizioni e affinità tra le quattro differenti produzioni fotografiche sfruttando la versatilità e gli elementi distintivi dello studio, uno spazioso atelier che conserva un’atmosfera vintage e ricca di creatività.
A ospitare la mostra nel proprio studio è stato Franco Trinchinetti, celebre fotografo milanese di beauty e pubblicità tra i più apprezzati e noti nell’ambiente, le cui fotografie furono tra le più viste al mondo a cavallo degli anni Ottanta e Duemila. In esposizione una serie di sorprendenti scatti rivisitati dall’autore attraverso l’applicazione di materia pittorica a mano libera, un processo creativo che rende ogni opera un pezzo d’arte diverso da tutti gli altri, conferendo unicità e irripetibilità a un’immagine che è stata stampata e diffusa a livello planetario.
Ad accogliere il visitatore nella sala d’ingresso una selezione di lavori di Marino Parisotto, affermato fotografo legato a marchi di fama mondiale. Il fotografo ha ritratto importanti personaggi del mondo del cinema e dello spettacolo, è un preferito di attori e cantanti come Hugh Grant, Eva Mendes, Patricia Kaas, Mylène Farmer. Celebrato con numerosi premi fotografici e riconoscimenti da parte dalla stampa, Marino Parisotto ha contribuito a innalzare la fotografia pubblicitaria a livello artistico creando immagini riconosciute e apprezzate dal pubblico e dalla critica. Romantico e visionario, è stato nominato dalla prestigiosa rivista Photo France quale uno tra i dieci migliori fotografi al mondo. Il suo motto è “IL MOVIMENTO CREA L’EMOZIONE”.
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Una sezione della mostra è stata dedicata al fotografo francese Gérard Rancinan, presente in tutte le più grandi gallerie del mondo, ospite anche presso La Triennale di Milano. L’artista presente con una grande opera e un’installazione composta da diverse immagini di piccolo formato. Ogni fotografia è un vero e proprio tableau vivant frutto di una complessa fase di progettazione e strutturazione del set per creare una composizione articolata e provocatoria: scatti che invitano a osservare da un punto di vista ironico e dissacrante le contraddizioni della società contemporanea.
A completare il percorso espositivo sono le stampe su PVC o carta di grandi dimensioni di Cristian Castelnuovo che ritraggono volti popolari tra le nuove generazioni di giovani italiani. Le opere della serie iGen, realizzate con colori brillanti e intensi come quelli dei fumetti e della grafica Pop, vogliono rappresentare i giovani della generazione iGen, i cosiddetti Centennials o Post-Millenials, comunicativi e costantemente connessi in rete, caratterizzati dal continuo uso della tecnologia e dal rapido accesso alle informazioni.
Bellezza, eleganza e genialità accomunano i quattro fotografi in esposizione, quattro sguardi diversi sul mondo che ci circonda, antipodi che si incontrano e confrontano all’interno di un evento esclusivo, attraverso una selezione di opere tale da sorprendere e affascinare.
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Il Cocktail Party di presentazione, organizzato in occasione della Milano PhotoWeek, si è tenuto giovedì 6 giugno 2019 dalle ore 19 alle 22.
L’importante successo della mostra “Quando gli antipodi si incontrano” dei quattro Maestri della fotografia con quasi 1000 ospiti di riguardo presenti al Cocktail party, tra collezionisti, giornalisti, amanti dell’arte e personaggi del mondo dello spettacolo, un evento che ha riscosso un grande interesse da parte della stampa e della critica, con decine di pubblicazioni e una capillare diffusione sulle Testate di settore; numerose le opere opzionate da galleristi o privati nel corso della serata. Durante il vernissage gli Artisti presenti e i Curatori della mostra, Elena Amodeo e Vittorio Schieroni di MADE4ART, hanno guidato i visitatori alla scoperta degli straordinari spazi dello Studio Trinchinetti, la cui atmosfera e l’aria vintage che si respirava han-no lasciato tutti senza fiato.
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