Roberto Sparaci

Roberto Sparaci

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I Tesori del Borgo

L'Abbazia di Pomposa
Gioiello di arte, storia, fede e cultura, incastonato nella Valle del Delta del Po

A cura di Marilena Spataro

Le foto sono di Andrea Bonazza
GFC, Gruppo Fotoamatori codigoresi.

1000069370Scrigno d’arte, di fede, di cultura e di storia millenaria, l’Abbazia di Pompo- sa, definita “monasterium in Italia princeps” da Guido monaco, inventore della notazione musicale, fu centro propulsore del sapere. Incastonata nel cuore del Delta del Po, snodo nevralgico anche per i pellegrini romei, nell’anno 1001, ottiene il conseguimento del titolo di Abbazia Imperiale. Questo atto consentì all’Abbazia di Pomposa di raggiungere l’apice del proprio prestigio, accrescendo la propria potenza, ma divenendo anche un centro di primissimo piano per la spiritualità cristiana e la cultura dell’epoca. Se Giotto ha lasciato la propria impronta negli affreschi del capitolo abbaziale, non meno significativa è la figura di San Pier Damiani che visse nell’Abbazia di Pomposa con san Guido degli Strambiati. In occasione del settecentesimo anniversario della morte di Dante Alighieri, che durante l’ultimo viaggio da Venezia a Ravenna, soggiornò, per un breve periodo nel complesso abbaziale, il Comune di Codigoro ha pianificato un ricco programma di eventi per meglio celebrare la figura del Sommo Poeta. L’intero territorio comunale, abbracciato dal Po di Volano, che attraversa il suo centro urbano, ma anche dalle ampie aree boscate e pinetate del Delta del Po, sino a lambire il mare Adriatico, grazie al porticciolo dell’antico borgo di Volano, è un gioiello in cui ambiente, storia e monumenti convivono armoniosamente.
Nel complesso abbaziale di Pomposa, inoltre, attraverso il genio creativo di un monaco, Guido (detto d’Arezzo), mille anni fa, nel 1022, prese il via una rivoluzione musicale, sfociata nell'invenzione della notazione musicale.
Dopo le numerose iniziative legate al settimo centenario della morte di Dante Alighieri (1321-2021) e dopo le celebrazioni del millenario della musica (1022-2022), continua l’opera di valorizzazione del patrimonio storico e culturale del territorio e di promozione del turismo ambientale, azioni che vedono al centro Pomposa, ma anche l’Oasi di Canneviè, la Torre della Finanza, l’Anello della Falce, nonchè gli antichi cammini battuti dai pellegrini romei.
1000069368A Pomposa, per gran parte dell'anno, si susseguono escursioni guidate all’abbazia millenaria ed al suo campanile, eventi, concerti, iniziative culturali che intrecciano storia, arte, musica ed ambiente.
L’Abbazia di Pomposa è stata riconosciuta patrimonio dell’Umanità dell’Unesco, ma anche il Parco del Delta del Po (veneto ed emiliano romagnolo), dal 2015 può fregiarsi del prestigioso riconoscimento di riserva della biosfera Mab Unesco, per il riuscito e felice equilibrio tra Uomo e Natura.
Codigoro è il fulcro del Parco del Delta del Po, da anni è meta di itinerari cicloturistici vari: dal birdwatching sino alle escursioni guidate in battello, alla scoperta della foce del Po, delle oasi naturalistiche del Delta del Po della Sacca di Goro e, a piedi tra Cannevìè e l’anello della Falce.
Il territorio codigorese è attraversato anche dalla nuova Via Popilia, e dalle Viae Misericordiae, due dei 4 cammini percorsi nel Medioevo dai pellegrini diretti a Roma. In particolare il tracciato della nuova Via Popolia, di circa 250 chilometri, sarà interamente recuperato, messo in rete e promosso nell’ambito dei circuiti legati all’eco-turismo nazionale ed internazionale.
L’archeologia e non solo la musica, che proprio qui ha avuto i suoi natali, è un altro settore importante per il territorio. In tal senso sono in atto vari studi e ricerche. Attualmente è in fase di restauro un miliario, di circa 300 chilogrammi, con un’incisione in latino, risalente al secondo secolo avanti Cristo, venuto alla luce in un fondo privato a Pontemaodino, recuperato, a cura della Soprintendenza e trasferito a Pomposa. Al termine del restauro sarà musealizzato diventando motivo di richiamo per turisti e nuovi pellegrini romei. Il suo ritrovamento conferma come durante il periodo della sua espansione, già due secoli prima di Cristo, l’antica Roma si servisse di punti di riferimento strategici dislocati lungo le strade consolari, per creare connessioni tra le aree oggetto di nuova conquista. E Pomposa, da oltre mille anni, ricopre un ruolo strategico nell'evoluzione e nella scoperta del territorio deltizio.
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Art&Medicina

Giovanni Conti:
il guru della medicina naturale dall'America all'Italia

a cura della redazione

Come nasce la tua passione per la naturopatia e la medicina alternativa?
Fin da bambino mia nonna mi raccontava storie sui suoi nonni, una vita semplice ma profondamente connessa alla natura. Ricordo ancora i racconti dei giardini ricchi di erbe come la Menta, la Salvia, la Camomilla e le mani esperte delle donne di famiglia che sapevano quale pianta raccogliere per ogni malanno. Da bambino, quando mi ammalavo infatti la nonna aveva sempre una tisana pronta a rimettermi in forze, trasformando ogni cura in un gesto d’amore e in un legame profondo con la natura.
WhatsApp Image 2025 09 03 at 09.47.18 copiaQueste storie di tradizione antica hanno acceso in me una passione che non si è mai spenta. Crescendo, ho iniziato a studiare, raccogliere erbe e sperimentare rimedi naturali, finché familiari e amici hanno cominciato a chiedermi consigli su alternative erboristiche ai farmaci convenzionali. Con il tempo, attorno a me si è creata una piccola comunità di persone che si affidano alla medicina naturale, proprio come un tempo ci si rivolgeva alla mia trisnonna. Oggi sento di portare avanti una tradizione di famiglia preziosa, un sapere antico che merita di essere custodito e tramandato.
Da piccolo che bambino eri? Hai sempre avuto la passione per questo campo?
Crescendo sono sempre stato affascinato dalle “vecchie epoche”. Le storie che mia nonna raccontava sui miei trisnonni mi incantavano: non avevano elettricità né riscaldamento, usavano lampade a olio per illuminare e una stufa a legna per scaldare la casa. Persino il materasso era fatto a mano in casa. Il cortile era un orto di frutta e verdura che metterebbe in ombra il giardinaggio moderno. Rimanevo seduto ad ascoltare, affascinato, queste storie sui vecchi metodi, su come venivano create le cose. L’interesse per la guarigione naturale e i rimedi antichi è rimasto con me e ho sempre voluto impararne di più. Senza dimenticare la mia passione per la mia cultura e le mie origini: facevo continuamente domande sull’Italia e su come si facevano le cose nel nostro paese d’origine. Fin da bambino avevo deciso che dovevo approfondire questi vecchi saperi: la guarigione, la vita domestica e le tradizioni di un tempo. Questi valori, nati con me fin dall’infanzia, sono rimasti e sono cresciuti dentro di me. La mia vita di oggi è profondamente radicata nelle tradizioni che mia nonna mi ha trasmesso, a sua volta imparate dai suoi nonni.
Quali sono i benefici che si possono tradurre da questo tipo di medicine differenti da quelle classiche?
La medicina erboristica offre un approccio olistico alla guarigione, perché ogni pianta contiene numerosi costituenti naturali che lavorano in sinergia per aiutare il corpo a ritrovare il proprio equilibrio. A differenza della medicina chimica, che spesso isola un singolo principio attivo e si limita a sopprimere i sintomi, la medicina naturale mira a trattare la causa dello squilibrio, sostenendo la guarigione in modo completo. È come prendersi cura di un giardino: spruzzare acqua sulle foglie può dare sollievo temporaneo, ma solo nutrendo il terreno la pianta potrà tornare forte e sana. Così fanno le erbe: collaborano con i meccanismi naturali del corpo per promuovere un benessere duraturo, mentre i farmaci agiscono principalmente come soluzioni momentanee ai sintomi.
WhatsApp Image 2025 09 03 at 09.47.19Per chi ha necessità di curarsi spesso manca la cultura dell’argomento, ma sta prendendo sempre più piede in tutto il mondo questo tipo di medicina alternativa, cosa bisogna fare ancora secondo te?
C’è ancora molto bisogno di educare le persone sull’uso corretto della medicina erboristica. Oggi molti si affidano al fai-da-te o a informazioni trovate online senza conoscere i rischi. Ad esempio, chi assume un farmaco anticoagulante potrebbe usare Salix alba per un mal di testa, senza sapere che può aumentare il rischio di sanguinamento. Per questo è fondamentale rivolgersi a un esperto qualificato, capace di valutare la storia clinica, gli esami e le possibili interazioni con i farmaci. La medicina naturale offre grandi benefici, ma solo con informazioni corrette e una guida professionale si può garantire una guarigione sicura e responsabile.
Quanto è importante curarsi bene attraverso le erbe?
La medicina erboristica svolge un ruolo fondamentale nel sostenere la salute e il benessere generale, perché affronta la guarigione da una prospettiva veramente olistica. A differenza di molti trattamenti convenzionali che si concentrano solo sull’eliminazione dei sintomi, i rimedi a base di erbe lavorano per affrontare la causa alla radice dello squilibrio nel corpo. Molte piante contengono una varietà di costituenti attivi che agiscono in sinergia, sostenendo non solo un organo o un sistema specifico, ma l’intero organismo. Questo significa che, mentre un’erba può essere usata per un disturbo particolare, spesso offre benefici aggiuntivi, come nutrire i tessuti, riequilibrare l’energia, supportare la digestione, calmare il sistema nervoso o rinforzare le difese immunitarie.
Ad esempio, Melissa officinalis è spesso utilizzata per aiutare nei momenti di stress e di lieve ansia. Mentre calma il sistema nervoso, sostiene anche la salute digestiva, migliora la qualità del sonno e favorisce il benessere emotivo complessivo. Questa azione multifunzionale è ciò che distingue la medicina erboristica: non si limita a silenziare un sintomo, ma incoraggia il corpo a ritornare a uno stato naturale di armonia. La vera guarigione richiede tempo e agisce su più livelli, fisico, emotivo e persino spirituale. La medicina erboristica onora questo processo, offrendo rimedi delicati ma potenti che collaborano con i meccanismi naturali di guarigione del corpo invece di sovrastarli. Questo approccio non solo allevia il disagio, ma rafforza la resilienza e promuove una salute duratura.
Parliamo della piattaforma Seer Sensitives. Che prodotti offrite?
Seer Sensitives è una piattaforma dedicata al benessere a 360 gradi, creata per aiutare le persone a diventare la migliore versione di sé stesse, nutrendo mente, corpo e spirito.
Proponiamo rimedi erboristici personalizzati, studiati su misura per le esigenze individuali, oltre a miscele già pronte di erbe e integratori di alta qualità. Con il nostro abbonamento mensile di Medicina Erboristica, i clienti possono incontrare un erborista qualificato e creare un piano di successo personalizzato per sostenere i propri obiettivi di salute in modo naturale ed efficace.
WhatsApp Image 2025 09 03 at 09.47.20Prima di salutare i lettori quali sono i tue progetti futuri e cosa ti aspetti di costruire con la tua determinazione?
Il mio obiettivo è trasferirmi a Roma e aprire una mia erboristeria quest’anno. L’Italia è sempre stata nel mio cuore, non solo per le mie origini familiari, ma anche per la mia profonda passione per la cultura, le tradizioni e la splendida lingua. Ho sempre sentito una forte connessione con lo stile di vita italiano, dove i rimedi naturali, la comunità e il benessere sono parte integrante della vita quotidiana.
Il mio sogno è creare uno spazio in cui le persone possano riscoprire il potere della natura nella guarigione. Nel mio negozio offrirò rimedi erboristici, tisane e prodotti naturali pensati per aiutare le persone a ritrovare equilibrio e vitalità in modo sicuro e olistico. Oltre alla vendita, desidero costruire un ambiente accogliente in cui educazione, tradizione e guarigione si incontrino, dove sia i residenti che i visitatori possano conoscere meglio la medicina erboristica e dove l’antica conoscenza venga onorata e tramandata.
Con il mio amore per la cultura e la lingua italiana, vedo questo progetto non solo come un’attività commerciale, ma come un modo per connettermi con la comunità, celebrare le mie radici e aiutare gli altri ad abbracciare la guarigione naturale come parte della loro vita quotidiana.
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Art&Events

Miss Universo, in vetrina la bellezza delle donne e dell’Isola:

Box 1Il pubblico incantato dai luoghi suggestivi della nostra terra che hanno fatto da cornice alla kermesse.
Le organizzatrici già al lavoro per le selezioni dell’edizione 2026
Una vetrina eccezionale per mostrare i luoghi più suggestivi dell’Isola, l’occasione perfetta per dare il giusto risalto agli artisti e agli stilisti di casa nostra: Miss Universo Sardegna non ha permesso solamente di mettere in mostra la bellezza femminile, ma anche di far conoscere oltre i confini isolani le eccellenze della regione.
Le serate, che hanno raggiunto diverse località della Sardegna, hanno catturato durante ogni tappa l’interesse del pubblico, incuriosito dal nuovo format del concorso di bellezza nato negli Stati Uniti negli anni Cinquanta, incentrato da quest’anno - grazie all’intuizione delle organizzatrici - sulla valorizzazione di ogni forma di bellezza.
Andata in archivio l’edizione 2025 del concorso, le imprenditrici regine del wedding e degli eventi Alessia Ghisoni e Cinzia Murgia, uniche titolari del prestigioso concorso Miss Universo per la Sardegna, raccontano l’esperienza che ha permesso loro di portare la kermesse in giro per l’Isola durante l’estate, e guardano già al prossimo anno:
“La finale regionale è stata una grande emozione in diretta tv condotta da Anthony Peth accompagnato dall’interprete Lis Luciana Ledda. Possiamo ritenerci molto soddisfatte di tutto il lavoro svolto per arrivare sin qui e siamo felici di annunciare che a breve riapriremo i casting per la selezione di Miss Universe 2026. Il nuovo anno ci attende per raccontare altri meravigliosi scorci della Sardegna, invitiamo quindi tutte le ragazze dell’Isola ad iscriversi: noi cercheremo anche attraverso i social il nuovo volto di Miss Universe Sardegna 2026. Aspettiamo quindi tutte le candidate per vivere una nuova meravigliosa stagione all'insegna della bellezza e molto di più, sperando che la prossima Miss Universe Italy sia una bellezza sarda”.
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Una grande festa per Nicole Di Mario
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Sì chiude in bellezza l’estate con un party la giovane conduttrice Nicole Di Mario da Rinomato nuovo locale di Ponte Milvio.
Sono arrivati a festeggiare tanti amici di Nicole e personaggi del mondo dello spettacolo e influencer da milioni di follower
Amedeo Goria, Vera Miales, Francesco Chiofalo e Manuela Carriero.
Tanti ex di uomini e donne tra cui Daniele Schiavon, Alessio Pecorelli e Gianluca De Matteis.
Direttamente da temptation Maika e Alfred il tutto accompagnato da una torta speciale di Dolci Desideri Marconi e il look di Nicole è stato curato dall' Hair Stylist dei Vip Manuela Testepazze.
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Successo per la XIII edizione

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Conclusa la XIII edizione dell’Ariano International Film Festival: emozioni, grandi ospiti e una voce per Gaza.

Con la serata di gala e la cerimonia di premiazione, presentata da Franco Oppini ed Emanuela Tittocchia, si è ufficialmente conclusa la tredicesima edizione dell’ Ariano International Film Festival, appuntamento sempre più centrale nel panorama cinematografico internazionale. Numerosi i volti noti presenti sul red carpet, tra cui Ada Alberti, Gilles Rocca, Alessandro Tersigni, Samuele Carrino, Simone Baldasseroni e i protagonisti della fortunata serie Mare fuori, Luca Verone, Elisa Tonelli e Beatrice Mogavero. Grande entusiasmo anche per l’arrivo dell’attore turco Yusuf Cim, accolto con calore da un pubblico numeroso.


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Nuovi progetti per Marika Gambardella

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Sono tanti i progetti nuovi che attendono Marika Gambardella, volto noto del la serialità nostrana grazie al ruolo di Luna in Mare Fuori, la serie di successo di Rai2. Nei prossimi mesi, l’attrice tornerà sul set, ma intanto i telespettatori possono già ammirarla nella veste inedite di giurato a Mister Talent of Italy. E Mare Fuori è in onda su Rai Play e Netflix con la quinta stagione che vede la Gambardella al centro della scena. “Nel frattempo, sono in onda le puntate di Mister Talent of Italy, dove ho partecipato come giudice insieme a Gennaro Lillio e Loredana Fiore. Un’esperienza che ho vissuto con professionalità, ma anche con tanta empatia. Il mio obiettivo principale era quello di trovare un equilibrio tra dolcezza e severità. Ho provato a portare un po’ di freschezza per rompere gli schemi della tv tradizionale, divertendomi ma sempre con rispetto”





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Arriva al cinema la commedia ‘Da cosa nasce cosa’
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Maria Sole Pollio sarà una delle protagoniste del film Da cosa nasce cosa, al fianco Gino Rivieccio, e Susy del Giudice, in uscita al cinema. Prodotto da Eduardo Angeloni affiancata da Simona Cisale, la pellicola è una divertente commedia da non perdere e vede nel cast anche Maurizio Mattioli e Salvatore Lioniello. La sceneggiatura è scritta da Gino Rivieccio insieme a Gustavo Verde e Alessandra D’Antonio. La fotografia è firmata da Giovanni Marzagalli (nome d’arte John Real), mentre il montaggio è di Adriana Marzagalli.
Il film è prodotto da Antracine Film Industry con il produttore Eduardo Angeloni, in co-produzione con Real Dreams Entertainment S.r.l.. Un progetto realizzato con il patrocinio morale del Comune di Merano, del Comune di Villa Literno, con l’organizzazione esecutiva di Simona Cisale e il supporto di Davide Angeloni nel ruolo di direttore di produzione.






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L’eccellenza di Vincenzo Ascione
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Napoli nasce il nuovo polo dell’occhialeria indipendente: inaugurata la sede dei marchi Bust Out, Soho London e Marc EllisUna nuova realtà produttiva e creativa si afferma nel panorama dell’occhialeria italiana: è stata inaugurata a Napoli la nuova sede operativa dei marchi indipendenti Bust Out, Soho London e Marc Ellis. Tre brand nati in tempi diversi, ognuno con una propria identità ben definita, ma accomunati da una visione condivisa che punta su innovazione, design e libertà creativa. L’ultimo arrivato, Marc Ellis, è entrato nel 2024, consolidando un percorso di crescita in continua evoluzione.
Figura emblematica di questo percorso è Vincenzo Ascione, imprenditore trentenne originario di Napoli, che ha dato avvio al suo percorso a soli 24 anni, dimostrando come intraprendenza, visione e tenacia possano trasformarsi in un’eccellenza del settore. Cresciuto in un contesto non sempre semplice per chi vuole fare impresa, Vincenzo ha scelto di investire nel proprio territorio, creando occupazione e innovazione senza mai spostare il centro operativo da Napoli.
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Art&Imprenditoria

Alessio Mura

L’uomo che ha trasformato

i dolci in business

a cura della redazione

In un’Italia dove la maggior parte delle pasticcerie si limita a competere sul prezzo o sulla sfoglia “più buona”, Alessio Mura ha scelto un’altra strada: trasformare i dolci in brand e i titolari in imprenditori.
Sardo di origine, imprenditore determinato e con lo sguardo sempre rivolto all’innovazione, oggi è considerato il punto di riferimento nazionale per il marketing strategico delle pasticcerie. La redazione lo ha incontrato fra i suoi numerosi impegni per scoprire la sua visione e il suo metodo unico: Dolci Profitti.
Come nasce la tua realtà imprenditoriale?
ArtImprenditoria 2La mia storia nasce dalla tradizione. Sono cresciuto in pasticceria, un mestiere che la mia famiglia si tramanda da generazioni. A un certo punto ho capito che non bastava più fare il dolce buono: bisognava renderlo unico, memorabile, un brand. È così che è nata prima la mia sfida con Nuvola, e poi la visione di portare lo stesso approccio strategico a centinaia di pasticcerie in tutta Italia.
Oggi molti giovani cercano il futuro all’estero. Cosa ne pensi?
Io credo che il vero coraggio sia costruire qui. Non è facile, ma è possibile se si hanno metodo, disciplina e visione. I giovani hanno bisogno di esempi concreti: vedere che con un approccio diverso si può restare in Italia e creare valore, senza dover fuggire.
Quanto contano disciplina e impegno nel tuo percorso?
Sono la base di tutto. La creatività da sola non basta. Senza costanza, sacrificio e mentalità imprenditoriale nessun progetto può crescere. Io stesso ho imparato che la differenza la fa la capacità di ripetere ogni giorno le azioni giuste, anche quando è difficile.
“Nuvola” è stata una svolta per te. Cosa rappresenta?
“Nuvola” è un simbolo. Non è solo una frittella, ma il frutto di anni di lavoro e di una battaglia legale vinta per difenderne l’unicità. È diventata un’eccellenza riconosciuta a livello nazionale. La dimostrazione che con coraggio e visione puoi prendere un prodotto e trasformarlo in un brand.
Quali sono i rischi e i vantaggi della tua professione?
Il rischio è la pressione continua: nel nostro settore si lavora tanto, spesso senza regole chiare di business. Il vantaggio invece è immenso: vedere le proprie idee trasformarsi in aziende che crescono, in prodotti che restano nel cuore delle persone.
Oggi sei anche un consulente: cos’è Dolci Profitti?
Dolci Profitti è il primo sistema in Italia dedicato al marketing strategico delle pasticcerie.
Non è un corso teorico, ma un metodo pratico che nasce dall’esperienza sul campo. Io entro in una pasticceria come Direttore Marketing in Affitto: analizzo, installo un sistema, creo un posi- zionamento e faccio crescere il laboratorio come fosse il mio.
Grazie alle consulenze telematiche oggi posso affiancare titolari da tutta Italia, in modo rapido e diretto. È un modo nuovo di fare impresa: veloce, efficace, senza confini geografici.
Quali consigli dai a un giovane che sogna la tua carriera?
Non puntate solo al prodotto. Puntate all’unicità.
Oggi non vince chi ha il dolce più buono, ma chi ha il dolce che il cliente ricorda, riconosce e desidera. E soprattutto: studiate marketing e vendita. Perché senza quelle competenze, anche il miglior laboratorio resta invisibile.
I tuoi progetti futuri?
Sto lavorando per portare Dolci Profitti a un livello ancora più alto: creare la prima rete nazionale di pasticcerie che crescono con un metodo comune, solido e innovativo.
Parallelamente, continuerò a innovare nella mia Pasticceria Royal, perché credo che il futuro appartenga a chi osa.
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Art&Food


Sessant’anni di successi al
borgo dei Pescatori di Ostia

A cura della redazione

Borghetto 1Dopo dieci giorni di festa, degustazioni, intrattenimento e divertimento, si è conclusa la sessantesima edizione della Manifestazione enogastronomica della Tellina. Il tradizionale appuntamento del Borghetto dei Pescatori ha soddisfatto le aspettative grazie alla distribuzione di 400 kg di telline al giorno, cucinate con gli spaghetti secondo la ricetta tradizionale, che hanno deliziato i palati di romani e turisti.
“Una festa caratterizzata, come sempre, da un'atmosfera straordinaria” commenta Massimo De Fazio, uno degli organizzatori. “La sagra ha confermato il suo importantissimo valore aggregativo, capace di unire tutti, a partire dalle cittadine e dai cittadini del Decimo Municipio, intorno a un prodotto tipico dei nostri mari. Un plauso ai nostri pescatori, che nei giorni di mare mosso, armati di 'ferro a mano', hanno lavorato a pieno regime, rispondendo pienamente al fabbisogno della festa”.
Se non c'è dubbio che i tavoli per degustare la tellina in piazza hanno sempre registrato il tutto esaurito, c'è stata tanta partecipazione anche nel corso degli appuntamenti dedicati durante la kermesse alla divulgazione scientifica, come quelli sull'erosione costiera e l'habitat naturale della tellina.
“Non potevamo desiderare una festa più bella per festeggiare il sessantennale” conclude Massimo De Fazio.
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Art&Fashion

A tu per tu con

Graciela Saez

Graziela 3Milano Golden Fashion, l'evento giunto alla sua ottava edizione, conquista gli amanti della moda in un evento unico e speciale, presso il Cam - Chiostro Bramantesco in collaborazione col Comune di Milano, offrendo una piattaforma per la promozione di talentuosi stilisti emergenti e non, provenienti da tutto il mondo.
L’ispirazione dietro questo evento è quella di creare un ponte tra culture diverse attraverso il linguaggio universale della moda e dello stile.
Quest'anno i riflettori sono puntati su tematiche sociali molto importanti, dove ti piacerebbe portare il tuo progetto di inclusività?
Il mio obiettivo è portare questo progetto di inclusività a estendersi in diverse parti del mondo, collaborando con stilisti, modelli e talenti provenienti da diverse culture ed etnie. L'obiettivo è creare un ambiente in cui ogni individuo si senta rappresentato e valorizzato, promuovendo la diversità, la sostenibilità e il cambiamento positivo nella società attraverso la moda.
Prima di tutto da diverse edizioni in collaborazione con la dottoressa Diana De Marchi (Comune di Milano) portiamo avanti messaggi importanti per dire No alla violenza di genere. Un evento come il nostro mette in prima luce i riflettori puntati contro il femminicidio.
Ma non è l'unica battaglia che vogliamo perseguire, l'inclusività e le barriere devono essere abbattute e dare possibilità a chiuque di esprimersi.
Quando nasce la tua passione per il fashion system?
Mi sono avvicinata al mondo della moda grazie alla mia professione di giornalista. Durante le mie interviste nel mondo dello spettacolo, ho notato e ammirato gli outfit di diverse artiste, un'esperienza che alla fine mi ha permesso di scoprire il talento di una stilista argentina. Inizialmente, ho proposto di portarla a Milano per mostrare le sue creazioni, ma i costi associati a un evento di questo genere per una stilista sudamericana erano proibitivi. Di conseguenza, ho avuto l'idea di organizzare un evento di moda nell'ambito della settimana della moda milanese, offrendo a stilisti come lei l'opportunità di realizzare i propri sogni. Da questa idea è nato Milano Golden Fashion, che quest'anno ha celebrato la sua ottava edizione.
Vale la pena sottolineare che Milano Golden Fashion non si limita a presentare le opere degli stilisti sudamericani. Nel corso degli anni, abbiamo accolto talenti provenienti da tutto il mondo, inclusi paesi come Cina, Stati Uniti, Bulgaria, Dubai, Costa D'Avorio e molti altri. Questo ha trasformato l'evento in una straordinaria avventura internazionale che unisce la creatività di stilisti provenienti da diverse culture.
Com'è sarà questa nuova edizione di Milano Golden Fashion?
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La nuova edizione di Milano Golden Fashion avra diverse novità, ogni anno cambio location ma non il conduttore, anche in questa edizione al timone il presentatore Tv Anthony Peth. L'atmosfera punterà l'enfasi, sull'inclusività, con molti designer che provengono da diverse parti del globo. Si preannuncia un'edizione ricca di colpi di scena.
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Art&Vip

Intervista a Isabelle ADRIANI
Icona del cinema

a cura della redazione
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Isabelle Adriani è un’artista eclettica che vive l’arte come un linguaggio universale: attrice, doppiatrice, cantante e scrittrice, ha sempre cercato di trasmettere emozioni attraverso voce, corpo e immaginazione. Per lei recitare significa donare energia e sguardo al pubblico, mentre il doppiaggio è “puro teatro dell’anima”, dove tutto passa dalla voce. Grande appassionata di fiabe, alle quali ha dedicato libri, ricerche e il film Il Giardino delle Fate, ha recitato in pellicole come Che bella giornata con Checco Zalone, A Capodanno tutti da me con Massimo Boldi e Faccio un salto all’Avana con Enrico Brignano e Pino Insegno. Con la sua Isabelle Adriani Academy trasmette ai giovani il valore della formazione, convinta che l’arte sia un cammino di crescita umana oltre che professionale.
Isabelle, lei spazia dalla recitazione al doppiaggio. Che differenze ci sono in questi due modi di fare arte?
Recitare davanti alla macchina da presa o sul palcoscenico è un’esperienza totale: puoi usare il corpo, lo sguardo, la tua energia personale. In teatro arriva direttamente al pubblico, mentre sul set si concentra in quel dettaglio sottile che può catturare lo spettatore anche con un solo sguardo. Il doppiaggio, invece, è un’arte completamente diversa e affascinante. Hai solo la voce.
Nessun movimento, nessuna espressione visibile: devi trasmettere tutto attraverso il suono e le vibrazioni. Ed è lì che si vede la bravura.
Non a caso, in Italia, abbiamo dei doppiatori bravissimi.
Esatto. I doppiatori italiani sono, a mio avviso, tra i più grandi attori del mondo. Ho avuto il privilegio di lavorare con veri maestri: Angelo Maggi, che ha recitato nel mio film Il Giardino delle Fate nel ruolo del protagonista anziano; Pino Insegno, con cui ho recitato in Faccio un salto all’Avana; Marco Guadagno, che è stato il mio maestro di doppiaggio ai tempi de L’Era Glaciale. Ricordo con affetto anche i momenti passati negli studi Disney: esperienze magnifiche. Il doppiaggio è una scuola formidabile, e credo che qualunque attore dovrebbe provarlo almeno una volta. Ti insegna l’essenza della recitazione: trasmettere tutto, con poco o niente. E questo è puro teatro dell’anima.
Visto che l’abbiamo citato, parliamo del suo film: Il Giardino delle Fate. So che le fiabe sono sempre state la sua passione più grande. Come si è avvicinata a questo mondo?
Isabelle 4Le fiabe sono sempre state per me un rifugio e una guida. Fin da piccola, viaggiando da sola all’estero, erano il mio punto fermo. Cercavo di comportarmi come le protagoniste: dolci, forti, coraggiose, gentili. Le fiabe mi hanno insegnato come affrontare la vita, mi hanno dato una direzione e un codice etico. Trasmettono principi saldi e universali che oggi, purtroppo, molti social non riescono più a veicolare: le fiabe educano, mentre i social spesso confondono. Il mio amore per le fiabe è anche eredità di famiglia: mio padre fu allievo diretto di Carl Gustav Jung, che seguì tra Amsterdam e la Salpêtrière di Parigi. Fu lui a regalarmi uno dei testi più importanti della mia vita: Le fiabe di Marie-Louise von Franz, prima allieva di Jung. Da lì nacque tutto. Ho dedicato anni di ricerca allo studio della loro origine storica, fino a scrivere Il DNA della Fiaba, un’enciclopedia che è il cuore del mio lavoro.
So che le fiabe hanno avuto risonanza anche nella musica che realizza.
Proprio così. Ho cercato di tradurla nei miei album pubblicati su Spotify e Amazon, con brani come Once Upon a Time is Today - scritta, cantata e diretta da me nel videoclip - e The Magic of Love, colonna sonora del mio film Il Giardino delle Fate. La musica e le fiabe sono linguaggi universali. Se ogni bambino del mondo scoprisse che Cenerentola è tradotta in oltre 360 lingue, forse capirebbe che ciò che ci unisce è più forte di ciò che ci divide. Le fiabe ci ricordano che siamo tutti parte della stessa grande storia, e la musica le accompagna, le amplifica, le fa volare. Quando si uniscono a cinema e immagine, diventano un messaggio potentissimo. Ed è questo il mio sogno: unire mondi attraverso il linguaggio del cuore.
Arriviamo ai suoi ultimi lavori come attrice. Nel film A Capodanno tutti da me con Massimo Boldi, che tipo di personaggio interpreta e cosa l’ha colpito della sceneggiatura?
In A Capodanno tutti da me interpreto la Contessa Isabelle, una donna francese sofisticata che, durante una cena di Capodanno piuttosto movimentata, si ritrova faccia a faccia con un grande amore del passato. La situazione, però, prende una piega esilarante: lui è diventato un bizzarro cameriere biondo, un po’ alla Peter Sellers in Hollywood Party. Oltre al ruolo recitato, ho avuto l’onore di contribuire anche alla colonna sonora del film, fischiando personalmente la melodia principale, grazie alla splendida collaborazione con il Maestro Pinuccio Pirazzoli, storico direttore d’orchestra di Sanremo. Un’esperienza unica, divertente e piena di musica.
Come ha costruito, invece, il ruolo della Barbie spagnola Helena in Due Famiglie e un Funerale?
Il ruolo di Helena è stato davvero speciale per me. Quando mi hanno chiamata per offrirmelo, mi hanno detto: “Isabelle, ti ricordi Mercedes, il tuo personaggio in Che bella giornata con Checco Zalone?” Naturalmente sì, era un ruolo piccolo che avevo amato molto… ma a quanto pare l’aveva amato anche il pubblico. Mi hanno detto: “Adesso vogliamo Mercedes per sempre!” Così ho creato per loro una sorella maggiore di Mercedes: la mia Helena. È una specie di Barbie spagnola, bellissima e sensuale come Jessica Rabbit, ma allo stesso tempo goffa e tenera come Bridget Jones. Il suo cuore, però, è quello di Biancaneve. Ho voluto darle anche una forza e una vitalità tipicamente andalusa: il fuego di Granada. Per prepararmi, ho risentito le canzoni tradizionali spagnole, ho studiato flamenco e ho ripassato il mio spagnolo - che di solito è molto argentino - per renderlo più autentico e locale. Helena è un personaggio esplosivo, colorato, umano, e profondamente divertente. L’ho amata moltissimo.
Isabelle 5La sua formazione spazia tra New York Film Academy, Actor’s Studio e Royal Ballet: quanto hanno influito queste esperienze sulla carriera artistica?
Moltissimo. La mia formazione artistica è iniziata prestissimo: a soli otto anni studiavo mimo in Francia, e da allora ho frequentato scuole di musica e teatro ovunque mi trovassi. Da ragazza ho cantato in una scuola musicale legata al concetto di “scienza come arte” nella mia città, sotto la guida di una maestra del Teatro Sperimentale di Spoleto, un’eccellenza lirica italiana. Ho studiato con Roberto Biselli, grande maestro umbro che aveva lavorato anche con Mickey Rourke, e poi al CUT, il Centro Universitario Teatrale. In seguito, ho perfezionato la mia preparazione a livello internazionale: all’Actor’s Studio di New York, alla New York Film Academy di Los Angeles e al Royal Ballet di Londra, dove a 16 anni ho conseguito l’esame con menzione Highly Commended per il Senior Grade.
Si può dunque definire un’amante dello studio?
Proprio così. Ho sempre amato lo studio, la conoscenza in tutte le sue forme, soprattutto nell’ambito artistico e creativo. Sono mancina e ambidestra: scrivo da entrambi i lati, il che forse riflette anche una forte componente immaginativa e intuitiva. Essere figlia di un allievo diretto di Carl Gustav Jung ha certamente influito: mio padre mi ha insegnato moltissimo. Ho studiato i grandi metodi della recitazione - Strasberg, Stanislavskij, Meisner - cercando di integrarli in una visione completa dell’attore. Tutto ciò che ho imparato, ora lo restituisco con amore ai miei studenti dell’Isabelle Adriani Academy. Per me, la formazione è la chiave per diventare non solo un artista, ma un essere umano più consapevole.
Qui si è riferita all’Isabelle Adriani Academy, l’accademia che ha fondato e dirige. Quale visione vuole trasmettere ai suoi allievi?
Come dicevo, credo profondamente che lo studio e la formazione siano fondamentali. Non per rigidità, ma per dignità. Oggi purtroppo vedo molti che si improvvisano, magari senza malizia, ma è evidente che chi ha una preparazione solida affronta un set, un provino, o una lezione con una sicurezza completamente diversa. Io insegno ai miei ragazzi le regole che ho appreso nei grandi centri internazionali: per esempio, la regola del triangolo dell’Actor’s Studio - che raramente vedo applicata in Italia - oppure i principi di Meisner, l’approccio emotivo e rigoroso di Strasberg, la disciplina e la spontaneità unite. Studiare non significa perdere autenticità, anzi: ti permette di essere libero, perché hai strumenti. E quando conosci il mestiere, la memoria diventa più agile, l’interpretazione più profonda, e tutto diventa più semplice e professionale. Essere chiamati “professionisti” è un onore. E credo che sia giusto meritarselo.
Com’è nata l’idea dell’Academy?
Isabelle 3L’idea dell’Academy è nata quasi per caso, durante il periodo del Covid, quando mi sono trasferita in Emilia-Romagna. Mi sentivo bloccata: per una persona come me, sempre in movimento, fu difficile stare ferma, anche se mi trovavo in un posto bellissimo come il castello di famiglia. Così iniziai con delle lezioni di beneficenza per ragazzi autistici, e da lì si è acceso qualcosa. La mia energia è tornata, e ho capito che era il momento giusto per trasmettere tutto quello che avevo imparato. La mia scuola si chiama i.a.academy, che sono le iniziali del mio nome. Anche se mio figlio, scherzando, ha pensato che fosse un’accademia sull’intelligenza artificiale! Ma in effetti, si ricorda facilmente. Oggi abbiamo decine di allievi, e ogni lezione è un dono reciproco. È un privilegio poter insegnare, crescere con loro, e continuare a vivere l’arte in tutte le sue forme.
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Artisti allo specchio - LEAN 54

Di Andrea Lecca (LEAN)
IL DOMATORE DI PAPPAGALLI.ANNO 2019cm.  60.  x.  cm.  30.OLIO SU TELA.ARTISTA AUTORE LEAN.ESEMPLARE UNICO.
Ringrazio chi ha creduto nelle mie opere in quanto ha centrato lo spirito più profondo con il quale io le creo.
I miei personaggi domiciliano nella mia mente, fanno parte del mio vissuto e nascono dalle mie esperienze di vita diventando i principali attori di una realtà che non insegue stereotipi, non giudica il Bello ed il Brutto ma cerca di affermare l’unicità dell’essere in quanto tale, con i suoi pregi e difetti.
TIFFANI IN RED. cm. 60x cm. 30 OIL ON CANVAS.ANNO 2022 / 2023. ARTISTA AUTORE LEAN.ESEMPLARE UNICO.EURO 800La mia attenzione è quindi rivolta all’essenza, all’anima, all’inossidabile energia vitale presente in tutto ciò che esiste.
Le mie figure quasi fossero “MARIONETTE“ sono sole, come anestetizzate al centro dell’universo, prive di aiuti e supporti dove, in questa solitudine complessiva, il colore rivela sfumature della loro antica anima e primitiva personalità. Da qui, l’esigenza ed il piacere di descrivere il vero significato delle mie opere. In effetti per quanto semplicistico esso possa apparire è in sostanza molto più profondo, essendo questo, sintesi della mia esperienza artistica. Gli sfondi a plat presenti in quasi tutte le mie opere hanno un significato COMPLESSO ma INTUIBILE.
IL IV STATO. DITTICO.OIL ON WOODANNO  2019 / 2020cm.   187. x.  cm. 128,5ARTISTA AUTORE LEANESEMPLARE UNICOGuerre, morte, carestie, senso di impotenza, mancanza di valori e obiettivi, stanno rubando all’universo i suoi colori rendendolo monocolore, nascondendo ciò in cui l’uomo si identificava, “IL CREATO”. Da qui gli sfondi monocromatici che evidenziano il senso di “SMARRIMENTO” sia della natura MATER MAGISTRA sia dell’uomo, dentro i quali le figure si muovono sole o in gruppo, senza un “PUNTO DI ARRIVO”. Umanità e natura, procedono smarriti verso uno sterile “NON SI SA BEN COSA” privi di un obiettivo, un fine comune, immersi in un paesaggio vuoto, monocolore senza appigli, quasi infernale. Di tutto ciò si nutre IL VUOTO UNIVERSALE dove il TUTTO DIVIENE IL NULLA DI TUTTO.
Centrale per la mia ricerca è il colore che pone le basi per liberare il tutto dal grigiore Universale e riaccendere le speranze per un ritorno alla vita vera dove l’uomo vivrà la propria metamorfosi abbandonando il suo status di MARIONETTA per riappropriarsi della sua VERA FORMA IDENTITARIA, dove con gli ALTRI e con la NATURA ritroverà interessi comuni ed un obbiettivo finale che al momento i miei attori non intravedono. Questi miei COLLI LUNGHI E SOTTILI differiscono dai colli di Modigliani in quanto il grande artista, a me sembra voglia sottolinearne una profon- da ed elegante inquietudine. Con questi voglio evidenziare non la VANITÀ non un’INQUIETUDINE ma la VOLONTÀ di soddisfare il bisogno di vedere più lontano per trovare risposte oltre il confine di questa AVVILENTE ANORMALITÀ. Guardare dall’alto, come marinai, cercando di intravedere un futuro, lasciando sul fondo, senza mai dimenticarle, le miserie di un’umanità che non ha ASPETTATIVE. Il colore sarà l’unica vera forza con la quale la luce riemergerà dal buio.
NEREIDI IL GIOCO E L’ARTE. 1cm.  60  x.    cm.  30.ARTISTA AUTORE LEAN.ANNO 2022.ESEMPLARE  UNICO.VENDUTO EURO 350CARLO BOIANO.BOLOGNA BO
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L'arte in tutte le sue forme"

L’ARTE IN TUTTE LE SUE FORME

Collettiva di pittura e scultura alla Galleria Angelica di Roma
25 settembre – 1 ottobre 2025
A cura di Blu Star International srl

Inaugurazione il 25 ottobre alle ore 18:00

Dal 25 settembre al 1ottobre 2025, la storica cornice della Galleria Angelica di Roma ospita la mostra collettiva "L’arte in tutte le sue forme", promossa dalla Blu Star International srl, che riunisce ventisette artisti tra pittori e scultori provenienti da contesti eterogenei e orizzonti espressivi differenti.

Questa esposizione si configura come un percorso estetico e sensoriale, dove la pluralità dei linguaggi diventa valore fondante: dalla pittura figurativa all’astrazione, dalla scultura materica alle sperimentazioni tridimensionali, ogni opera dialoga con le altre in una polifonia visiva che testimonia la ricchezza e la complessità del fare arte oggi.

La Galleria Angelica, incastonata nel cuore di Roma e simbolo secolare di cultura e sapere, si trasforma così in un luogo d’incontro tra passato e contemporaneità, in cui le opere esposte non solo occupano lo spazio, ma lo riplasmano, lo interrogano, lo vivono.

Il titolo della mostra – L’arte in tutte le sue forme – è una dichiarazione di intenti: nessun confine, nessuna gerarchia, solo lo spazio aperto della creazione. La Blu Star International, da anni attiva nella promozione dell’arte contemporanea in Italia e all’estero, prosegue con questo evento la sua missione di dare visibilità a voci diverse, unite dalla forza del gesto artistico e dall’urgenza di comunicare.

Un invito, quindi, a esplorare l’arte come molteplicità, come viaggio, come incontro: un’esperienza che attraversa tecniche, sensibilità e visioni, restituendo al pubblico un’immagine viva e vibrante della creatività attuale.

La mostra è patrocinata dalla Regione Lazio

Orari galleria: dal lunedi al sabato dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 18:00

Domenica chiuso

Info: www.accainarte.itQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – 328 2799743 - 3886378032

JOSIP RAČIĆ

Galleria Josip Račić a Zagreb
4 settembre - 5 ottobre 2025
JOSIP RAČIĆ HRV WEB BANNER 1
di Svjetlana Lipanović
Foto: Goran Vranić - NMMU - Zagreb

Il Museo nazionale d’Arte moderna (NMMU) ha inaugurato a Zagreb una splendida mostra memoriale nella Galleria Josip Račić il 4 settembre 2025. Con questa esposizione - curata da Tihana Galić e con il Catalogo ideato da Ana Zubić in croato e in inglese - si desidera commemorare il 150 anni dalla nascita del pittore Josip Račić ed anche il 50 anni dalla fondazione della Galleria che porta il suo nome. La figura del pittore - nato il 23 marzo 1885 e deceduto il 20 giugno 1908 - è una delle più importanti della pittura moderna croata. Le sue opere hanno portato una nuova visione della realtà - come sostiene anche Zdenko Rus - nella quale era presente la nota melancolica ed anche ricerca psicologica nei ritratti dipinti. In seguito, altri pittori come Steiner, Stančić, Vaništa e tutta Gorgona hanno seguito il suo modo di esprimersi. Le 13 opere provengono dalla raccolta del Museo nazionale d’Arte moderna e, sono state realizzate dall’artista durante i suoi studi in soli due anni. La breve vita dell’artista iniziò a Horvati, un piccolo paese, vicino Zagreb che ormai non esiste più dato che è diventato - dopo il 1945 - una parte della città capitale croata. Di umili origini - il padre del pittore gestiva una locanda - il giovane Josip scopre Josip Račić Autoportret 1908. MG 748 Foto Goran Vranić NMMU Zagreb 3jpgpresto il suo innato talento pittorico. Secondo il volere del padre - prima di poter intraprendere l’attività pittorica - è stato costretto a imparare il mestiere litografico, dopo di che approdò a Vienna e, a Monaco di Baviera dove finalmente si dedicò alla pittura. Presso la scuola privata di Anton Ažbe si preparò all’esame d’ammissione alla Reale Accademia bavarese dell’Arte, nel 1905 che superò brillantemente. Nella città bavarese si era formato un gruppo di artisti croati: Račić, Kraljević, Becić, Herman che scopriranno una nuova estetica - più europea - in seguito notata nella pittura croata. Račić nel 1907 dipinse vari ritratti delle donne e degli amici. Si nota un’attenzione particolare all’espressione dei volti; il colore serve non solo per la descrizione ma anche per evidenziare la tensione psicologica. I rapporti tra le persone sono messi fortemente in risalto con il contrasto tra la luce e il buio. Nel febbraio 1908, la sua nuova destinazione è Parigi dove studia gli artisti del passato, dipinge all’aria aperta le scene della vita quotidiana, immortala i locali parigini e altro… La tecnica preferita è l’acquerello. Il suo soggiorno a Parigi si interrompe improvvisamente il 20 giugno 1908. L’artista a soli 23 anni, si toglie la vita nella camera d’albergo. Le vere ragioni rimasero sconosciute; si presuppone che non è riuscito a superare la crisi esistenziale provocata - probabilmente - anche dalla sua attività pittorica. è difficile immaginare che cosa poteva creare ancora, ma sicuramente aveva un grande talento, una spiccata sensibilità che è stata anche la sua condanna mortale. La sua prima mostra dopo il decesso è stata organizzata nel 1920 a cura di Ljubo Babić presso la Galleria Moderna a Zagreb e, nel 1975 un gruppo di artisti ha aperto - nel centro della città - la Galleria intitolata a suo nome.
Ora, i quadri esposti ci fanno conoscere - con uno stupendo “Autoritratto” del 1908 - lo stesso pittore, mentre altre tele sono dedicate a: “Pont des Arts” (1908) (Il ponte delle Arti),
a ritratto “La dama in bianco” (1907), alla scena suggestiva “La madre e il bambino” (1908) e altro. Una collezione dei magnifici lavori con i quali, il pittore della vita breve e tragica ha lasciato un segno indelebile del suo passaggio nel mondo.Josip Račić Dama u bijelom 1907. MG 744 Foto Goran Vranić NMMU Zagreb 4
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